CASARANO-ORIA 3-2

24 gennaio 2012

Domenica 22 gennaio 2012 – ore 18.00

Niente triplete per l’Oria; la risalita in classifica si ferma a Casarano. Eppure la lunga marcia sembrava destinata a continuare dopo che le furie rosse si erano aggiudicate i primi due set. E c’è stato anche un match-ball nel terzo. L’andamento della partita lascia, dunque, una comprensibile amarezza come tutte le volte che si viene rimontati, ma la prestazione delle ragazze di coach Marcello è stata brillante. Da applausi.

Naturalmente è stata da applausi anche la prova del Casarano: ha giocato altrettanto bene e in più ha avuto il merito di non mollare quando le cose si mettevano male. Arlotta ha sfiorato la soglia dei 30 punti, ma parlare dei singoli sarebbe un torto ad un collettivo encomiabile.

Insomma, se non si è capito, è stata una delle più belle partite dell’anno: grande ritmo, risultato sempre in bilico, tante emozioni, buona tecnica. Peccato che a un certo punto sia finita perché una partita così si gusterebbe per 24 ore di seguito. E peccato che sia mancata la vittoria ad onorare la trasferta dei tifosi oritani.

I numeri dicono addirittura: 79 punti dell’Oria e 70 del Casarano. Ma dicono anche 43 errori-punti dell’Oria e appena 27 del Casarano, una formazione che a quanto pare non conosce la parola “spreco”. E’ stato questo a fare la differenza? Forse. E’ una chiave di lettura basata sull’arida matematica.

In un mondo come quello dello sport, che alla matematica preferisce la scaramanzia, ci sono altre spiegazioni.

1) I pronostici porta-sgubbio (cioè a nostro favore) che hanno prodotto un’impennata nelle vendite di pomate contro le irritazioni da grattamento testicolare.

2) La condotta dissennata di alcune atlete che non hanno ancora capito come si comportano le vere professioniste alla vigilia di una partita…

3) Infine c’è stato l’ovetto Kinder di Pocahontas trasformato in chiave interpretativa della partita:

“La sorpresa rappresenterà l’esito dell’incontro”.

Dall’ovetto è uscita una Winx. Il suo braccio sollevato sembrava un buon auspicio, come del resto il nome, Winx: stessa radice di win, vittoria.

Guardando i particolari, però, avremmo dovuto notare il sorriso un po’ tirato. E poi quelle ali che a un certo punto sono cadute nel passaggio di mano in mano: un volo spezzato; questa è stata Casarano-Oria.

Adesso la Winx giace in fondo a un cassonetto sulla Nardò-Avetrana e ci auguriamo che in discarica possa ritrovarsi insieme alla spazzatura di Misseri (così impara), ma ormai è troppo tardi e la partita è persa.

Dopo il ripasso di leggende oritane grazie alla sapiente consulenza di Annacarla, può iniziare il riscaldamento.

Se valessero le “paste” anche per i servizi effettuati nel pre-partita, avremmo tutti livelli di glicemia alle stelle.

Formazioni.

Club Volley Olimpius Casarano: Roberta Stefanizzi in palleggio, Zelda Arlotta opposta, Barbara Giaffreda ed Elisa Giaffreda laterali, Katia Anastasia e Clelia Scalese centrali, Giulia Panico libero.

In panchina con coach Giuseppe Giaffreda: Gabriella Schirosi, Livia Giaffreda e Paola Memmi.

Fanno 4 Giaffreda su 11 (36,4%). Ho un’atleta da suggerire per la prossima campagna acquisti: Fiorella Giaffreda.

New Volley Oria: Annacarla Cozzetto palleggiatrice, Simona Leone opposta, Ivana Gallo Ingrao e Maria Nannavecchia laterali, Giulia Basile e Daniela Lo Noce centrali, Simona Minetti libero.

A disposizione di coach Marcello Presta: Angela Carone, Federica Peluso, Simona Bianco e Giorgia Mastria.

Primo set

A Spongano Annacarla iniziò con un ace, qui con un servizio sbagliato. In compenso la nostra alzatrice offre alla concittadina Daniela palloni d’oro che vengono ben valorizzati dalla capitana (3-3).

La prima svolta della partita è sul 6-4: l’Oria trova un break da 6 in cui la grande protagonista è Ivana Gallo Ingrao (4 punti). E’ il primo acuto di un incontro imponente; forse la sua più bella partita da quando la conosco (solo in lievissima parte macchiata da un finale un po’ calante).

Barbara Giaffreda interrompe la striscia brindisina, ma Ivana ha ancora un’altra freccia con cui centrare il bersaglio della metà campo avversaria (7-11).

Il vantaggio è quasi annullato (11-12) quando si apre una delle rare fasi di gioco connotate da errori su entrambi i fronti (15-17). Per il resto la partita è godibile, pur riservandosi il meglio nel secondo e nel terzo set.

Le squadre procedono punto a punto: alle tre bocche di fuoco dell’Oria replica Katia Anastasia (18-21).

Lungolinea di Nanna e rimonta sfiorata dal Casarano con tre punti consecutivi (21-22). Marcello chiama il time-out.

Primo tempo perfetto di Daniela (21-23), attacco sulla rete di Ivana (22-23) che si riscatta subito dopo (22-24) e due palle-set a disposizione delle ospiti.

La prima l’annulla Arlotta con un mani-fuori; la successiva è un primo tempo tostissimo di Giulia!

Primo set ad un Oria splendido (23-25).

Secondo set

L’avvio della seconda frazione sembra una partita di serie A con una perfetta alternanza di punti per 11 scambi consecutivi, l’ultimo dei quali è un attacco da opposta di Pocahontas. La “fast alternativa” rimane un segreto per il cui svelamento i tempi non sono ancora maturi.

Pipe di Ivana e stiamo giocando benissimo, con un ottimo muro-difesa (5-7).

Casarano pareggia con Elisa Giaffreda e poco dopo effettua il sorpasso con un ace della palleggiatrice Stefanizzi (10-9). Che oggi compie gli anni; tanti auguri.

La reazione dell’Oria è immediata: break da 5 con un’Ivana immensa (10-14)!

Il turno in battuta di Elisa Giaffreda costituisce un momento critico per la nostra ricezione. Anche il suo passaggio in prima linea, a dire la verità. Non è altissima la ragazza, ma ha un’elevazione impressionante. I suoi servizi, ben valorizzati dalle compagne, riportano avanti la formazione salentina (15-14).

Doppietta di Ivana (15-16)!

Nuovo vantaggio leccese con Arlotta e Barbara Giaffreda (17-16).

Sorpasso oritano con Giulia: primo tempo e muro (17-18)!

Pareggio di Anastasia ed ennesimo colpo vincente di Giulia (18-19). Coach Giaffreda chiama il time-out.

E’ abbastanza inconsueto che un coach chiami il time-out prima che la propria squadra subisca almeno 3-4 punti consecutivi. Il tecnico del Gallipoli lo fa spesso: prevenire è meglio che curare – dev’essere il suo motto. E intanto il vice fa i massaggini alle spalle delle centrali che sostano in panchina durante l’ingresso del libero.

A proposito di liberi, grande conferma di Simona, tenace come sempre, e ottima prestazione anche di Giulia Panico.

Soprattutto nella seconda metà della gara per mettere un pallone a terra bisognerà sudare sette camicie.

Dopo un pallonetto di Anastasia ed un nostro attacco fuori, Casarano conduce per 20-19, ma l’Oria piazza una fast con Daniela, un ace con Annacarla e una diagonale con la Leonessa (20-22)!

Mani-fuori di Elisa e punto di Nanna, un po’ in ombra per il momento, ma verrà fuori nei prossimi parziali (21-23).

Attacco vincente di Elisa Giaffreda e regalino del Casarano, che prima difende un tiro che sembrava destinato ad uscire e poi attacca sulla rete (22-24).

Muro di Arlotta e prima palla-set annullata.

Nello scambio successivo Ivana realizza il suo 14^ punto andando a piazzare il pallone nell’angolino del posto cinque leccese: Oria in vantaggio per due set a zero (23-25)!

Terzo set

Probabilmente il set più bello di tutti, certamente il più emozionante. Un dato eloquente: soltanto in due occasioni, sul 14-11 e sul 19-16, una delle due squadre riuscirà ad assicurarsi un vantaggio superiore ai due punti; per il resto è stato un duello in perfetto equilibrio, tirato fino alla fine.

Purtroppo per noi, la difesa locale diventa sempre più efficiente e Ivana deve compiere quattro tentativi prima di schiacciare il pallone dell’1-2.

Ace di Arlotta e punto di Elisa, ma Ivana lascerà il segno in tutti i suoi spostamenti in prima linea (5-4).

Schirosi rileva Barbara Giaffreda e marca subito il cartellino con due punti consecutivi.

Lampi di Nanna, un pochino distratta in difesa ma sempre più pungente in attacco (10-10).

Tocca inseguire: allungo salentino con Arlotta (mani-fuori) e Anastasia (muro) ed immediata replica di Ivana e di Nanna, che fa punto tuffandosi a difendere in bagher una palletta avversaria (14-14).

So’ soddisfazioni.

Continuiamo a inseguire, senza sorpassi e senza, comunque, permettere al Casarano di prendere il largo.

L’equilibrio sembra spezzarsi fatalmente sul 22-22: un nostro attacco va fuori e un altro piega l’asticella (24-22). Questa volta le due palle-set sono per la Giaffreda Volley.

Leo annulla la prima con un pizzico di fortuna; la seconda è un tiro leccese che termina in rete (24-24).

Attacco di Ivana contestato vivacemente dalle padrone di casa (24-25): il tiro terminato fuori è stato toccato o non è stato toccato?

Dalla mia posizione è difficile giudicare; in ogni caso adesso è l’Oria a servire per il set e soprattutto per la partita.

Sarebbe la terza vittoria consecutiva. Significherebbe scavalcare proprio il Casarano in classifica. Significherebbe l’avvicinamento allo Spongano, ma anche al San Giorgio e un domani, forse, chissà, allo stesso Mesagne. Una palla a terra e getteremmo nel panico l’intero girone e poi torneremmo in B2, ma a quel punto non ci fermeremmo più spinti dall’onda dell’entusiasmo e dalla percezione di imbattibilità. Andremmo in A1. Sì, sarà così! Basta mettere a terra quella dannata palla…

La palla va a terra, in effetti, ma nel campo sbagliato e a farla cadere è stata Katia Anastasia (25-25).

Poi tiriamo sulla rete e infine subiamo la palletta di Barbara Giaffreda (25-27). L’A1 per il momento può attendere.

Quarto set

Nel momento del bisogno arriva Supernanna. Non è stata la sua migliore partita, ma il bottino di punti personale è in crescendo (3-3-4-5-5). E se anche giocando meno bene del solito la creatura realizza 20 punti, prendiamolo come un indicatore rassicurante.

Dall’altra parte della rete, però, c’è una giocatrice destinata a marcare indelebilmente questo incontro: Zelda Arlotta (9 punti solo in questo parziale, 28 nell’intera partita), a segno praticamente in tutti i modi (2 ace, un muro, posto due, posto quattro, prima linea, seconda linea, terza linea…).

Il vantaggio locale di 8-6 è recuperato grazie alle commoventi difese delle furie rosse e agli attacchi di Giulia e di Nanna (11-11).

E’ strepitosa anche la difesa leccese e per fare punti dobbiamo lavorare sullo sfinimento delle attaccanti locali al termine di scambi infiniti (12-13).

Anche le attaccanti, però, sapranno limitare i regali e il Casarano si rivelerà la squadra meno incline a commettere errori-punto tra tutte quelle che abbiamo affrontato (5,7 di media al set, come il Presicce).

Muro di Anastasia e l’Olimpius sale a +2 (16-14).

Fischiato fuori un tiro di Nanna che sembrava dentro (nel tie-break ci sarà compensazione con un tiro di Elisa Giaffreda sulla linea giudicato out).

Ivana, Giulia e Daniela resistono, ma le padrone di casa impongono un 6-1 condito da ben 4 punti di Arlotta e chiuso da un ace della nuova entrata Memmi (23-17).

Leo va a punti con un attacco ed un appoggio in bagher difeso male (23-19), ma è troppo tardi per la rimonta: Elisa Giaffreda chiude il set che vale il pareggio e adesso l’ipoteca emotiva sull’incontro è nelle mani delle salentine.

Tie-break

Infatti.

Mani-soffitto di Elisa Giaffreda, duplice attacco di Arlotta e qualche errore di troppo delle bocche di fuoco brindisine. Partire da 6-1 non giova all’ottimismo.

Ivana appare un po’ appannata (ma chiuderà con 23 punti totali) e la difesa del Casarano è impressionante. Mi era sfuggito il tappo della penna; una giocatrice ha impedito che cadesse a terra salvandolo in bagher…

8-3.

Le furie rosse, comunque, non si arrendono mai.

La premiata ditta Under18 Nanna-Giulia rimette in discussione un finale che sembrava segnato: 9-7.

Muro di Daniela!

Le ragazze esultano girandosi verso i tifosi, ma i tifosi sono usciti a fumare una sigaretta.

Allungo di Arlotta e doppietta di Nanna: mani-fuori e lungolinea (11-10)!

Punto un po’ dubbio, ma è pareggio (12-12)! Grande Oria! Che squadra! E che partita! Emozioni dal primo all’ultimo scambio.

Gli ultimi scambi, però, sono un saggio di bravura delle padrone di casa: mani-fuori di Arlotta, muro di Anastasia e lungolinea di Elisa Giaffreda (15-12).

Abbiamo perso, e vabbè, ma è stato un inno alla pallavolo: complimenti a tutte.

E con un po’ di ritardo: tanti auguri a Lucrezia e a Carmine per la nascita della piccola Greta!

Lucrezia è attesa a Collepasso domenica, Greta è attesa a San Vito lunedì, Carmine può scegliere di andare dove vuole.

Tabellino: Casarano-Oria 3-2 (23-25,  23-25,  27-25,  25-19,  15-12)

Giaffreda Volley: Giaffreda B. 4, Anastasia 13, Schirosi 4, Giaffreda E. 16, Giaffreda L. NE, Stefanizzi 1, Arlotta 28, Memmi 1, Scalese 2, Panico (L) – All. Giaffreda.

Muri-punto 8, Aces 4, errori in battuta 7.

Punti-fatti: 70 (media set: 15,2*), errori-punto 27 (media-set: 5,7*).

New Volley Oria: Carone NE, Cozzetto 2, Gallo Ingrao 23, Peluso NE, Basile 12, Nannavecchia 20, Leone 13, Bianco NE, Lo Noce 9, Mastria NE, Minetti (L) – All. Presta.

Muri-punto 5, aces 6, errori in battuta 6.

Punti fatti 79 (media-set: 17,1*) errori-punto 43 (media-set: 9,4*).

 “Fette di torta” su 219 scambi: PF Oria 36,1%, PF Casarano 32%, EP Oria 19,6%, EP Casarano 12,3%.

Arbitri: Donato Giuseppe Rizzello e Alberto Cataldi.

Altri risultati: Mesagne-Spongano 3-0, Brindisi-Ugento 0-3, Cutrofiano-Presicce 1-3, Collepasso-Galatina 1-3, Tempesta TA-San Giorgio 3-1, Trepuzzi-Nardò 1-3.

Classifica: Mesagne 31; Ugento 29; Presicce 28; Cutrofiano 25; Galatina 24; Tempesta TA 21; Collepasso e Nardò 19; Trepuzzi e San Giorgio 18; Spongano 13; Casarano 11, Oria 10; Brindisi 7.

Trofeo Memorial Bin Laden (multe in euro): Nardò 276,00; Presicce 250,00; Trepuzzi 65,00; Brindisi 61,00; Mesagne e Spongano 45,00; Ugento 35,00; tutte le altre 0,00.

Per la terza settimana consecutiva Nardò ottiene una sanzione di 10 euro per la mancata rettifica dei dati anagrafici di un’atleta, sempre la stessa. A questo punto si fa prima a cambiare nome al Comune piuttosto che a rettificare i dati per la Federazione. In ogni caso, il vantaggio delle neretine sulle inseguitrici sale a +26 euri.

Prossimo turno: Collepasso-Oria, domenica 29 gennaio, ore 18.00, benzina permettendo.

 

NOTE:

(*) La media di punti al tie-break è aumentata del 40% per renderla omogenea a quella dei set da 25.


ORIA-BRINDISI 3-1

17 gennaio 2012

Domenica 15 gennaio 2012 – ore 18.00

I Maya iniziano a starci simpatici e questo 2012 ci ispira decisamente fiducia. Il 21 dicembre tireremo le somme e attenderemo qualche giorno prima di pagare l’ICI; per il momento, comunque, gli sconvolgimenti del nuovo anno sono tutti a nostro favore: due vittorie piene in due partite e abbiamo finalmente staccato i piedi dall’ultimo gradino della classifica.

Alla faccia dei siti che continuano a pronosticare vittorie per le nostre avversarie approfittando dell’”ottima occasione” di giocare contro di noi.

C’è anche un altro sconvolgimento in questo 2012: Annacarla è passata dal salato (dei panzerotti) al dolce (della torta Paradiso).

E Giulia ha preannunciato “fast alternative”, ma per ora non le ha ancora messe in atto. Non dormo la notte per la curiosità.

Sconvolgente è anche il nuovo tormentone musicale imposto da Pocahontas; finché vinciamo, però, non posso dire niente.

E non dimentichiamo il buon principio d’anno dell’Under18: doppia vittoria sui casalesi e accesso alle semifinali.

Al Palaghiaccio di Oria disputiamo il nostro secondo derby stagionale dopo quello perso mestamente a Mesagne. Con l’Assi Brindisi è uno scontro diretto al vertice della classifica (al vertice basso, purtroppo), una partita che risulterà intensa, palpitante ed anche ben giocata, a dispetto della graduatoria.

Formazioni.

New Volley Oria: Annacarla Cozzetto in palleggio, Simona Leone opposta, Maria Nannavecchia e Ivana Gallo Ingrao laterali, Daniela Lo Noce e Giulia Basile centrali, Simona Minetti libero.

A disposizione di coach Marcello Presta: Angela Carone, Federica Peluso, Simona Bianco e Giostra Mastria.

C’è anche Noemi Sconsolata Votano, ma, di fatto, non è molto a disposizione.

Assi Brindisi: Raffaella Pastore opposta alla figlia Miriam Greco (anche a casa, a tavola, si dispongono in diagonale…), Luisa Chionna e Viridiana Rado laterali, Monica Casalino e Alessandra Iacca centrali, Francesca Parentela libero.

In panchina con coach Massimo Parentela: Rebecca My, G. Palazzo e M.C. Laudato, Elisa Sirena, Rossella Armentani e Federica De Leo.

La Gazzetta del Mezzogiorno un mese fa aveva unificato le straniere del Presicce inventandosi una misteriosa Rutanuoyvodic. La My, invece, ha subito un trattamento contrario: si è sdoppiata in Mijai (diventando cinese…) e in Rebecca.

Il libero, invece, ha lo stesso cognome del coach; ci dev’essere una… parentela.

Dopo questa freddura dovuta alla refrigerazione del palazzetto, passiamo alla partita, che è bellissima.

Primo set

Minuto di silenzio con servizio per le ospiti. Speriamo che Leo non ripeta la figuraccia di due anni fa quando si avventò urlando sul pallone a gioco fermo.

Il primo parziale procederà a scatti, ad eccezione di una breve fase, tra il 5-7 e il 9-10, caratterizzata da alternanza nei cambi palla.

Comincia bene l’Oria: Daniela respinge a terra una ricezione lunga e piazza un grazioso pallonetto; Nanna si è ricordata di essere la Brakocevic e crede di disputare la finale degli europei. Forse Marcello sta esagerando con l’ipnosi; fatto sta che Nanna giocherà un’altra partita brillante con un primo set caratterizzato da ben sette punti: per iniziare uno da sinistra, uno da destra e uno dalla zona di battuta (5-2).

Adesso tocca al Brindisi: Pastore realizza due ace e il resto lo fa una giocatrice la cui presenza in serie C dovrebbe essere dichiarata incostituzionale: Luisa Chionna.

Che schiacciatrice immensa (5-7).

Sfruttando il talento della fuoriclasse brindisina, Greco ricorre spesso e volentieri alla pipe da posto uno, ma l’Oria saprà contenere questo tipo di attacchi. Non subito però.

Sul 10-10 è nuovamente il momento delle padrone di casa, trainate da un’Annacarla encomiabile in difesa e audace in fase di conclusione: suo il tocco di seconda che inaugura un break da 5; seguono un muro della capitana e tre attacchi consecutivi di Supernanna (14-10).

E’ un Oria bellissimo, con una Minetti fantastica in difesa, reparto in cui è ben affiancata dalla Leonessa e da Ivana.

Sul 16-13 le ospiti impongono un parziale di 0-6 con 3 punti di Casalino e 2 di Chionna. Entrambe hanno giocato a Oria, come del resto mister Parentela.

Ma sul 17-20 lo scatto è delle furie rosse e sarà lo scatto decisivo del set.

Prima, però, c’è il nostro terzo errore in battuta, che induce Marcello a pronunciare considerazioni che inducono i padri e le madri di famiglia ad allontanare i bambini dal palazzetto.

Bell’attacco della Leonessa da posto due (18-20) ed è proprio l’opposta che va a servire. Due ace consecutivi (20-20) e i bambini possono fare ritorno nel palazzetto perché dalla bocca di Marcello adesso escono petali di rose. Anche se fuori faceva più caldo.

Muro di Casalino, ma c’è l’immediata replica di Ivana: diagonale e poi ace (22-21)!

Poi Ivana sbaglia, ma sbagliano anche le azzurre (23-22).

Bell’attacco di Nanna da posto quattro ed invasione delle ospiti: il primo set è dell’Oria (25-22)!

Bisogna dire che non sembra affatto l’incontro tra le squadre che occupano gli ultimi due posti della classifica.

Secondo set

Frizzante avvio dell’Oria in un palazzetto che sta diventando una bolgia grazie al sostegno degli appassionati tifosi. Nanna attacca e poi realizza un ace, ma nel parziale di 5-1 pesa qualche imbarazzo della ricezione azzurra.

Si attende la reazione della coppia di fuoriclasse Chionna-Casalino e invece è Rado ad accollarsi l’onere della rimonta con un muro e due attacchi vincenti (7-8).

Ivana, Nanna e soprattutto Giulia (primo tempo ed ace) tentano di bloccare la fuga delle ragazze di Parentela; mettere palloni a terra, però, sta diventano impresa ardua perché Chionna e compagne stanno difendendo molto bene.

Le ospiti si portano sul 12-17, incassano un attacco di Nanna e poi dilagano inesorabilmente grazie ai palloni messi a terra dalle atlete più esperte (13-21).

I time-out di Marcello e i miracoli difensivi non bastano a rimontare.

Iacca procura al Brindisi ben 7 palle-set (17-24). Giulia, che stasera sta servendo in modo divino, ne annullerà due ed altrettanti saranno i palloni sprecati dalle ospiti (21-24); non basta a salvare il parziale (21-25), ma ritroviamo la grinta utile ad affrontare il terzo set.

Terzo set

Scatta il Brindisi con i punti di Chionna, ma l’Oria c’è e freme dalla voglia di aggiudicarsi questa delicata partita. Un pallone vagante vola dalle parti di Leo, che decide di schiacciarlo di prima intenzione: buona idea, ma conclusione imprecisa (3-5).

Riesce, invece, il disimpegno di Annacarla nell’angolino incustodito del posto uno avversario e subito dopo la Leonessa valorizza un salvataggio di Daniela su un bolide di Chionna (6-5).

Pallonetto di Ivana ed è volley-champagne (7-5)!

Le padrone di casa conquistano il massimo vantaggio (che in un set tirato come questo è di appena 3 punti) con un’altra magia di Annacarla (12-9), ma l’Assi ci mette poco a recuperare, sfruttando anche un errore di calcolo balistico della nostra ricezione su un servizio di Iacca.

Il parziale è intenso, emozionante, sempre in bilico.

Qualche punto si risolve in modo fortunoso e rocambolesco; la partita non sarà un’antologia della tecnica pallavolista, ma le emozioni e lo spettacolo sono assicurati.

Sul 14-13 Greco corregge una ricezione scomposta delle compagne e fa punto quasi senza volerlo; stesso destino per il pallone che Simona appoggia in bagher rovesciato subito dopo.

Quando, invece, il nostro libero compie un vero e proprio miracolo, che da solo avrebbe meritato un punto ad honorem, sprechiamo tirando sulla rete.

Sorpasso Brindisi (15-16) e controsorpasso Oria con Giulia che prima piazza un primo tempo e poi, in bagher, manda a segno Nanna (17-16).

Il set è ancora in bilico quando Ivana scarica un attacco da posto quattro (22-21) e Pastore tira leggermente fuori misura dopo che Chionna era stata contenuta per due volte (23-21).

“E’ buonissima!” – osserva Casalino indicando il punto in cui la lastra di ghiaccio su cui si sta giocando appare scheggiata.

Dopo il time-out, la centrale brindisina si fa giustizia da sola murando un attacco delle furie rosse (23-22).

Nel finale succede qualcosa che a noi non capita frequentemente: le nostre avversarie si fanno male da sole. Di solito è un ruolo che ricopriamo noi; si vede proprio che il 2012 è un anno di rivolgimenti epocali.

Una palla vaga in direzione del centro della rete; mi aspetto che Giulia molli un mappino alla palleggiatrice avversaria o che, quanto meno, faccia invasione perché in questi casi la tentazione è grande e invece sono le ospiti a macchiarsi di un’infrazione (24-22).

E la fast successiva finisce sulla rete (25-22).

Quarto set

Durante l’intervallo, il tecnico ospite sollecita maggiore impegno per ottimizzare una ricezione non esemplare. Lui ha usato un’altra espressione ma qui non è il caso di ripeterla.

Gli spunti motivazionali del mister ottengono comunque i riscontri sperati perché Brindisi parte da 0-4 e poi allunga sino al 2-7, ossia sino al time-out chiamato da Marcello. Neanche l’allenatore dell’Oria, a questo punto, è soddisfatto dell’andamento del set.

E’ questione di un paio di minuti e le furie rosse regaleranno a lui ed ai tifosi una cavalcata trionfale.

Rado piazza un lungolinea (4-9); Giulia replica con due primi tempi intervallati da un ace di Ivana (7-9).

Nei rimi tre set abbiamo realizzato 7 ace e abbiamo sbagliato 10 servizi; nel quarto registreremo 6 ace e nessun errore, assicurandoci il pareggio di bilancio e facendo contento il bocconiano di Palazzo Chigi.

Muro di Iacca (7-10).

Attacco di Nanna e Pocahontas si presenta al turno di battuta. Sarà un turno particolarmente felice.

Il pareggio è un mani-fuori di Nanna; il sorpasso un muro di Daniela (11-10).

Ace di Giulia, che replica subito dopo con l’aiuto del nastro (13-10)!

Altro splendido servizio della nostra centrale e la ricezione lunga viene stoppata da Supernanna (14-10).

Il break da otto si interrompe sul 15-11.

Accenno di rimonta del Brindisi, ma sono soprattutto nostre imprecisioni offensive; quando riaggiustiamo la mira il vantaggio torna a +5 (20-15).

Punto di Casalino e show di Ivana con tre attacchi consecutivi, due dei quali dal posto due (23-16). L’Oria è inarrestabile!

Il punto finale è un ace della Leonessa (25-16) e – dopo i tifosi – il più contento è il secondo arbitro che si salva così da un principio di assideramento.

Nessuna illusione: è un campionato in cui chiunque può battere chiunque; ci aspettano 14 finali e saranno tutte durissime. Aver finalmente lasciato l’ultimo posto, comunque, è una bella soddisfazione. Stiamo crescendo e questa sera tutte le ragazze sono state encomiabili: Annacarla perfetta (non solo in cucina…), Ivana irresistibile, Leo si è calata nel ruolo di opposta con una naturalezza impressionante, Nanna è convinta di essere Brakocevic e adesso ne sono convinto anch’io pur senza aver preso la botta, Daniela e Giulia sembrano al top della forma e Simona è stata probabilmente la migliore in campo.

Se Standard & Poor’s non rivaluta la New Volley, è veramente una cricca di stronzi.

Tabellino: Oria-Brindisi 3-1 (25-22,  21-25,  25-22,  25-16)

New Volley Oria: Carone NE, Votano NE, Cozzetto 3, Gallo Ingrao 14, Peluso NE, Basile 9, Nannavecchia 19, Leone 12, Bianco NE, Lo Noce 6, Mastria NE, Minetti 1 (L) – All. Presta.

Muri-punto 3, aces 13, errori in battuta 10.

Punti fatti 64 (media-set: 16) errori-punto 30 (media-set: 7,5).

Assi Brindisi: My NE, Palazzo NE, Laudato NE, Greco 3, Casalino 13, Iacca 6, Pastore 10, Rado 6, Chionna 17, Sirena NE, Armentani NE, De Leo NE, Parentela (L) – All. Parentela.

Muri-punto 10, Aces 5, errori in battuta 11.

Punti-fatti: 55 (media set: 13,7), errori-punto 32 (media-set: 8).

“Fette di torta” su 181 scambi: PF Oria 35,3%, PF Brindisi 30,4%, EP Brindisi 17,7%, EP Oria 16,6%.

Arbitri: Vito Caragnano e Vladimiro Argese.

Altri risultati: San Giorgio-Mesagne 0-3, Ugento-Casarano 3-0, Galatina-Cutrofiano 1-3, Presicce-Tempesta TA 3-1, Nardò-Collepasso 0-3, Spongano-Trepuzzi 2-3.

Classifica: Mesagne 28; Ugento 26; Presicce e Cutrofiano 25; Galatina 21; Collepasso 19; Tempesta TA, Trepuzzi e San Giorgio 18; Nardò 16; Spongano 13; Casarano e Oria 9; Brindisi 7.

Trofeo Memorial Bin Laden (multe in euro): Nardò 266,00; Presicce 250,00; Trepuzzi 65,00; Brindisi 61,00; Mesagne e Spongano 45,00; Ugento 35,00; tutte le altre 0,00.

E no! Il Nardò sta barando. Con 10 euri a settimana (sempre per lo stesso motivo: la mancata rettifica dei dati di Celeste Irene Giannaccari) la squadra granata si sta garantendo un vitalizio per il trofeo Memorial Bin Laden… Adesso il distacco sul Presicce è di 16 euri.

In settimana si sono registrate altre due sanzioni (Spongano e Ugento) per lo stesso motivo, ossia “per aver i propri tifosi rivolto frasi offensive nei confronti degli arbitri”.

Nel caso dello Spongano “per tutta la gara”, nel caso dell’Ugento non si sa per quanto tempo e forse questo giustifica la differenza tra le due multe (45 euri allo Spongano, 35 all’Ugento). Almeno credo. L’unica altra giustificazione a questo trattamento differenziato sarebbe da ricercarsi nella “qualità” degli insulti. Chissà, forse esistono tabelle con il tariffario di ogni parolaccia.

Prossimo turno: Casarano-Oria, domenica 22 gennaio, ore 18.00.


SPONGANO-ORIA 1-3

10 gennaio 2012

Domenica 8 gennaio 2012 – ore 18.00

E che cavolo!

Il sapore della vittoria l’avevamo quasi dimenticato; l’ultimo successo dell’Oria, infatti, risaliva alla stagione scorsa e più precisamente al lontano 3 maggio 2011 (Oria-ASCI Potenza 3-1). Otto mesi. Trentacinque settimane e qualcosa. Duecentocinquanta giorni tondi tondi. Seimila ore precise.

E il sapore della vittoria non l’avevamo mai assaggiato in questo campionato. Annusato sì, in occasione della partita con il Nardò, ma poi Sonia Spano ci tolse il dolcetto dalla bocca.

E dire che quella di Surano non è stata neanche la migliore partita per le brindisine. Ma adesso non stiamo certo a fare gli schizzinosi: questa vittoria sudata e meritata la accogliamo a braccia aperte; è il premio (tardivo) ad una squadra vitale nonché una botta di fiducia in più.

C’era qualcosa di mistico nell’aria domenica. Nel cielo. Mentre scendevamo nel tacco d’Italia, lasciandoci a sinistra la Grecìa Salentina e fermandoci non molto lontano dalla Depressa di Edoardo Winspeare e dalla Alessano di don Tonino Bello, il cielo era tetro e minaccioso. Ma soltanto ai nostri lati. Come l’acqua che si ritirò dal Mar Rosso per far passare Mosè e il suo popolo, le nuvole nere si scostavano al nostro passaggio sulla superstrada Lecce-Leuca.

Ancora più particolare il cielo sopra Surano con l’imminente tramonto che iniziava a macchiare i nuvoloni scuri.

Ma gli occhi delle atlete guardavano soprattutto verso l’erba del prato accanto alla palestra, dove alcune caprette stavano facendo la merenda (una, in verità, stava già completando il ciclo della digestione…).

Scene di sport e di pastorizia.

Formazioni.

Lo Spongano schiera Enrica Strambaci in palleggio, Fiorella Giaffreda opposto, Alessandra Stefanelli ed Elisa Marti laterali, Elena Contaldo e Anna Grazia Maggiore centrali, Antonella Zacheo libero.

A disposizione di coach Marcello De Carlo: Sarah Rizzo, Fabiana Montagna, Francesca Marti, Federica Cutaia e Francesca Piccinni.

C’è una novità nell’Oria: opposta alla palleggiatrice Annacarla Cozzetto, fa il suo esordio una ragazzina dell’Under 16, Simona Leone. Completano la formazione le bande Ivana Gallo Ingrao e Maria Nannavecchia, le centrali Daniela Lo (staccato) Noce e Giulia Basile e il libero Simona Minetti.

In panchina con coach Marcello Presta: Angela Carone, Noemi Votano, Federica Peluso, Stefania Guacci, Simona Bianco e Giorgia Mastria.

Altre persone effettuano il riscaldamento con le furie rosse, ma hanno caratteristiche ed attributi diversi da quelli imposti dal regolamento.

Primo set

Bello cominciare con un ace (Annacarla).

Le palleggiatrici di questa sera tenderanno a giocare una gara speculare, tanto nei punti quanto nelle infrazioni: si comincia con la replica del servizio vincente da parte di Strambaci (2-2).

La piccola Simona Leone (che ora va distinta dalle omonime Minetti e Bianco) mette a terra il primo pallone della carriera: un delizioso pallonetto da posto quattro, imitata poco dopo da Ivana (pallonetto e poi schiacciata tosta).

Il festival dei pallonetti si conclude con la fast di Maggiore, poi inizia quello delle doppie.

Ace in lungolinea di Stefanelli e punteggio che resta in sostanziale equilibrio grazie ai colpi di Nanna (attacco e muro) e Daniela (fast).

E’ il compleanno della nostra capitana e saprà festeggiarlo nel migliore dei modi.

La difesa leccese e in particolare il libero Zacheo stanno disputando una gara gagliarda; questo aumenta i meriti delle nostre attaccanti.

Sul 12-12 il muro-difesa dell’Oria rasenta la perfezione e le bocche di fuoco locali sono costrette a tirare fuori misura per scavalcarlo. Break da 5 per le ospiti (12-17).

Ivana e Leo conservano il vantaggio, ma le insidiose fast di Maggiore ed un muro che lo speaker attribuisce a Strambaci annullano subito il gap (18-18).

Errore in battuta locale, terza doppia di Strambaci e tiro fuori di Stefanelli: Oria a +3 e coach De Carlo chiama il timeout.

Ma il buon momento delle furie rosse non è terminato: splendido muro di Giulia, efficace attacco di Nanna e dodicesimo errore-punto delle salentine (18-24): Oria ha a disposizione 6 palle-set.

La prima sfuma per un errore in battuta che induce Marcello a pronunciare parole che scandalizzano persino le capre nel prato; la seconda è la terza doppia a carico di Annacarla (20-24). Io sono per la legalizzazione delle doppie e quindi l’obiettività sull’argomento mi fa difetto; indubbiamente gli arbitri di questa sera sono stati molto esigenti in fatto di purezza del tocco, ma, se non altro, lo sono stati senza doppiopesismo.

Il pallone del set, comunque, lo mette a terra Maria Nannavecchia (20-25)!

Secondo set

Venendo a Spongano erano due gli interrogativi esistenziali più profondi.

1) A distanza di cinque anni dall’epica “finale” Tuglie-Palafiom, quanto avrà inciso il tempo sulla bellezza di Fiorella Giaffreda?

2) Dopo l’incidente stradale prenatalizio, cosa ricorderà Maria Nannavecchia?

La risposta al primo quesito è: no, il tempo non ha inciso proprio un tubo.

La risposta al secondo quesito è un po’ più complessa. Applicando alla propria schiacciatrice la teoria secondo cui il male può essere il punto d’appoggio per il bene (1), Marcello ha tentato di usare il sinistro stradale a proprio favore: se Nanna ha perso la memoria, pilotiamo il suo graduale recupero dei ricordi in modo tale da rafforzarne ulteriormente l’autostima.

“Tu non sei mai stata centrale – le ha sussurrato il coach in allenamento – hai sempre giocato da schiacciatrice… Sempre… Ti ricordi? Il ruolo non ha segreti per te… Quest’anno hai viaggiato su medie da 7 punti a set… Non puoi non ricordarlo… E ricordandolo ti convincerai di poter ripetere queste prestazioni… Anzi, di doverle ripetere…”

E Nanna, pur attaccando fuori misura qualche pallone di troppo, ha disputato una partita estremamente positiva: 21 punti (miglior realizzatrice), nessuna pausa (4-5-4-7 la distribuzione nei set), record stagionale di punti per set (5,25 di media), finale in crescendo ed anche due muri e un ace a impreziosire la serata.

Prima dell’ace, sull’1-4, mister De Carlo introduce Federica Cutaia, talentuosa centrale cresciuta nell’Azzurra Lecce. Una mossa felice perché Cuti risulterà una spina nel fianco per l’Oria, la migliore dello Spongano ed anche la più prolifica realizzatrice leccese (11 punti).

Ma le attaccanti brindisine stanno dando spettacolo e la difesa è quasi insuperabile con una Minetti strepitosa.

Conduciamo per 13-16 quando allo Spongano vengono fischiati due falli di posizione consecutivi (13-18). Il pubblico si scalda e coach De Carlo ferma il tempo per restituire lucidità alle proprie atlete.

Sul 14-19 è l’Oria a sbagliare lo sbagliabile in fase offensiva, mentre Marti e Cutaia centrano la nostra metà campo: break da 6 e partita riaperta (20-19).

Le brindisine recuperano e tornano addirittura in vantaggio (22-23), ma l’esperienza di Giaffreda e due attacchi consecutivi di Maggiore consegnano il set allo Spongano (25-23).

Terzo set

Cuti scatenata in avvio di parziale e primi tempi che cadono sul lato destro e su quello sinistro della nostra difesa (4-2), ma la giovane Leonessa tiene in corsa le ospiti ed il turno in battuta di Ivana si rivela determinante. Doppio ace del nostro martello e bel primo tempo di Pocahontas a sigillare il break da 6 (5-10).

Mura due volte Spongano, ma mura anche la nostra Daniela e dall’8-12 al 14-18 è una perfetta alternanza di cambi-palla.

A dir la verità, eccezion fatta per le magie di Federica e per la grinta di Leo (che mette a terra un pallone due secondi dopo averlo difeso), la fase di gioco è spezzettata da errori in battuta ed invasioni.

Leo va in zona di battuta, ma la palla rimane in campo senza che nessuna compagna la localizzi per poi consegnarla alla battitrice.

“Ouh!” è l’urlo cavernoso che risuona nella palestra ed anche fuori, provocando un addrizzamento delle corna delle caprette. Non eravamo più abituati a queste espressioni soavi…

Sul 15-19 scocca l’ora di Supernanna, che ricorda di essere una specialista di muri, oltre che di mani-fuori (15-21). La pipe leccese finisce fuori e il primo tempo a pallonetto si scontra sulle mani di Daniela (15-23).

Il set sarebbe virtualmente concluso, ma decidiamo di offrire qualche altra emozione al pubblico della palestra: quattro errori consecutivi e sul 19-23 Marcello deve chiamare il time-out per un ripasso dell’ipnosi su Nanna (“Tu non tiri mai a lato… Tu non tiri mai fuori, ti ricordi…?)

In materia di errori in battuta nei momenti delicati abbiamo fatto proseliti e così lo Spongano ci offre un regalo di valore togliendoci dall’impasse in cui ci eravamo ficcati (19-24).

Pallonetto di Cutaia e palla-set annullata; poi c’è un’infrazione locale e l’Oria si aggiudica il parziale (20-25).

Quarto set

Le furie rosse sembrano appannate mentre lo Spongano schiuma rabbia. Cutaia è inarrestabile e il libero Zacheo riesce a salvare un’azione stendendo la mano sul parquet. Tecnica e grinta per le padrone di casa in un set che sembra morto prima ancora di nascere (7-1 e poi 12-3).

Di buono c’è soltanto un pallone spedito da Annacarla al limite della metà campo leccese.

Ma l’Oria ha in serbo qualche sorpresa e la fame di vittoria si fa sentire.

Dopo un errore offensivo ospite va in battuta la capitana.

Ivana mura e poi scaglia una diagonale delle sue (12-6). Molto brava anche Yoghina stasera: attenta in difesa e aggressiva in attacco. E sono due partite consecutive senza neanche un errore-punto in attacco.

Miracolo difensivo di Annacarla e punto di Leo (12-7).

Siamo ancora sotto di cinque punti, ma la grinta è ritornata.

Zacheo replica il salvataggio con mano a terra, ma questa volta non basta: contrattacco di Ivana e poi c’è anche l’ace di Daniela!

Il set è già riaperto (12-9)!

Concediamo un’invasione e poi riprendiamo a macinare punti: pallonetto di Leo, primo tempo di Giulia e attacco di Ivana che centra l’angolino del posto cinque leccese: siamo a un passo dal pareggio (13-12).

Giaffreda riallunga le distanze, ma poi il pareggio si materializza davvero. Mani-fuori di Ivana dopo uno scambio intenso e diagonale stretta di Nanna (14-14).

Secondo tocco di Strambaci e doppietta di Marti con in mezzo un tiro sull’asticella di Maria. Proprio quando il vento sembrava essere cambiato in nostro favore, lo Spongano allunga le mani sul parziale (18-14).

Il servizio di Pocahontas crea qualche grattacapo alla ricezione locale; Nanna ne approfitta per mettere a terra quattro palloni in cinque scambi e l’Oria completa l’operazione sorpasso (18-19)!

Un plauso alla nostra difesa rocciosa, esaltata da una Minetti magnifica e ben supportata dalla giovane Leo. Nonostante l’inesperienza…

Cuti è in seconda linea ed ha ceduto il posto al libero; approfittiamone!

Dopo cinque attacchi difesi dallo Spongono, però, Stefanelli piazza la pipe riprendendo a macinare punti dopo una lunga pausa (19-19).

Il primo tempo di Daniela viene difeso male, quello leccese termina a lato e Nanna realizza il suo 21^ punto personale (19-22).

C’è un cambio nello Spongano: esce Elisa Marti ed entra Francesca Piccinni. Un nome suggestivo. Un’altra vocale e avremmo potuto dire di aver giocato contro la più famosa pallavolista italiana…

Marti rientra per servire e svolge il proprio compito egregiamente: il vantaggio oritano è annullato dagli attacchi di Cutaia e Stefanelli (23-23).

Ancora Cuti protagonista: prima tira a lato (23-24) e poi rimedia annullando la prima palla-match (24-24).

I palloni scottanti incoronano un’altra protagonista, quella finale, determinante, decisiva: Ivana Gallo Ingrao.

Prima più culo che sentimento con un attacco smorzato dal nastro che beffa la prima linea salentina (24-25).

Poi tutta la grinta e la classe del nostro martello (e della nostra difesa che contiene un tiro di Stefanelli): mani-fuori e punto della vittoria (24-26)!

C’è un dato statistico che mi lascia perplesso: non abbiamo mai commesso tanti errori-punto come in questa partita: 10,2 a set (il precedente record negativo era 10, contro Ugento e San Giorgio). Eppure abbiamo vinto.

Certo, non abbiamo neanche mai affrontato una squadra che contro di noi ha sbagliato così tanto (9,7 contro il precedente 9,4 del Cutrofiano) e forse, chissà, l’induzione all’errore altrui è un segnale di crescita.

Ma le stastiche vadano a farsi fottere perché l’Oria è piaciuto in tutte le fasi di gioco, in quasi tutti i fondamentali e in tutte le individualità. E soprattutto è piaciuto nel carattere, che gli ha permesso di rimontare un set compromesso e di tornare a vincere dopo 6.000 ore.

Tabellino: Spongano-Oria 1-3 (20-25,  25-23,  20-25,  24-26)

Pallavolo Spongano: Contaldo 0, Strambaci 6, Giaffreda 7, Rizzo NE, Stefanelli 7, Montagna NE, Marti F. 11, Cutaia 11, Piccinni 0, Marti E. 10, Maggiore 6, Zacheo (L) – All. De Carlo.

Muri-punto 3, Aces 4, errori in battuta 8.

Punti-fatti: 48 (media set: 12), errori-punto 39 (media-set: 9,7).

New Volley Oria: Carone NE, Votano NE, Cozzetto 2, Gallo Ingrao 17, Peluso NE, Guacci NE, Basile 3, Nannavecchia 21, Leone 12, Bianco NE, Lo Noce 5, Mastria NE, Minetti (L) – All. Presta.

Muri-punto 6, aces 6, errori in battuta 10.

Punti fatti 60 (media-set: 15) errori-punto 41 (media-set: 10,2).

 “Fette di torta” su 188 scambi: PF Oria 31,9%, PF Spongano 25,5%, EP Oria 21,8%, EP Spongano 20,8%.

Arbitri: Francesco Scarcella e Francesco Adamo.

Altri risultati: Mesagne-Presicce 3-2, Collepasso-Ugento 3-0, Tempesta TA-Galatina 3-0, Cutrofiano-Brindisi 3-1, Trepuzzi-San Giorgio 3-0, Casarano-Nardò 2-3.

Classifica: Mesagne 25; Ugento 23; Presicce e Cutrofiano 23; Galatina 21; San Giorgio e Tempesta TA 18; Nardò, Collepasso e Trepuzzi 16; Spongano 12; Casarano 10; Brindisi 7; Oria 6.

Trofeo Memorial Bin Laden (multe in euro): Nardò 256,00; Presicce 250,00; Trepuzzi 65,00; Brindisi 61,00; Mesagne 45,00; tutte le altre 0,00.

Clamoroso: multarella di 10 euri al Nardò per la mancata rettifica dei dati anagrafici di Celeste Irene Giannaccari. E’ un’inezia, ma è sufficiente per tornare in vetta scavalcando il Presicce di appena 6 euri.

Entra in graduatoria anche il Trepuzzi: 65 euri per avere un proprio tifoso lanciato il pallone di gara contro l’arbitro senza colpirlo e per averle rivolto frasi offensive.

Prossimo turno: Oria-Brindisi, domenica 16 gennaio, ore 18.00.

 

NOTE:

(1) LIFSCHITZ, D., La saggezza dei Chassidim, Piemme, Casale Monferrato (AL), 1995, pag. 94.


ORIA-TEMPESTA TARANTO 1-3

19 dicembre 2011

Domenica 18 dicembre 2011 – ore 18.00

Che Oria-Tempesta sarebbe stata una partita diversa dalle altre lo si poteva immaginare. Troppe relazioni, troppi trascorsi, troppe storie in comune perché sul parquet non ci fosse il desiderio di fare bella figura e ovviamente di vincere. La sfida agonistica è stata anche una serie di sfide individuali e questo ha reso l’incontro particolarmente vivace e vibrante. Sul parquet bella figura l’hanno fatta entrambe le squadre, ma solo una, ovviamente, ha vinto: la Tempesta.

Quello che non si sarebbe potuto immaginare sono stati alcuni eccessi, francamente censurabili, ma tra persone di sport si sa che tutto finisce al fischio finale dell’arbitro e forse potremmo anche fare a meno di parlarne se non per invocare lo spirito del Natale che cancella ogni residuo di rancore.

Oltretutto voglio ricordare in questa sede la figura di una delle figure più limpide del secolo scorso, l’ex-dissidente e poi presidente della Cecoslovacchia, Vaclav Havel, appena scomparso:

 “I princìpi tendono a unire piuttosto che a dividere: sono i parametri sui quali si misura la legittimità dei nostri interessi” (1).

Uniti dai princìpi di rispetto e di sportività, dunque, subordiniamo ad essi i nostri interessi agonistici. Buon Natale a tutti; pace e serenità alle nostre squadre e al mondo.

Piuttosto, spostiamo l’attenzione sulla partita perché è stata una bella partita condita da un finale emozionante. Sarebbe stato interessante ascoltare in quei frangenti la telecronaca dei Lucchetta del Golfo (di Taranto), ma la felice sperimentazione in streaming avviata l’anno scorso purtroppo non è stata rinnovata.

Sugli spalti presenze prestigiose. Silvietta, forse perché stanca del viaggio, non se la sente di scendere sul parquet nonostante le pressioni dello scrivente. Valentina, invece, viene respinta al riconoscimento perché la colorazione dei capelli non corrisponde a quella del documento (violacei con meches azzurre e pois rosa). E poi Lucrezia, giunta con l’intento di far nascere la bambina al centro del parquet durante un intervallo. Il presidente aveva già indossato il camice e la mascherina per procedere al parto, ma evidentemente i tempi non sono ancora maturi. Per “lo sgravamento” ci si aggiorna al 15 gennaio, ore 18.20 (Oria-Brindisi, intervallo tra il 1^ e il 2^ set).

A proposito di presidenti, si registra la presenza dello storico patron della Palafiom, Marco Urago. E’ in Puglia in attesa che le Nazioni Unite riconoscano, dopo il Sud Sudan, un altro nuovo Stato dove poterlo spedire (si parla del Nord Etiopia, della Kamchatka orientale o della Repubblica Autonoma di Bergamo Bassa).

Formazioni.

New Volley Oria: Annacarla Cozzetto in palleggio, Stefania Guacci opposto, Ivana Gallo Ingrao e Maria Nannavecchia laterali, Daniela Lo (staccato) Noce e Giulia Basile centrali, Simona Minetti libero.

In panchina con coach Marcello Presta: Angela Carone, Noemi Votano, Federica Peluso, Simona Bianco e Giorgia Mastria, che ha portato i pasticcini (brava quella figlia; tanti auguri!).

Tempesta Taranto: Gaia Angiulli palleggiatrice, Mimma Ventruti opposto, Valentina Moro e Claudia Quero laterali, Rosanna Galiulo e Adriana Cardone centrali, Federica Cofano libero.

A disposizione di coach Davide Monopoli: Michela Palmisano, Maria Giovanna Carcas Regnaud, Daniela Fanelli, Federica Litti, Fabiana Bozzetto e Rosaria Toma.

Finalmente posso vedere all’opera Gaia Angiulli, unica reduce (insieme alla vicecoach Laura Passaro) della storica Tempesta della B1, quella che guardò Mel Gibson dall’alto in basso nello spogliatoio di Matera.

In realtà, l’avevo già vista all’opera in amichevole e contro il Casarano, rimanendone favorevolmente impressionato tanto per l’efficacia quanto per l’eleganza del suo gioco (nonché per la sconvolgente somiglianza con la palleggiatrice turca Seda Eryuz).

Primo set

Avvio volitivo per l’Oria e primo punto siglato da Nanna, ma le ospiti trovano subito un break da 4, si portano in vantaggio e non saranno più superate (2-4).

Le brindisine sono toniche, difendono e attaccano, ma la Tempesta sfoggia subito un’arma in più che contribuirà a fare la differenza tra le due squadre: il muro. Prima Galiulo poi Cardone stoppano così gli attacchi della New Volley e in più impongono 3 ace con Ventruti, Angiulli e Moro (uno a testa, per fortuna).

Il punteggio è 7-12. Da questo momento in poi il parziale risulterà equilibratissimo, con le furie rosse che, anzi, riusciranno a rosicchiare tre punti. Non basterà e questi piccoli sbandamenti iniziali, dunque, risulteranno determinanti.

Coach Monopoli sostituisce l’ex-massafrese Quero con Fanelli. Dopo Germana, dunque, ecco un’altra Fanelli sul nostro cammino in meno di una settimana. La tempestina si guadagnerà sul campo la conferma nei set successivi.

Molto bene Nanna (11-14): con 5 punti nel parziale, la nostra virtuosa schiacciatrice sembra prenotare il titolo di top-scorer anche per questa sera. Purtroppo, però, le cose andranno diversamente e il rendimento offensivo tenderà un po’ a calare.

Trova conferma, invece, la fama di Gaia Angiulli, probabilmente la migliore palleggiatrice del campionato. Sicuramente quella stilisticamente più apprezzabile.

Ma è apprezzabile anche lo sforzo compiuto dall’Oria per recuperare il set: Simona è strepitosa in difesa, Annacarla è precisa nella distribuzione del gioco e Giulia si segnala per un muro e per l’ace che vale il pareggio (18-18)!

Sul 19-19 va in prima linea Rosanna Galiulo e nessuno dei suoi transiti in zona d’attacco sarà indolore per l’Oria. Nessuno. Primo tempo seguito da un mani-fuori di Moro (19-21).

Nanna ottiene il punto, ma Rosanna conclude uno scambio (tenuto in vita dai salvataggi di Simona) con un altro primo tempo (20-22).

Muro Daniela-Stefania e a questo punto Rosanna ci colpisce con una fast (seguita anche in questo caso da un mani-fuori di Valentina).

Sul 21-24 Ivana ha la bravura e il sangue freddo per annullare due palle-set e coach Monopoli preferisce tranquillizzare la propria squadra con un time-out (23-24).

Il furore agonistico dell’Oria viene compromesso da un dannatissimo errore in battuta che regala il set alle nostre avversarie (23-25). Nella testa di Marcello in quel momento non devono esserci pensieri natalizi, ma il set è stato intenso e l’Oria sta giocando.

Secondo set

Parte bene l’Oria, con il Koala e Nanna (5-3), mentre Galiulo, per ora, si è dovuta accontentare di un solo punto.

Massimo vantaggio per l’Oria con un altro attacco di Stefania (9-6), poi subiamo il pareggio (ace di Valentina) e ci riportiamo avanti con Ivana (10-9).

A questo punto c’è il black-out che decide il parziale. La Cubana va a servire e costringe sistematicamente la nostra ricezione a rinculare (scusate il termine poco elegante, ma non saprei come esprimere diversamente il concetto) per raccogliere le sue battute lunghe.

E’ un tipo di servizio perfido. Primo: perché ti tiene nel dubbio “va fuori o va dentro?”. Secondo: quando hai risolto il dubbio (“beh, per non rischiare figure di cacca, è meglio se la prendo”), ormai hai perso frazioni di secondo preziose, la manovra di arretramento è scomposta e la precisione del bagher non può essere ottimale.

In questo modo non riusciamo a costruire azioni decenti. Annacarla prova a risolvere gli scambi da sola (senza successo) per correggere la traiettoria del pallone oppure i nostri attacchi si infrangono sul muro Galiulo & Ventruti. E naturalmente non può mancare un primo tempo della centrale tarantina.

In questo modo subiamo un break da 9 e ci giochiamo il set (10-18).

Nanna, Daniela e Ivana mettono palloni a terra, ma lo fanno pure Galiulo e Moro. Il divario non viene intaccato (17-25).

Terzo set

Bruttissimo rientro in campo per l’Oria, che subisce sia la botta psicologica che il gioco brillante delle ospiti. E paga anche l’ormai annosa sofferenza in ricezione.

Si parte da 0-5, che poi diventa 1-7 a causa di un secondo tocco “spinto” di Angiulli. Non è un secondo tocco porno; intendo dire che è un secondo tocco più teso, più veloce. L’ennesima magia della palleggiatrice tarantina.

Poi succede qualcosa. Sullo stile di Angiulli l’arbitro ed io evidentemente la pensiamo in modo diverso: quella che per me è eleganza leggiadra per la direttrice di gara sono infrazioni; in più la Tempesta manda sulla rete o fuori campo un bel numero di attacchi. Le due squadre non hanno sbagliato molto stasera, ma le tarantine concentrano nel terzo set una serie impressionante di errori-punto (14).

In più, registriamo il buon momento delle nostre centrali: Giulia piazza due ace consecutivi e pareggia (10-10), la capitana coraggiosa mura Ventruti e firma così il sorpasso (12-11).

La Tempesta ritorna avanti con i punti di Fanelli (14-17), ma l’Oria non ci sta a perdere, difende con le unghie e contrattacca. Alcuni scambi sembrano infiniti.

Mura Stefania, mura Giulia e la difesa non lascia cadere palloni a terra per 6 scambi consecutivi. Conduciamo per 20-17, commettiamo un’invasione, ma andiamo nuovamente a segno con Ivana e con un ace del Koala (22-18). Nella Tempesta entrano la palleggiatrice Carcas Regnaud e il libero Toma.

Cardone schiaccia a terra una ricezione lunga e Ivana replica con un bolide.

Sul 24-19 Ventruti annulla due palle-set, ma è Nanna a sigillare il parziale con un bel mani-fuori da posto quattro (25-21).

Quarto set

Rosanna Galiulo impone due muri consecutivi (1-3), osserva la diagonale di Stefania e l’errore di una compagna (3-3) e poi scarica a terra tre primi tempi consecutivi (3-6).

Sarà il suo set (8 punti).

Sarà la sua partita (21 punti).

Non era affatto male come opposto, ma come centrale questa ragazza fasanese sta disputando un campionato stratosferico. Sembra nata per questo ruolo. Implacabile. Perfetta. Cos’altro aggiungere se non “sangu!”?

Ma il grande cuore della New Volley si materializza con un attacco di Stefania e con l’ennesimo muro di Giulia (7-9). Altra nota di soddisfazione per i golosi: il Koala è tenuto a portare le paste in settimana.

La Tempesta non sbaglia più in attacco e continua a difendere con tenacia. Questo aumenta ai nostri occhi i meriti dell’Oria, che, nonostante la buona prova delle avversarie, riesce a recuperare dall’8-14 al 16-15. Vanno a punti Daniela (fast e muro), Nanna (attacco ed ace) e soprattutto Stefania (due belle diagonali ed una palla appoggiata con astuzia nell’angolino del posto cinque).

Galiulo passa in prima linea, ma fortunatamente la stima dei danni si ferma a tre punti. Quanto basta, però, per restituire il vantaggio alla Tempesta, in cui nel frattempo è rientrata Maria Giovanna Carcas Regnaud (17-18).

Più che il cognome di una palleggiatrice, sembra il cognome di una regina francese del XVIII secolo…

Due lungolinea della Tempesta (Moro da sinistra, Ventruti da destra) pongono le ospiti in una posizione di vantaggio per il rush finale (18-20).

Ma il rush finale presenta ancora sorprese ed emozioni.

Prima c’è una fase di cambi-palla degna di una partita di serie A, un’alternanza perfetta che merita di essere ricostruita punto per punto: diagonale di Ivana che centra l’ex-compagna Valentina Moro, primo tempo Cardone, battuta fuori di Valentina (evidentemente ancora un po’ stordita dalla pallonata precedente…), muro della Cubana, splendido pallonetto di Nanna e replica in fotocopia di Fanelli (21-23), diagonale stretta di Stefania (22-23), mani-fuori di Fanelli dopo che per tre volte eravamo riusciti a contenere Galiulo (22-24).

A questo punto la Tempesta ha due palle-match.

La prima è un pallonetto di Galiulo che finisce sulla rete (stranezze dello sport: per quattro set ha schiacciato a terra pure le nuvole e poi si inceppa su ‘sta caccolina…); la seconda è annullata da Ivana con una diagonale perentoria (24-24).

Stefania è inarrestabile e l’Oria ribalta così la situazione: palla-set per le brindisine e possibilità di pareggiare il conto dei set (25-24)!

Un’invasione annulla il vantaggio (25-25).

Un po’ di culo (alias nastro) aiuta il successivo attacco di Ventruti (25-26).

Il punto finale è di Valentina Moro, che chiude con successo l’ultima azione offensiva (25-27).

Beh, ci sono ancora un paio di altre… azioni offensive, ma ne abbiamo già accennato all’inizio. Diciamo che i tifosi dell’Oria e le giocatrici della Tempesta si scambiano gli auguri di Natale.

La squadra tarantina ha dimostrato di essere sottostimata in classifica, ma la terza vittoria in quattro partite contribuisce a rilanciarne le quotazioni.

L’Oria resta a secco nonostante una partita generosa ed anche ben giocata (mai così pochi errori-punto quest’anno), il che lascia una certa amarezza.

Buon Natale a tutti!

Tabellino: Oria-Tempesta Taranto 1-3 (23-25,  17-25,  25-21,  25-27)

New Volley Oria: Carone NE, Votano NE, Cozzetto 1, Gallo Ingrao 10, Peluso NE, Guacci 16, Basile 7, Nannavecchia 11, Bianco NE, Lo Noce 8, Mastria NE, Minetti (L) – All. Presta.

Muri-punto 7, aces 8, errori in battuta 9.

Punti fatti 53 (media-set: 13,2) errori-punto 25 (media-set: 6,2).

Tempesta Taranto: Ventruti 17, Palmisano NE, Cardone 8, Moro 12, Carcas Regnaud 0, Fanelli 11, Quero 1, Litti NE, Angiulli 3, Galiulo 21, Bozzetto NE, Cofano (L), Toma (2L) – All. Monopoli.

Muri-punto 14, Aces 6, errori in battuta 10.

Punti-fatti: 73 (media set: 18,2), errori-punto 37 (media-set: 9,2).

“Fette di torta” su 188 scambi: PF Tempesta 38,8%, PF Oria 28,2%, EP Tempesta 19,7%, EP Oria 13,3%.

Arbitri: Francesca Morleo e Vito Caragnano.

Altri risultati: Ugento-Mesagne 3-2, Nardò-Cutrofiano 3-1, Galatina-Trepuzzi 3-0, Presicce-Spongano 3-0, San Giorgio-Casarano 3-0, Brindisi-Collepasso 3-1.

Classifica: Mesagne e Ugento 23; Galatina e Presicce 21; Cutrofiano 19; San Giorgio 18; Tempesta TA 15; Nardò 14; Collepasso e Trepouzzi 13; Spongano 12; Casarano 8; Brindisi 7; Oria 3.

Trofeo Memorial Bin Laden (multe in euro): Presicce 250,00; Nardò 246,00; Brindisi 61,00; Mesagne 45,00; tutte le altre 0,00.

L’Assi Brindisi scavalca il Mesagne grazie ad una multa di 26 euro (sospensione di un dirigente per proteste), ma la coppia di testa Presicce-Nardò rimane distante.

C’è una menzione per l’Oria, fortunatamente senza sanzioni pecuniarie: “Diffida per mancata rettifica dati anagrafici dell’atleta Lo Noce Daniela sul tesseramento FIPAV. La società è tenuta all’immediata rettifica”.

Sicché la capitana coraggiosa si chiama Lo Noce e non Lonoce.

Ma – porca miseria! – sono due anni che scrivo le cronache e i tabellini delle sue partite; ci fosse stata ‘na cazz’ d’ vota ca m’avvisava ca ‘u cognome era sbagliate…!

Appello alla FIPAV: squalificatela per un mese.

Prossimo turno: Spongano-Oria, domenica 8 gennaio, ore 18.00.

 

NOTE:
(1) HAVEL, V., Il vincolo della sovranità e la libertà degli uomini, “La Repubblica”, 5 marzo 2000.

PRESICCE-ORIA 3-1

11 dicembre 2011

Sabato 10 dicembre 2011 – ore 18.30

Niente da fare: anche questa volta il tacco d’Italia non ci lascia punti. Dopo la trasferta di Ugento, anche quella di Presicce-Acquarica risulta infruttuosa per la New Volley Oria e si torna dal Capo a mani vuote.

Ci resta il ricordo di un suggestivo tramonto su Gallipoli, ma ci resta, soprattutto, una prestazione incoraggiante che lascia ben sperare per il futuro. Purché il futuro non venga troppo procrastinato nel tempo dato che il girone di ritorno sta per finire e siamo sempre in fondo alla classifica.

Ma l’incontro di Presicce è un passo avanti.

Un set vinto, uno conteso per tre quarti ad una delle formazioni più ambiziose del girone, molte conferme positive (Supernanna può essere una grande banda, il cuore delle furie rosse ha ripreso a battere forte, il gioco è stato efficace dal secondo set in poi) e la miglior Minetti della stagione.

Ahimé, alcuni nodi al pettine non si riescono a sciogliere e quando le avversarie forzano il servizio la nostra ricezione continua ad andare in sofferenza compromettendo il lavoro della nostra Annacarla.

Senza contare che il servizio l’anno scorso era una nostra arma micidiciale mentre quest’anno sembra che abbiamo firmato una moratoria di disarmo unilaterale (3 ace e 11 errori).

Ma, tutto sommato, contro un’avversaria così tosta possiamo accontentarci dei progressi tecnici e caratteriali.

I momenti più difficili li abbiamo trascorsi nel primo set e tutte le volte che andavano a servire Voyvodic e Passaseo.

Ed anche quando la squadra, giunta in via Kennedy, ha mollato tutti i borsoni davanti al palazzetto per andare a prendersi un caffé.

Marcello è rimasto di guardia. Il tempo passava e il sospetto che il caffé si fosse trasformato in una pizza anticipata ha iniziato ad urtare gli zebedei del nostro coach. Che non poteva neanche chiamare il Telefono Azzurro vista l’assenza di molte creature dell’Under, presumibilmente già in sciopero contro i tagli al welfare.

Le atlete, nel frattempo (e sempre in conseguenza della manovra economica), stavano affidando il proprio futuro al Gratta e Vinci. Invece di ritornare milionarie, però, sono tornate dal bar con un’eloquente foglia di fico. Letteralmente.

All’ingresso del palazzetto c’è un grazioso albero di Natale su cui i bambini hanno appeso richieste e desideri. Non soltanto i bambini.

Nel palazzetto c’è anche Jamie Marie Voyvodic che, sola soletta sul parquet, dalle 9 di questa mattina sta allenandosi al servizio.

Finalmente possiamo toglierci la curiosità di conoscere queste fantomatiche “americane” giunte nel Salento a moltiplicare il potenziale del Presicce. Se ne sente parlare da due mesi e naturalmente il loro arrivo ha destato una certa sorpresa nell’ambiente.

In realtà, scoprirò a fine partita che la Voyvodic non è statunitense ma canadese.

La Gazzetta del Mezzogiorno, in occasione della precedente partita a San Giorgio, aveva addirittura “unificato” le due straniere del Presicce indicando nel tabellino una misteriosa Rutanuoyvodic…

Meno male che non erano annotati i punti individuali; li avrebbero sommati…?

Quando incontro argentini, statunitensi, australiani, ecc. con cognomi strani sono sempre molto incuriosito dalle loro saghe familiari.

Jamie Marie, oltretutto, ha un cognome caratteristico della ex-Jugoslavia ed è un cognome anche piuttosto significativo: il voivoda era un governatore provinciale ed è diventato anche il nome di una regione della Serbia, la Vojvodina. Una regione bellissima, fra l’altro: incrocio tra la cultura slava, quella ungherese e quella romena.

A fine partita, la schiacciatrice mi spiegherà che le sue origini, in effetti, sono croate. Ma anche irlandesi! – ci terrà a precisare con maggiore orgoglio.

Chissà qual è stato il percorso dei suoi antenati.

Chissà se i suoi antenati hanno incontrato mio nonno in Nordamerica. Il Paese è piccolo e ci si conosce tutti…

Chissà se conosce le parolacce in croato.

Chissà se prima del loro arrivo via John F. Kennedy (altro nordamericano di origine irlandese) si chiamava così o non, magari, via de lu pollu cusutu ‘nculu.

E soprattutto mi chiedo: cosa cavolo ci fanno una canadese ed un’americana ad Acquarica del Capo…?!

In ogni caso, se Voyvodic rappresenta il ritorno dei canadesi in Puglia dopo la positiva esperienza del centrale Jason Haldane nella squadra maschile del Taranto, Alanna Marie Rutan dovrebbe essere proprio americana, nel senso nazionale non soltanto continentale.

Dicevamo del Presicce squadra tosta.

C’è un momento, in avvio del riscaldamento, in cui tra due squadre di pallavolo avviene un confronto fisico “brutale”, simile a quello di due animali selvatici che si avvicinano e studiano i propri rapporti di forza (esclusivamente fisica nel loro caso). E’ quando si simulano i muri lungo i due lati della rete con due file di giocatrici (una per squadra) che saltano parallelamente una di fronte all’altra.

Vedo Germana Fanelli (l’anno scorso in A2 con il San Vito dei Normanni) saltare in corrispondenza della nostra Giulia (che non è certo una nanetta) e sovrastarla con la lunghezza delle sue braccia. L’ascella di Fanelli arriva all’attaccatura dei capelli di Giulia. E allora penso: ma perché la pallavolo non imita il pugilato prevedendo categorie diverse?

Così come lì ci sono le categorie piuma, welters, massimi, ecc., a seconda del peso, qui si dovrebbero istituire almeno tre categorie a seconda della statura. Chessò? Campionati “bonsai” per atlete fino a 1,65 m., campionati “ulivi” per atlete fino a 1,80 m. e campionati “sequoie” per atlete oltre 1,80 m.

Così Fanelli potrà giocare con quelle della sua “razza” senza umiliare il prossimo…

Formazioni.

GAP Volley Presicce-Acquarica: Chiara Passaseo in palleggio, Alanna Marie Rutan opposto, Jamie Marie Voyvodic e Simona Armida laterali, Germana Fanelli e Sonia Mazzotta centrali, Alessandra Calò libero.

In panchina con coach Alfredo Montanile: Lorena De Giorgi, Ilaria Negro, Valentina Ricchiuto, Chiara Greco e Angelica Rizzello.

New Volley Oria: Annacarla Cozzetto in palleggio, Stefania Guacci opposto, Ivana Gallo Ingrao e Maria Nannavecchia laterali, Giulia Basile e Daniela Lonoce centrali, Simona Minetti libero.

A disposizione di coach Marcello Presta: Noemi Votano e Federica Peluso.

Primo set

Fino adesso mi pare decisamente che il Presicce sia la squadra migliore del campionato. Lo dico prima dell’inizio della partita perché per ora non è una considerazione tecnica…

L’avvio, comunque, tende a confermare le buone impressioni. Per i primi 12 scambi – a parte un errore in battuta di Pocahontas (dev’essere bello iniziare una partita così…), un lungolinea di Maria e un pregevole intervento di piede in scivolata di Annacarla – c’è soltanto Presicce: Mazzotta punge dal centro e dalla zona di battuta, Rutan martella da destra e Armida da sinistra (9-3).

Il tifo organizzato ad Acquarica è un tifo giovane, mediamente intorno ai 6/7 anni di età. Due bambini si occupano del tamburo ed un altro della trombetta.

Forse alternano gli studi a questo secondo lavoro nel week-end per iniziare a costruirsi una base pensionistica contributiva visto che con Monti rischiano altrimenti di andare in pensione a 95 anni.

Il più piccolo, a un certo punto, ritiene che la trombetta non sia più sufficiente per esprimere il proprio affetto alla squadra e decide di invadere il parquet. Dato il livello estetico delle sue beniamine, posso ben capirlo.

Dopo la simpatica parentesi dell’invasione nonviolenta, è Fanelli ad andare a punti con le sue fast (11-5).

L’Oria ha superato il bruttissimo impatto con la partita e reagisce agli attacchi delle padrone di casa. E’ Ivana, in particolare, a mettere in atto un duello con la sua amica Armida (19-12).

Molto brava, Ivana, anche questa sera. Giocherà con grinta ed andrà a segno con una certa continuità e senza trascurare gli impegni ricettivi.

Al Presicce, però, basta un altro allungo per arrivare a +10 (22-12) e per poi amministrare senza patemi il parziale. Guidate da una brillante Passaseo, mettono palla a terra prima le due centrali e poi la Voyvodic.

Un ace della canadese chiude il set (25-14).

Secondo set

L’Oria appare più determinato alla ripresa del gioco e parte con un incoraggiante 0-4, inaugurato da un mani-fuori di Nanna e chiuso da un primo tempo di Daniela.

Dopo il timeout, va a segno Rutan e subito dopo Voyvodic dimostra che il suo allenamento solitario in servizio non è stato vano: un punto diretto e tanta sofferenza per la nostra ricezione. Il vantaggio è subito annullato (4-4).

Poi, però, Voyvodic attenta all’incolumità della testa di Mazzotta (questo è lo svantaggio di essere alte…) e l’Oria ottiene il cambio palla.

Non è soltanto un cambio palla; è anche un cambio di temperamento e di efficienza per noi.

Simona è una tigre e il gioco delle brindisine diventa fluido: Ivana ci riporta avanti e Annacarla pesca dal cilindro la consueta magia del secondo tocco (6-9).

C’è un bel muro di Giulia, ma ci sono anche il nostro ennesimo errore in battuta ed un’invasione da seconda linea, nonché un muro di Passaseo-Voydovic (11-10).

Dopo il tocco di seconda della palleggiatrice leccese, Stefania va a segno da posto quattro e poi replica ad un attacco di Rutan (13-15).

Un miracoloso salvataggio di Annacarla diventa motivo d’impaccio per la difesa locale e si trasforma in punto (13-16)! Un punto emblematico: arrendersi mai, i risultati arrivano!

Ahimé, dopo il timeout di Montanile, arriva il momento degli errori in attacco ed anche in ricezione (ace di Rutan) e così il Presicce ritorna in vantaggio (18-17).

Sembra l’inizio della fine, ma il grande cuore delle furie rosse non ha smesso di battere: attacco di Ivana, tiro fuori delle salentine e splendido muro di Giulia (18-20)!

Dopo un nostro errore in battuta, un mani-fuori di Nanna ed un punto di Voyvodic, sul 20-21 scocca l’ora della creatività. A questo punto, di solito, o facciamo una fast a uecchio oppure un secondo tocco magico. Annacarla opta per la seconda che ho detto: 20-22!

La nostra palleggiatrice non ha terminato lo show personale: dopo un fallo di posizione ed un tiro fuori del Presicce, Annacarla piazza l’ace che vale il pareggio dei set (20-25)!

Un grande Oria!

Terzo set

L’intervallo è sufficiente alle leccesi per superare il momento di sbandamento; adesso è Presicce a regalare subito volley-champagne ai propri sostenitori: pallonetto di Armida, attacco di Voyvodic e muro della sequoia (3-0).

Recuperiamo con Stefania e il pallone termina dalle parti di Marcello, che lo spedisce erroneamente in direzione della zona di battuta del Presicce (quando, invece, dobbiamo battere noi). Poi si scusa per l’errore e sorride.

Sorrideremo tutti di meno quando sul 5-3 andrà a servire l’alzatrice salentina.

Leggendo il roster del Presicce, quando sono arrivato al nome di Passaseo ho pensato: bah, che senso ha una ragazzina al timone di cotanta corazzata? E ho ripensato al Taranto dei mostri sacri Cantagalli e Cuminetti orchestrati da un palleggiatore acerbo come Pinheiro.

Guardando la partita di stasera, non dico che mi sono posto la domanda contraria (ma non è sprecata qui una come Passaseo…?) perché sarebbe irrispettosa nei confronti di una formazione fortissima, ma indubbiamente mi sono ricreduto.

Chiara Passaseo, cresciuta nella generazione di fenomeni del Brindisi campione regionale Under18, nonché compagna di beach-volley della nostra Silvietta (e questo nel curriculum conta quanto tre scudetti vinti), è già una delle migliori palleggiatrici della categoria. Grande talento, ma anche grande personalità.

Anche una bella parlantina sciolta ed impeccabile dal punto di vista grammaticale; si vede proprio che è stata compagna di beach-volley di Silvietta.

E non escludo che la nostra ex-opposta deve averle fornito anche il buon esempio e qualche consiglio in materia di servizi visti i due ace (quasi) consecutivi che mandano in tilt la nostra ricezione (8-3).

Seguono tre primi tempi di Mazzotta, molto apprezzabili sul piano estetico, un ace di Voyvodic, uno ancora di Mazzotta e una palletta di Armida.

I primi tempi di Mazzotta sono particolari, “dinamici”; la centrale attacca spostandosi anche in orizzontale. Non so come spiegare.

Perdiamo terreno, ma il nostro gioco è ancora vivace e grintoso.

Sul 14-5, infatti, non c’è la deriva, ma una buona reazione: un attacco di Ivana e due di Nanna inducono coach Montanile a chiamare il timeout (14-8).

Sul 17-9, però, c’è lo scatto tombale: la nostra capitana coraggiosa spedisce una fast a Santa Maria di Leuca, la ricezione lascia cadere a terra un servizio di Armida e Fanelli completa il mini-break (20-9).

Nanna e il Koala mettono palloni a terra, ma altrettanto fanno Passaseo e Rutan e la progressione punto a punto va bene al Presicce, che in questo modo si avvicina al traguardo (23-12).

Ilaria Negro rileva Voyvodic; Giulia e Fanelli piazzano un muro a testa e il set finisce 25-13.

Quarto set

Osservo il seggiolone dell’arbitro. Due settimane fa il Presicce è stato multato perché alcuni spettatori lo avevano colpito (il seggiolone, non l’arbitro). In effetti, lo spazio tra il campo e il settore del pubblico è talmente esiguo che persino il seggiolone tende ad essere risucchiato nella gradinata. Cioè nel gradino, visto che lateralmente ce n’è solo uno. Ma con i posti numerati.

Dopo il pacco-bomba alla Deutsche Bank e quello a Equitalia (bersaglio giusto, metodo sbagliato), ci si chiede dove possa essere finito il terzo ordigno rivendicato dagli anarchici.

La risposta in avvio di quarto set: l’esplosivo è nelle mani dell’inarrestabile Ivana, che lo spinge contro il muro salentino. Segue un ace-culo del nostro martello ed un mani-fuori di Nanna (0-3).

Fanelli raggiunge la doppia cifra (2-4), ma Maria indossa i panni di Supernanna e da posto quattro riesce a spedire a terra tutti i palloni che le arrivano a tiro.

Non solo da posto quattro, anche dal corridoio dello spogliatoio. Sarà la miglior realizzatrice dell’incontro con 15 punti.

Magia di Passaseo, che ottiene un rocambolesco mani-fuori con una specie di secondo tocco in rovesciata (4-7).

Grande Koala: tre attacchi, un muro, un lungolinea e un ace (6 punti personali in 12 scambi)! L’Oria conduce per 9-12 e chissà che non venga fuori un altro scherzetto, dopo Galatina e Cutrofiano.

Sull’11-13 il Presicce (in cui è rientrata Voyvodic) raffredda le nostre speranze piazzando un break da 5 con Fanelli e Rutan in evidenza (16-13).

Le padrone di casa, comunque, non stanno passeggiando su un tappeto rosso e i punti glieli stiamo facendo sudare.

Bene Stefi da seconda linea e doppietta di Supernanna. “Yes we can!” – diremmo noi, Barack Obama e forse anche l’americana (se non è repubblicana).

Invece we cannot. In dirittura d’arrivo l’Oria si spegne: subiamo 3 punti consecutivi, incassiamo un servizio sbagliato dalle salentine (21-17), ammiriamo l’ultimo primo tempo perfetto di Mazzotta e lasciamo che sia Jamie Marie Voyvodic a chiudere l’incontro con un attacco ed un muro (25-17).

In tribuna c’era anche la brasiliana dell’Ugento, Buccini; all’uscita del palazzetto non è l’italiano la lingua prevalente. Il mondo concentrato in via Kennedy.

Per noi va bene così. Dopo due battute a vuoto, abbiamo perso per la nona volta consecutiva, ma almeno abbiamo ripreso a parlare la lingua di un volley ammirevole. E l’abbiamo parlata col cuore.

Tabellino: Presicce-Oria 3-1 (25-14,  20-25,  25-13,  25-17)

GAP Volley Presicce: De Giorgi NE, Negro 0, Ricchiuto NE, Fanelli 14, Voyvodic 10, Greco 0, Armida 12, Mazzotta 11, Passaseo 7, Rutan 13, Rizzello NE, Calò (L) – All. Montanile.

Muri-punto 7, Aces 12, errori in battuta 9.

Punti-fatti: 67 (media set: 16,7), errori-punto 23 (media-set: 5,7).

New Volley Oria: Votano NE, Cozzetto 4, Gallo Ingrao 10, Peluso NE, Guacci 12, Basile 3, Nannavecchia 15, Lonoce 2, Minetti (L) – All. Presta.

Muri-punto 5, aces 3, errori in battuta 11.

Punti fatti 46 (media-set: 11,5) errori-punto 28 (media-set: 7).

 “Fette di torta” su 164 scambi: PF Presicce 40,9%, PF Oria 28%, EP Oria 17,1%, EP Presicce 14%.

Arbitri: Marta Cavalera e Giuseppe Pellè.

Altri risultati: Mesagne-Galatina 3-0, Cutrofiano-Ugento 1-3, Spongano-San Giorgio 2-3, Tempesta TA-Nardò 3-0 Casarano-Collepasso 0-3, Trepuzzi-Brindisi 3-1.

Classifica: Mesagne 22; Ugento 21; Cutrofiano 19; Galatina e Presicce 18; San Giorgio 15; Collepasso e Trepouzzi 13; Tempesta TA e Spongano 12; Nardò 11; Casarano 8; Brindisi 4; Oria 3.

Trofeo Memorial Bin Laden (multe in euro): Presicce 250,00; Nardò 246,00; Mesagne 45,00; Brindisi 35,00; tutte le altre 0,00.

Entra in classifica anche il Mesagne: multa di 45 euri per avere i propri tifosi tenuto un comportamento offensivo nei confronti degli arbitri per tutta la durata della gara.

Prossimo turno: Oria-Tempesta TA, domenica 18 dicembre, ore 18.00.


ORIA-TREPUZZI 0-3

5 dicembre 2011

Domenica 4 dicembre 2011 – ore 18.00

Verrebbe da piangere perché questa è una sconfitta amara, inattesa per l’esito ed anche per la forma, più preoccupante delle altre.

Con il Collepasso e con l’Ugento, infatti, si è trattato di sconfitte “sperimentali” incassate da una squadra rinnovata ed in rodaggio, con il Nardò si è trattato di una vittoria buttata nel cesso sprecando 5 palle-match, con il San Giorgio è stata quella debacle che è come l’appuntamento che ogni anno una squadra deve rispettare (senza contare il valore dell’avversario), con il Galatina e con il Cutrofiano sono stati comunque due punti d’oro conquistati da una squadra in fase di tangibile progresso, con il Mesagne il 3-0 ci può stare perché è la capolista.

Ma la sconfitta di ieri brucia. Brucia tanto.

Brucia perché si è trattato di una prestazione piuttosto scialba e perché la squadra si è espressa molto al di sotto del proprio potenziale, un potenziale che era misterioso fino a un mese fa, ma che adesso conosciamo. Ed è lecito attendersi che la squadra lo esprima o si sforzi di esprimerlo al massimo, magari incrementandolo.

Due partite incolori consecutive, inoltre, si chiamano “recessione” in termini economici.

E poi siamo l’unica formazione del nostro girone a non aver mai vinto in questa stagione così equilibrata e aperta ad ogni risultato (come dimostra l’impresa del Nardò sabato scorso).

Verrebbe, dunque, da piangere.

Come il ministro Elsa Fornero, quella che chiagn’ e fott’.

Prima lo facevano raccontandoci barzellette, adesso lo fanno fingendo commozione, ma il gesto è sempre lo stesso: mettercela in quel posto. Con più competenza, però. Chiusa la parentesi.

Verrebbe da piangere, però, è un condizionale. In realtà, non viene da piangere. Perché c’è fiducia: questa squadra ha giocato troppo bene con il Galatina e con il Cutrofiano per essersi abbruttita di colpo in questo modo. Bisogna ritrovare lo spirito combattente delle furie rosse.

I parziali alti, inoltre, sono un indice di competitività.

E sono sicuro che al posto dei condizionali tristi useremo presto indicativi gratificanti.

Il Trepuzzi arriva ad Oria privo delle sorelle Bianco.

Almeno credo che siano sorelle.

Dopo aver fatto la mia figura di cacca con Sara Perrone, che reputavo essere la sorella di Antonella Perrone, non ho più tante certezze. Né voglio approfondire l’eventuale legame di parentela tra Elisa e Sara Ingrosso.

Ad essere certo è il legame di parentela che unisce coach Giuseppe De Giorgi al mitico Fefè (oltre che a Michele). L’alone del mito di questa famiglia si stende stasera sul palazzetto di Oria e onora il gentile pubblico presente.

Formazioni.

L’Oria schiera Annacarla Cozzetto in palleggio, Stefania Guacci opposto, Maria Nannavecchia e Ivana Gallo Ingrao laterali, Daniela Lonoce e Giulia Basile centrali, Simona Minetti libero.

In panchina con mister Marcello Presta: Angela Carone, Noemi Votano, Federica Peluso, Simona Bianco e Giorgia Mastria.

Trepuzzi: Sara Barba palleggiatrice, Sara Perrone opposto, Ada Coppola e Grazia Spinelli laterali, Anna Maria Isceri e Valentina Russo centrali, Sally Mazzotta libero. Per un attimo mi era parso di vedere in campo Sara Ingrosso, ma forse è un effetto della miopia.

In panchina con coach Giuseppe De Giorgi: Elisa Ingrosso, Carola D’Oria (che con questo cognome stasera ha un conflitto d’interessi come quello del ministro Passera), Serena Roma e Sara Ingrosso.

Ringrazio Anna Maria per la consulenza onomastica.

Primo set

Dopo la prima sagra di errori in battuta su entrambi i fronti, notiamo che il Koala è sceso sul parquet con il piglio giusto e realizza i primi due punti per le padrone di casa (4-5).

La ricezione, però, soffre quasi quanto i bilanci della Grecia e dell’Italia e sono soprattutto Barba e Coppola a trafiggerla incrementando il vantaggio salentino (5-11).

Sara Barba la ricordiamo per aver fatto parte della generazione di fenomeni dell’Under18 di coach Laudisa; Ada Coppola è una delle più brillanti schiacciatrici pugliesi.

Bene anche Russo (muro ed ace) dopo il primo time-out chiamato da Marcello (6-15).

Con un attacco di Perrone il Trepuzzi raggiunge il massimo vantaggio (9-19), poi fortunatamente c’è un accenno di reazione delle padrone di casa, che fanno punti con la capitana coraggiosa (primo tempo ed ace) e con un muro di Giulia (12-19).

La voglia di reagire si evince anche dall’incitamento (“Andiamo, cazzo!”) di un’atleta di cui non faccio il nome perché ci sono le figlie in tribuna.

Stiamo faticosamente e tardivamente entrando in partita con le attaccanti che fanno quello che possono (a segno Stefania, Ivana e Nanna), ma una difesa poco reattiva compromette lo sforzo profuso. Emblematica la palla beffardamente appoggiata da Perrone nell’angolino del posto uno.

Il gap si è ridotto (da -10 a -5), ma dal 17-22 in poi Trepuzzi non è più disposto a farsi rimontare; l’ultima schiacciata è di Ada Coppola (19-25).

Secondo set

L’Oria è più tonico nel secondo parziale e Nanna attraversa uno di quei momenti in cui tutto le riesce bene e pensiamo di aver creato in laboratorio una schiacciatrice dal futuro luminoso. Ed è così, in effetti, ma servirebbe un po’ più di continuità.

Tutto quello che adesso stiamo costruendo in attacco, però, lo sprechiamo con una serie irritante di servizi sbagliati: ben 4, che costituiscono più della metà dei primi punti trepuzzini (7-7).

Sembra che abbiamo fatto un voto a qualcuno: chiunque si presenti in battuta, sbaglia. Avremo una grazia?

Arrivano, invece, i muri di Russo e di Isceri, ma fortunatamente Nanna non ha esaurito le cartucce e Stefania trova l’ace (11-10).

Adesso il parziale subisce tre scossoni: il primo porta la firma di Ada Coppola che valorizza il suo transito in prima linea con tre punti personali (12-14); gli altri due scossoni hanno per protagoniste le nostre centrali. Pocahontas effettua il sorpasso con due ace consecutivi (16-14); Daniela rafforza il vantaggio mettendo giù una fast ed una palletta (19-16).

Se non sbagliassimo altre due battute (che fanno leggermente alterare il nostro coach) e se Perrone stasera non avesse la mano d’acciaio, forse il set avrebbe avuto un esito diverso (20-22).

Ma le emozioni non sono finite: break da 3 dell’Oria grazie a Nanna, ad un’eroica difesa e ad un attacco vincente del Koala (23-22).

Perrone e Spinelli sono brave a giocare con le mani del nostro muro (23-24) ed una fast di Isceri offre al Trepuzzi una seconda palla-set (24-25). Promettente questa ragazzina…

La palla-set si autoannulla con un errore in battuta ospite (25-25); poi, però, non riusciamo più a oltrepassare la rete: prima c’è un tocco irregolare, poi un perentorio muro di Valentina Russo (25-27).

Terzo set

L’ennesimo set conteso e perduto ed una vaga sensazione di incapacità a sviluppare una pallavolo efficace in modo continuativo hanno effetti deleteri sulla serenità psicologica delle brindisine. Il momento è delicato: mura Perrone, mura Russo, schiaccia Spinelli e Russo stoppa una ricezione lunga (0-4).

Coach Marcello chiama il time-out.

La squadra reagisce bene e il black-out finisce qui: punto di Giulia, punto di Nanna e tiro ospite sulla rete (3-4).

Poco dopo c’è anche il punto del libero Simona Minetti. So’ soddisfazioni.

Una strepitosa Coppola riporta avanti le concittadine di Silvia Renna (7-10), ma il grande cuore dell’Oria sembra in grado di dare una svolta alla partita: sorpasso Nanna e consueta fase di trance agonistica di Stefania, a segno per tre volte nell’arco di pochi minuti (14-12).

Quando il Koala va a servire, è la ricezione ospite a trascorrere un brutto momento e l’Oria vola sul 17-12.

Forse la torta alla frutta ammirata nel bar-pasticceria “Il Piacere” (e vincolata ad una nostra eventuale vittoria) non resterà una chimera.

Anna Maria Isceri si preoccupa del nostro peso-forma e con due primi tempi consecutivi ci secca l’acquolina in bocca (17-15). Ma che cacchio: è una torta alla frutta! Non fa ingrassare tanto! Facci coltivare il sogno…!

Nanna e Ivana mantengono l’Oria in orbita, ma Spinelli, Coppola e Isceri riportano il set in equilibrio (19-19).

Adesso entrambe le squadre stanno giocando bene e commettono pochi errori offensivi: punto Ivana, punto Daniela e replica di Coppola con un mani-fuori (21-20). Forse sono le difese a presentare qualche inestetismo, soprattutto la nostra.

Evitabile l’ace di Isceri, valutato fuori ma atterrato nell’angolino del posto cinque (21-21).

Non va la fast brindisina, proprio come nel set precedente e praticamente nello stesso momento. Per fortuna, però, Stefania sta carica e piazza una diagonale imperiosa (22-22).

Doppietta di Russo e il Trepuzzi gioca due palle-match (22-24).

La prima l’annullano a muro Daniela e Stefania (23-24).

La seconda l’annulla la capitana coraggiosa, direttamente in battuta (24-24)!

Il miracolo della rimonta non si concretizza: Sara Perrone è inarrestabile e schiaccia i due punti conclusivi di questo incontro (24-26).

La torta alla frutta rimane in pasticceria.

Tabellino: Oria-Trepuzzi 0-3 (19-25,  25-27,  24-26)

New Volley Oria: Carone NE, Votano NE, Cozzetto 2, Gallo Ingrao 6, Peluso NE, Guacci 10, Basile 5, Nannavecchia 11, Bianco NE, Lonoce 8, Mastria NE, Minetti 1 (L) – All. Presta.

Muri-punto 3, aces 7, errori in battuta 10.

Punti fatti 43 (media-set: 14,3) errori-punto 25 (media-set: 8,3).

ASD Pallavolo Trepuzzi: Coppola 11, Perrone S. 16, Ingrosso E. NE, Russo 10, Isceri 9, D’Oria NE, Roma NE, Ingrosso S. 0, Spinelli 6, Barba 1, Mazzotta (L) – All. De Giorgi G.

Muri-punto 8, Aces 4, errori in battuta 11.

Punti-fatti: 53 (media set: 17,7), errori-punto 25 (media-set: 8,3).

“Fette di torta” su 146 scambi: PF Trepuzzi 36,3%, PF Oria 29,5%, EP Trepuzzi 17,1%, EP Oria 17,1%.

Arbitri: Vladimiro Argese e Pierpaolo Di Bari.

Altri risultati: Nardò-Mesagne 3-0, Collepasso-Cutrofiano 1-3, Galatina-Spongano 3-1, Ugento-Tempesta TA 3-1, San Giorgio-Presicce 0-3, Brindisi-Casarano 2-3.

Classifica: Mesagne e Cutrofiano 19; Ugento e Galatina 18; Presicce 15; San Giorgio 13; Nardò e Spongano 11; Trepuzzi e Collepasso 10; Tempesta TA 9; Casarano 8; Brindisi 4; Oria 3.

Trofeo Memorial Bin Laden (multe in euro): Presicce 250,00; Nardò 246,00; Brindisi 35,00; tutte le altre 0,00.

Il Nardò ferma la capolista sul proprio parquet, ma perde il comando della graduatoria del trofeo Memorial Bin Laden a causa di quanto è avvenuto ai margini di un altro parquet. Ad Acquarica del Capo i tifosi insultano l’arbitro ed uno di essi colpisce in più occasioni il seggiolone. Che tecnicamente (ne prendo atto leggendo il comunicato) si chiama proprio così: “seggiolone”.

Come quello dei bambini.

Manca soltanto il ripiano per le pappine…

Per soli 4 euro, dunque, il Presicce-Acquarica conquista il primo posto.

Prossimo turno: Presicce-Oria, sabato 10 dicembre, ore 18.30.


MESAGNE-ORIA 3-0

28 novembre 2011

Domenica 27 novembre 2011 – ore 18.00

Nel nostro girone c’è soltanto una squadra ad aver vinto tutte le partite e c’è soltanto una squadra ad averle tutte perse.

Alla settima giornata queste due squadre si affrontano.

Noi siamo una di queste.

Purtroppo non siamo quella che ha sempre vinto; siamo l’altra.

Il testacoda Mesagne-Oria, che è anche il nostro primo derby stagionale, sulla carta non dovrebbe avere storia, ma le ultime prestazioni delle furie rosse lasciano ben sperare. Non si va a Mesagne come vittime sacrificali – almeno si spera.

Non si va neanche a Mesagne soltanto per la partita, almeno per quanto mi riguarda. La relativa vicinanza del palazzetto con il centro storico mi induce a trascorrere il tempo del riscaldamento a passeggio.

Al Castello è stata allestita una mostra su Pinocchio, probabilmente il più famoso personaggio delle favole italiane. Un simbolo della nazione, le cui caratteristiche sono state prese ad esempio da molti presidenti del Consiglio della storia repubblicana. Invece del naso, però, ai capi del governo crescono i capelli.

I richiami alla patria e al 150^ anniversario dell’occupazione sabauda si riscontrano anche nel tricolore che orna la divisa sociale delle nostre avversarie.

Formazioni.

Gatti Moda Mesagne: Carla Abbracciavento palleggiatrice, Ida Taurisano opposto, Manuela Gambini e Sara Della Rocca laterali, Roberta Pindinello e Vanessa Zingarello centrali, Veronica Parisi libero.

A disposizione di coach Adolfo Rampino: Mariaelisa Marrazza, Zizza ca no sacciu come s’ chiama di nome, Divina Felline, Benedetta Scardia, Paola Baldari e Sara Saponaro.

New Volley Oria: Annacarla Cozzetto palleggiatrice, Stefania Guacci opposto, Ivana Gallo Ingrao e Maria Nannavecchia laterali, Daniela Lonoce e Giulia Basile centrali, Simona Minetti libero.

In panchina con coach Marcello Presta: Angela Carone, Noemi Votano, Simona Bianco e Giorgia Mastria.

C’è folla e c’è entusiasmo al palazzetto di via Udine: particolarmente rumorosa e colorata è la presenza dei tifosi bambini. Una bella scenografia.

La società brindisina ha decisamente le carte in regola per tentare il salto di categoria: un’ottima squadra, una vecchia volpe della pallavolo pugliese in panchina, un tifo appassionato.

L’unica nota stonata è la mancanza della gigantografia di Pierpaola De Bonis.

A proposito di note, siamo vittime di uno “starting-six asimmetrico”: le gentili ospiti entrano in campo come se fossero stronze qualunque (numero, nome e cognome); per le padrone di casa si diffondono le note coinvolgenti della colonna sonora di Rocky.

Primo set

Si comincia con un tiro sulla rete della grande fuoriclasse Ida Taurisano. Grazie, Ida… Abbi pietà di noi… Sbagliane una decina in modo da riequilibrare le forze in campo…

Preghiere inascoltate. A Ida basta uno scambio per prendere le misure, schiacciare a terra il suo primo pallone e lanciare la capolista (6-2).

Dopo 2 partite (10 set) intense, tirate e ben giocate, l’Oria è irriconoscibile.

Nessuno mette in dubbio il gap tecnico, per carità, ma la sensazione è che non ci si stia impegnando per ridurlo o almeno per salvare le apparenze: un tiro fuori, tre sulla rete, una battuta sbagliata. Qui la potenza delle padrone di casa c’entra poco; ci stiamo facendo male da soli.

Nonostante l’approccio sbagliato con la partita, l’Oria recupera: primo tempo di Giulia, palletta di Ivana e mani-fuori di Nanna dopo un salvataggio di Annacarla. Parità (8-8)!

Addirittura vantaggio grazie ad un’invasione mesagnese (8-9).

Il Cielo ci ha dato una mano mettendoci di fronte una capolista leggermente imballata, ma noi la rifiutiamo e l’attimo fuggente evapora.

Il Mesagne entra prepotentemente in partita e si scrolla di dosso le velleità oritane con un break di 9-1 avviato da una fast di Zingarello e da un muro di Abbracciavento.

Le grandi protagoniste, però, sono Ida Taurisano e Roberta Pindinello, l’esperienza e la speranza, germogli freschi su radici robuste.

Sul 17-10 l’Oria è tramortito e assiste passivamente alla propria asfaltatura.

Bene anche Della Rocca, ma è soprattutto Taurisano a confermarsi atleta di un altro pianeta, capace di mettere palloni a terra da qualunque posizione con apparente facilità.

Il parziale termina con un muro di Zingarello (25-15).

Secondo set

Dopo un primo sfogo delle padrone di casa (5-3), ecco l’Oria che ci aspettavamo di vedere: la ricezione è vigile, la difesa attenta, il muro smorza diversi attacchi altrui e le bocche di fuoco sembrano inarrestabili.

Si comincia con Ivana e poi show del Koala (attacco da posto quattro, pallonetto da posto due, muro ed immancabile ace). Vinciamo 6-9. Almeno questo è quello che penso perché il tabellone indica 7-8. Deve essermi sfuggito qualcosa, ma siamo avanti comunque.

C’è un altro tabellone acceso ed è quello che indica i 24 secondi del basket. Forse è un tributo a Tiziana Cannella, incontrata in Concattedrale ed impegnata a Monopoli (una sorta di collegamento spirituale…).

Chissà come sarebbe la regola dei 24 secondi applicata alla pallavolo: allo scadere del tempo, la squadra nel cui campo si trova il pallone perde il punto…

Dopo tre errori consecutivi in attacco del Mesagne, Daniela & compagne conducono per 8-11 e coach Rampino chiama il time-out.

La sua squadra reagisce bene: nonostante il relativo contenimento di Taurisano, è Gambini la protagonista del sorpasso con 4 punti quasi consecutivi (15-12).

L’Oria si arrangia con un attacco di Nanna e con un ace di Annacarla, ma i servizi di Abbracciavento e i muri di Gambini mantengono invariate le distanze.

Punto di Ivana e muro di Giulia: possiamo ancora sperare (21-19)!

Taurisano, Gambini e la nuova entrata Marrazza chiudono le porte all’ardua rimonta oritana (24-19); il punto finale è di Abbracciavento (25-21).

Terzo set

Gambini, autrice di 8 punti nel set precedente, non è ancora sazia e Pindinello regala al pubblico locale la traiettoria beffarda ed efficace di un pallonetto (4-0).

L’Oria non è rientrato in campo: incassiamo un paio di regali ed andiamo a punti con un servizio vincente di Annacarla ed un muro di Daniela, ma la costruzione del gioco è difficoltosa e l’attacco sembra spuntato (6-4).

Roberta Pindinello mette a terra un primo tempo e due servizi vincenti consecutivi (10-4).

Ho visto giocare la centrale tarantina sin dai tempi dell’Orchidea; già molto brava allora, mi sembra che questo possa essere l’anno della sua definitiva consacrazione. Se lo merita. La serie C comincia a starle stretta.

Non parliamo di Ida Taurisano, a cui stava stretta finanche la serie A…

Finalmente se ne accorge anche coach Rampino, che concede all’opposto mesagnese la meritata standing-ovation, non prima di avere ammirato un suo attacco da seconda linea ed un ace (14-6).

Nell’Oria merita un encomio solo Ivana, non tanto per essere stata l’unica a chiudere in doppia cifra quanto per aver lottato con determinazione per tutta la partita.

Durante i time-out (chiesti da Marcello) si incazza anche Rampino. Un po’ è il carattere sanguigno, un po’ è la dimostrazione che anche il Mesagne, pur dominando la partita, si è un po’ lasciato risucchiare nell’indolenza della serata.

Bel primo tempo di Pindinello (11^ punto personale) e girandola di sostituzioni su entrambi i fronti: a parte Marrazza, che aveva rilevato Taurisano, entrano Baldari, Scardia e Saponaro per il Mesagne.

Resto con il cruccio di non aver visto giocare Divina Felline, atleta che sento nominare da anni e sempre con grande simpatia.

Sul 20-10 nell’Oria entra Simona Bianco, che mette il pallone a terra al suo primo scambio! Per lei non è l’esordio assoluto perché aveva già calcato il parquet di Ugento. E’ invece l’esordio stagionale per Noemi Votano ed Angela Carone.

Le creature si impegnano con generosità, ma ormai siamo agli ultimi sgoccioli dell’incontro.

Rendiamo il passivo meno pesante con i muri di Ivana e di Giulia; poi Baldari chiude il sipario (25-14) su questo incontro giocato senza molta passione dalle nostre ragazze, che pure erano state ammirevoli al cospetto di altre signore squadre come il Galatina ed il Cutrofiano.

Non possiamo dire di aver lasciato punti per strada perché il 3-0 a Mesagne era preventivabile, ma dispiace aver giocato come si deve soltanto per mezzo set (il secondo).

Un quarto di campionato è alle spalle. Sapevamo che all’inizio sarebbe stata particolarmente dura e l’ultimo posto in classifica, oggi come oggi, non è un dramma. Conosciamo i nostri difetti, ma sono emerse anche le nostre potenzialità, che ci sono e sono prevalenti. Dobbiamo tirarle fuori con più convinzione e con più continuità. La vittoria ci aspetta; non arriviamo troppo in ritardo all’appuntamento. Non sarebbe educato.

Tabellino: Mesagne-Oria 3-0 (25-15,  25-21,  25-14)

Gatti Moda Mesagne: Abbracciavento 5, Marrazza 1, Zizza NE, Gambini 13, Zingarello 2, Della Rocca 6, Felline NE, Scardia 0, Pindinello 11, Baldari 2, Taurisano 10, Saponaro NE, Parisi (L) – All. Rampino.

Muri-punto 7, Aces 7, errori in battuta 4.

Punti-fatti: 50 (media set: 16,7), errori-punto 20 (media-set: 6,7).

New Volley Oria: Carone 0, Votano 0, Cozzetto 2, Gallo Ingrao 10, Guacci 7, Basile 4, Nannavecchia 6, Bianco 1, Lonoce 1, Mastria NE, Minetti (L) – All. Presta.

Muri-punto 6, aces 4, errori in battuta 7.

Punti fatti 30 (media-set: 10) errori-punto 25 (media-set: 8,3).

 “Fette di torta” su 125 scambi: PF Mesagne 40%, PF Oria 24%, EP Oria 20%, EP Mesagne 16%.

Arbitri: Cosimo Zizza e Danilo Arseni.

Altri risultati: Cutrofiano-Casarano 3-2, Presicce-Galatina 1-3, San Giorgio-Ugento 2-3, Spongano-Nardò 3-2, Trepuzzi-Collepasso 3-0, Tempesta TA-Brindisi 3-0.

Classifica: Mesagne 19; Cutrofiano 16; Galatina e Ugento 15; San Giorgio 13; Presicce 12; Spongano 11; Collepasso 10; Tempesta TA 9; Nardò 8; Trepuzzi 7; Casarano 6; Brindisi e Oria 3.

Trofeo Memorial Bin Laden (multe in euro): Nardò 246,00; Brindisi 35,00; tutte le altre 0,00.

Tutto fermo.

Prossimo turno: Oria-Trepuzzi, domenica 4 dicembre, ore 18.00.


ORIA-CUTROFIANO 2-3

21 novembre 2011

Domenica 20 novembre 2011 – ore 18.00

Un Oria magnifico strappa un punto alla vicecapolista Cutrofiano in un incontro sorprendente, emozionante e spettacolare.

Qualche dato: oltre due ore e un quarto di partita, 235 scambi, 4 palle set annullate all’Oria e 3 al Cutrofiano nel secondo set, 5 palle-match annullate all’Oria e 2 al Cutrofiano al tie-break, parziali altissimi e set tutti in equilibrio fino alla fine (ad eccezione del quarto).

Questo per dire delle emozioni.

E se poi consideriamo che l’Oria era in vantaggio per 22-20 nel primo set (poi perso), che – come abbiamo visto – ha sprecato 4 palle-set nel secondo (poi perso) e 5 palle-match al tie-break (poi perso), che ha accumulato 120 punti complessivi a fronte dei 115 del Cutrofiano, beh, possiamo sostenere che il punto d’oro conquistato ci sta pure un po’ stretto senza il timore di apparire sfacciati.

Forse le salentine non hanno disputato la loro migliore partita stagionale (47 errori-punto, inclusi 21 servizi sbagliati), ma è certo che adesso l’Oria guarda al proprio futuro con rinnovata fiducia. In un campionato che appare particolarmente equilibrato, nessuna partita va affrontata con superficialità (e questo lo sapevamo), ma nessuna partita adesso deve farci più paura. Neanche la prossima.

Alla capitana l’incombenza di aprire le porte del palazzetto. Una bella responsabilità.

Una bella responsabilità avere le chiavi di cotanta struttura, dico. Potrebbe usarle per organizzare un rave-party clandestino o cose così.

A Giulia, invece, il merito di ottimizzare la procedura relativa al fattore G, un gesto che si rivelerà determinante per le sorti della gara. Anche quando non gioca benissimo, quindi, la creatura si rende utile alla causa.

L’Oria sfoggia nuovi giacconi blu che riscuotono un ampio gradimento.

Il Cutrofiano è una squadra che non nasconde le proprie ambizioni: roster di alto livello (con le prestigiose presenze di Loredana Corvino, Laura Caracuta ed Emanuela Cafarella) ed un iter stagionale all’altezza delle aspettative: quattro vittorie ed un’unica, onorevole, sconfitta al tie-break nello scontro diretto con l’altra corazzata Mesagne.

Insomma, soltanto i più coraggiosi scommetterebbero a nostro favore alla SNAI.

Formazioni.

L’Oria conferma la “manovra anticrisi” di Galatina: Annacarla Cozzetto in palleggio, Stefania Guacci opposto, Ivana Gallo Ingrao e Maria Nannavecchia laterali, Daniela Lonoce e Giulia Basile centrali, Simona Minetti libero.

A disposizione di coach Marcello Presta: Angela Carone, Noemi Votano, Federica Peluso, Simona Bianco e Giorgia Mastria, reduci dal matinée dell’Under16. Vabbè, lasciamo perdere…

Cutrofiano: Laura Caracuta palleggiatrice, Paola Faloia opposto, Loredana Corvino ed Emanuela Caracuta laterali, Marta Baglivo e Rossella Pellico centrali, Patrizia Villani libero.

In panchina con coach Giuseppe Marino (che “darà soddisfazione” a quasi tutte le riserve): Silvia Parisi, Sarah Mauro, Silvia De Paolis, Noemi Polimeno e Laura Pendenza.

Primo set

Corvino presenta il suo biglietto da visita con un attacco da posto due e Pellico approfitta di una distrazione della difesa oritana, ma Ivana (lungolinea) e Stefania (ace) rimediano: 4-4.

Come era prevedibile, la partita sembrerebbe già nelle mani del Cutrofiano, che fa e disfa: la centrale Baglivo mette due palloni a terra, ma i primi errori in battuta delle ospiti tengono l’Oria a galla (6-7).

Guizzo brindisino con Daniela, che apre i portoni con grazia e chiude gli scambi con determinazione, e Nanna (9-8), ma il Cutrofiano replica con un break da 4, avviato e concluso da Faloia (9-12).

Quando sembra che il set stia per prendere la direzione più scontata, scatta l’ora del Koala. Combattuta tra l’identità di palleggiatrice e quella di opposto, Stefania trova il modo di bilanciare i due ruoli: prima attacca palleggiando e piazzando la sfera in un angolino incustodito, poi schiaccia da opposto e poi serve da palleggiatrice Ivana, che trova il mani-fuori (13-13).

Inizia un avvincente duello tra Cafarella e Ivana: la prima alterna diagonali e lungolinea, la seconda pallonetti e colpi tosti.

Al pallonetto fa ricorso anche Pocahontas, che poi va a segno anche in battuta e innalza le padrone di casa sul risultato di 18-16. E chi l’avrebbe mai potuto prevedere?

Cutrofiano non ci sta: Corvino e Faloia sorpassano (18-19), ma l’Oria dà spettacolo: mani-fuori di Nanna e pallonetto di Stefania. Furie rosse a tre passi dalla sorpresa (22-20)!

A ribaltare la situazione è una delle giocatrici che – così a occhio – dovrebbe occupare una posizione di vertice nella classifica per statura di questo campionato: Paola Faloia. Il riccioluto opposto leccese mette a terra tre palloni consecutivi sfruttando a proprio vantaggio le mani del muro avversario, subisce l’attacco vincente di Ivana e poi spara un’altra cartuccia dopo che la difesa ha raccolto un secondo tocco di Annacarla (23-24).

Per chiudere il set Caracuta punta su Cafarella, la cui diagonale non lascia scampo (23-25).

Forse perderemo, ma non regaleremo niente.

Secondo set

E’ volley-champagne quello espresso dall’Oria in avvio del secondo parziale: muro di Daniela su un mostro sacro del volley pugliese, diagonale di Stefania, che poco dopo si ripete con un mani-fuori, ed ulteriore muro della capitana dopo un duplice salvataggio mani a terra della difesa brindisina (5-2).

In questi scambi c’è l’Oria che vorremmo sempre vedere (e che vedremo per tutta la serata!): grinta in difesa, muro solido, regia intelligente e attacchi pungenti. E c’è anche una buona dose di creatività.

Sul 7-3 il Cutrofiano ribalta la situazione sfruttando il valore delle proprie attaccanti e due errori consecutivi della nostra ricezione, che prima prende una palla destinata ad andare fuori e poi lascia una palla che finisce dentro (7-8).

Si sbaglia, ma non si crolla. E qualche errore lo commettono anche le ospiti, soprattutto nel break inaugurato da un altro lungolinea in palleggio di Stefania e concluso da un ace di Nanna (14-10).

La svolta del set sembra arrivare sul 16-14.

Coach Marino introduce Pendenza al posto di Faloia: l’attacco perde una risorsa importante, ma la nuova entrata si rivela micidiale in battuta: tre ace consecutivi e ipoteca del Cutrofiano sul set (16-21).

Poi Pendenza sbaglia ed a servire, sull’altro fronte, va un’altra specialista: Stefania.

Il Koala ripaga le ospiti con la stessa moneta: tre ace consecutivi e parziale rimesso in discussione! Stefania esulta anche al quarto servizio, che effettivamente mette in difficoltà la ricezione leccese, ma quando il nostro opposto è già al bar ad ordinare lo champagne, il Cutrofiano rimedia e colpisce con Cafarella (20-22).

La partita è bellissima: lungo scambio chiuso da un tocco di seconda di Annacarla, attacco fuori delle furie rosse, mani-fuori di Nanna e immediata risposta di Corvino che vanifica un salvataggio difensivo di Giulia (22-24).

Cutrofiano ha dunque due palle-set a disposizione.

La prima la annulla Nanna. Va a servire Anncarla e la risposta lunga della ricezione viene ribattuta a terra da Daniela!

Attacco del Cangur-otto da posto due e adesso la palla-set ce l’abbiamo noi (25-24)!

Muro di Corvino e lungo linea di Pendenza: vantaggio Cutrofiano (25-26).

Fuori la pipe che avrebbe chiuso il set e servizio vincente di Maria: nuovo set-ball per l’Oria (27-26)!

Che brave queste ragazze a cui non tremano le mani e che sanno assumersi le proprie responsabilità senza paura ed anche con una certa dose di creatività.

Il carattere è quello giusto, indubbiamente, ma la concentrazione presenta ancora qualche margine di miglioramento perché con un po’ più di avvedutezza avremmo potuto sfruttare meglio anche il successivo servizio di Nanna. La palla ricevuta dal libero Villani, infatti, schizza in alto, ormai ingiocabile per Caracuta, e poi atterra dolcemente nel cuore della nostra metà campo. Nessuna la va a prendere e la palla-set è annullata in questo modo un po’ rocambolesco (27-27). Sono sicuro che Marcello ha usato altre espressioni…

Non c’è tempo per disperarsi e per annotare le jastème del coach perché Cafarella mette a terra una diagonale strettissima (27-28).

Ivana annulla il vantaggio ospite (28-28), ma Cafarella stasera è implacabile (concluderà a 28 punti personali) e due attacchi consecutivi dell’ex-sampietrana risolvono il set (28-30).

Il solo fatto che stiamo facendo soffrire il Cutrofiano così è un bel successo.

Terzo set

Ace di Annacarla e festival degli errori ospiti (servizi, invasioni, posizione) in avvio del terzo set. In questa fase di riflusso sbagliamo qualcosa anche noi, ma sull’8-6 si riprende a fare sul serio.

Ace sporco di Giulia, diagonale di Nanna e bis di Pocahontas (11-6).

Le stelle del Cutrofiano (Cafarella e Corvino) annullano lo svantaggio (12-11), ma l’Oria riprende la corsa: Nanna, Daniela e l’aiutino dell’asticella (15-11).

Doppia di Baglivo, segnalata da Ivana e poi sanzionata dall’arbitro, che però non gradisce le soffiate e lo fa presente alla nostra schiacciatrice. La centrale ospite si rifà con un bel primo tempo (18-14). Marta Baglivo, oltre all’elevato tasso estetico e ad una certa propensione per i balli moderni, ha un’altra caratteristica peculiare che avevo notato già a San Giorgio: il fermacapelli blu che sembra un lampeggiante della Questura.

Mani-fuori di Ivana e attacco di Maria da posto due: massimo vantaggio per le padrone di casa (20-14), destinato ad aumentare ulteriormente dopo due palloni consecutivi che finiscono sul lato altrui della rete (22-14).

Solo Baglivo resiste (muro), ma Nanna è tornata ai livelli di Galatina e grazie ai suoi attacchi l’Oria amministra il set fino alla fine (25-17).

Forse perderemo lo stesso la partita, ma lasciare la vicecapolista a -8 in un set è una soddisfazione.

Quarto set

E’ rientrata sul parquet Faloia, che era in panchina dal secondo parziale.

Missili di Corvino e Cutrofiano determinato a non disperdere punti utili per la classifica.

Intanto il palazzetto è diventato una bolgia con i tifosi locali che ci credono e spingono la squadra verso l’impresa.

Ace di Nanna, mani-fuori di Ivana, altro ace di Nanna e muro Stefania-Daniela (6-3)! Anche le furie rosse ci credono.

Anche la panchina ci crede e contribuisce al frastuono con urla di incoraggiamento e piedi pestati ritmicamente sul parquet.

Il ritono di Faloia non è indolore per noi e sul 6-6 si apre un duello di grande equilibrio: punto a punto, cambio-palla contro cambio-palla sino all’11-11.

Faloia prova a lanciare la fuga (11-14), ma l’esigenza di conservare lo status quo in classifica delle salentine non è superiore alla fame dell’Oria. Fame di vittoria (siamo l’unica squadra a non averla ancora assaggiata), fame di punti, fame di recuperare il tempo perduto e di accorciare lo spread con i titoli di stato delle nostre concorrenti.

Doppietta di Ivana e quarto ace di Nanna (15-14)!

Cafarella e Faloia non lasciano senza marcature il loro transito dalla prima linea; in casa oritana, però, c’è Ivana in stato di grazia: pallonetti e lungolinea, da destra e da sinistra. In virtù dei colpi del nostro martello il vantaggio sale sino al 21-17.

Quattro punti sulle avversarie, quattro punti dal traguardo che vale almeno un punto in classifica.

Tre palloni finiscono in rete; in compenso le leccesi ci regalano l’ennesimo errore in battuta (22-20).

Splendido pallonetto di Maria e tiro fuori misura del Cutrofiano: adesso abbiamo 4 palle-set a disposizione (24-20).

Faloia annulla subito la prima; Cafarella annulla la seconda dopo un tentativo contenuto da una difesa esemplare (24-22).

Non so cosa abbia detto Marcello durante il time-out d’emergenza. Non credo, però, che abbia detto ad Annacarla di provarci; certo è che la nostra palleggiatrice prende il coraggio (e la palla) a due mani e sorprende la difesa avversaria con un secondo tocco. Sul 24-22.

Se avesse sbagliato e il Cutrofiano avesse fatto punto, Annacarla sarebbe rinchiusa in qualche stanza segreta ed oscura del Castello (che è pure sotto sequestro). Ma Annacarla mette il pallone a terra, toglie alla squadra le castagne dal fuoco in un momento delicato e firma con la sua intraprendenza lo scambio che vale il pareggio nei set ed un preziosissimo punto in classifica!

Tie-break

Il momento di gloria della palleggiatrice non si è esaurito: ace per inaugurare il mini-set di spareggio.

Lungolinea di Nanna e cominciamo con il passo giusto (2-0).

Il Cutrofiano si affida all’esperienza di Loredana Corvino; l’Oria insiste con servizi micidiali (Daniela) e con l’estro del Koala: pallonetto e 16^ punto personale (6-4).

A parè bell’ sus’ a ‘u tabellìne…

Faloia conquista il pareggio e poi cede il posto a De Paolis, che entra per battere ma non ha molta fortuna (9-8).

Adesso tocca a Giulia.

Ace!

Coach Marino chiama il time-out.

I tifosi oritani, che stanno facendo un baccano infernale e sono anche competenti in materia di volley, sono curiosi di ascoltare le nostre strategie tattiche e si impongono il silenzio per poter sentire quello che dice Marcello. E’ una scena abbastanza surreale: il casino si autoregola, si accende e si spegne a seconda delle circostanze.

Qualche anno fa chiesero a Franco Bertoli, ex-giocatore, ex-allenatore e commentatore televisivo, se fosse favorevole alle “incursioni” dei microfoni durante i time-out.

Bertoli, facendo riferimento alla propria esperienza da allenatore, diede una risposta ragionevole: “Quando si forniscono indicazioni tecnico-tattiche può essere interessante e istruttivo per il pubblico televisivo ascoltare quello che dice un coach durante i time-out, ma quando c’è da rimprovere un giocatore preferirei che i microfoni stessero lontani”.

Per fortuna, siamo sul 10-8, il time-out l’ha chiesto coach Marino e non c’è da rimproverare nessuno. In altre circostanze, non so se gli “spunti motivazionali” forniti da Marcello siano adatti ad un pubblico che non abbia compiuto 18 anni…

Si riprende a giocare e Giulia ottiene un altro ace, questa volta con l’aiuto del nastro (11-8). Culo e sentimento.

Primo tempo della capitana coraggiosa, che in questo modo va in doppia cifra e vanifica l’avvicinamento di Cafarella (12-9).

Tre punti sulle nostre avversarie, tre punti da una vittoria epica.

Errore in battuta nostro, invasione nostra, tiro sulla rete ospite e attacco di Corvino (13-12).

Un’immensa Ivana regala all’Oria due palle-match (14-12)!

Con Corvino in battuta, però, Faloia annulla la prima (14-13), Cafarella chiude con successo uno scambio lunghissimo e palpitante (14-14) e poi ribalta la situazione offrendo alla propria squadra la prima palla-match (14-15).

E’ ancora a Ivana ad andare a segno per le furie rosse ed a riportare l’incontro in parità (15-15)!

“Rete amica” e terzo match-point per l’Oria (16-15)!

Faloia lo annulla con un mani-fuori quasi impercettibile, ma Giulia se ne procura un altro murando a uno l’attacco delle salentine (17-16)!

Pallonetto di Cafarella e mani-fuori di SuperNanna (18-17)!

Dopo il quarto muro personale di Baglivo (che annulla la quinta ed ultima, ahimé, palla-match per l’Oria), Loredana Corvino diventa la protagonista del finale di questa bellissima partita: mani-fuori (18-19), palla out dopo essere stata deviata dal nastro (19-19) e diagonale-bomba indifendibile (19-20).

Il cambio-palla questa volta non riesce e l’ultimo attacco delle brindisine termina oltre i limiti del campo (19-21).

E’ una sconfitta dolce, accolta come una vittoria. Incameriamo un punto che non era preventivabile e soprattutto scopriamo di possedere grandi risorse tecniche e caratteriali. Ed una squadra di combattenti.

Non siamo qui per fare da materasso; siamo qui per divertirci.

Tabellino: Oria-Cutrofiano 2-3 (23-25,  28-30,  25-17,  25-22,  19-21)

New Volley Oria: Carone NE, Votano NE, Cozzetto 6, Gallo Ingrao 14, Peluso NE, Guacci 16, Basile 9, Nannavecchia 18, Bianco NE, Lonoce 10, Mastria NE, Minetti (L) – All. Presta.

Muri-punto 6, aces 17, errori in battuta 13.

Punti fatti 73 (media-set: 14,6) errori-punto 33 (media-set: 6,6).

Piazza di Spagna Cutrofiano: Baglivo 8, Parisi 0, Pellico 3, Mauro 0, De Paolis 0, Corvino 17, Pendenza 5, Caracuta 1, Cafarella 28, Polimeno NE, Faloia 19, Villani 1 (L) – All. Marino.

Muri-punto 5, Aces 4, errori in battuta 21.

Punti-fatti: 82 (media set: 16,4), errori-punto 47 (media-set: 9,4).

“Fette di torta” su 235 scambi: PF Cutrofiano 34,9%, PF Oria 31,1%, EP Cutrofiano 20%, EP Oria 14%.

Arbitri: Giuseppe Valente e Cesare Mazzotta.

Altri risultati: Galatina-San Giorgio 3-2, Nardò-Presicce 1-3, Brindisi-Spongano 0-3, Casarano-Mesagne 0-3, Collepasso-Tempesta TA 3-1, Ugento-Trepuzzi 3-1.

Classifica: Mesagne 16; Cutrofiano 14; Ugento 13; San Giorgio, Presicce e Galatina 12; Collepasso 10; Spongano 9; Nardò 7; Tempesta TA 6; Casarano 5; Trepuzzi 4; Brindisi e Oria 3.

Trofeo Memorial Bin Laden (multe in euro): Nardò 246,00; Brindisi 35,00; tutte le altre 0,00.

Nessuna multa. In evidenza soltanto la squalifica per una giornata dell’atleta Rollo Giorgia (Nardò) “per avere servito 6 palloni consecutivi nel tie-break Oria-Nardò senza commettere neanche un errore ed arrecando in tal modo un grave dispiacere alla squadra ed ai tifosi oritani”.

Prossimo turno: Mesagne-Oria, domenica 27 novembre, ore 18.00.


GALATINA-ORIA 3-2

14 novembre 2011

Domenica 13 novembre 2011 – ore 18.00

Galatina è una della mete turisticamente più interessanti del campionato. Purtroppo, però, il palazzetto è distante dal centro storico e dalla celebre chiesa di San Paolo con la sua Cappella delle Tarantate. Meno male che l’avevo visitata in passato per i fatti miei.

L’uscita delle atlete di casa dallo spogliatoio è traumatizzante. Le ragazze della Pavarredo sembrano una squadra di serie A: la statura minima parte da 1,80 e le giocatrici sono tutte magre, agili e con fisici ben scolpiti.

Vabbè, magari le apparenze ingannano – penso.

Spero.

Ma il riscaldamento è ancora più traumatico del primo impatto visivo: tutte le pallonate di Serra e compagne finiscono in campo (e lo scheggiano); tutti i tiri, i primi tempi, i servizi delle nostre gonfiano la rete o finiscono nella villa comunale di Nardò.

Se le premesse sono queste, prevedo una serata poco allegra.

Formazioni.

Coach Dario Cocola schiera Giulia Clementi in palleggio, Camilla Guido opposto, Daria e Benedetta Bruno di banda, Mara Serra ed Elisabetta Potì centrali, Brizia Maggiore libero.

A disposizione: Greta Palumbo, Francesca De Paolis, Ilaria Palumbo, Benedetta Carachino, Luigina De Vito e Giulia De Pasquale.

Novità nell’Oria: Stefania Guacci gioca da opposto; il ruolo di palleggiatrice è assunto da Annacarla Cozzetto mentre Simona Minetti veste la maglia del libero. Il resto è invariato: Ivana Gallo Ingrao e Maria Nannavecchia laterali, Daniela Lonoce e Giulia Basile centrali.

In panchina con coach Marcello Presta: Angela Carone, Noemi Votano, Simona Bianco e Giorgia Mastria.

Una giocatrice dell’Oria lamenta un po’ di sonnolenza.

“Scommetto che sei stata in discoteca ieri sera”.

“No, stranamente no. Proprio per questo ho sonno. Sai com’è? Sonno porta sonno…”

In questo sport non si finisce mai di scoprire cose nuove.

Primo set

Dopo una prima fase di studio, le attaccanti dell’Oria fanno conoscenza con i muri di Mara Serra, un cognome quanto mai adatto al ruolo e all’atleta. Dalla sua saracinesca non passa nulla.

La giocatrice salentina è una di quelle che stanno in serie C per sbaglio. Anzi, per il gusto di umiliare il prossimo. Come Luisa Chionna. Come Ida Taurisano. Come Loredana Corvino.

Serra e Guido (che ha una vaga somiglianza con la nostra Silvietta) costruiscono un break di 6-0 mentre Ivana cerca soluzioni d’attacco alternative ottenendo come unico risultato l’avvio di un intenso rapporto di amicizia con l’asticella.

Non è proprio l’Oria disastroso di domenica scorsa; ogni tanto qualcosa di buono si vede: la ricezione è in affanno ma non crolla, gli attacchi sono intermittenti ma è meglio che niente e le centrali stanno mettendo qualche pallone a terra.

Fantastica la fast di Giulia sul 13-7, la migliore della sua carriera.

Ma sonno porta sonno.

Dopo un bel lungolinea di Stefania da posto due, la letargia prende il sopravvento e il Galatina ne approfitta per dare spettacolo e per prendersi questo set: altro break da 6 sul punteggio di 19-15 con duplice muro di Potì ed attacchi efficaci di Diana Bruno e di Greta Palumbo (entrata in corso d’opera).

Un’invasione da seconda linea chiude il parziale sul poco rassicurante punteggio di 25-15.

Secondo set

L’insidiosissimo servizio di Clementi crea problemi alla nostra ricezione e consente a Diana Bruno e a Guido di colpire ripetutamente. Si parte così da 5-0 (che sommato alla conclusione del set precedente costituirebbe una striscia di 11 punti consecutivi per le padrone di casa).

Galatina tira sulla rete e Nanna, in battuta, realizza il suo primo ace stagionale. Lei, di solito, serve in modo molto regolare: non fa mai ace, ma neanche sbaglia.

Attacca il Koala e va a terra anche il primo tempo di Daniela.

Lo svantaggio è quasi recuperato (5-4), ma il Galatina tenta un secondo scatto spinto da una prolifica Benedetta Bruno (10-5).

Ma è un Oria diverso e lo dimostra l’accresciuta durata degli scambi: il muro smorza gli attacchi avversari, Annacarla sta distribuendo palloni con senno e precisione, Simona si butta su ogni pallone e Stefania sta adattandosi al nuovo ruolo. Le centrali, poi, sembrano particolarmente ispirate.

Attacco di Ivana, perfetto pallonetto di Pocahontas ed ace di Stefania: siamo di nuovo in corsa (10-9)!

Molto bene Ivana in questa fase e bel duello al centro della rete tra Giulia e Serra con la nostra creatura che si toglie qualche soddisfazione come il muro sul 14-10.

Purtroppo non ci liberiamo dall’atavico problema degli sprechi in attacco, come dimostreranno le statistiche finali: 65 punti fatti per l’Oria, appena uno in più per il Galatina. Ma a fronte di 30 errori-punto per le padrone di casa, le furie rosse hanno elargito più “regali” (40 errori-punto).

Grazie ad un’eroica Simona, l’Oria effettua il sorpasso: lungolinea Nanna, attacco di Stefania e muro della capitana (15-16)!

Coach Cocola reintroduce Palumbo e il Galatina sfrutta un ace di Potì – evitabile – che poteva avere conseguenze disastrose sul risultato e sul morale (20-18).

Ma le furie rosse si confermano tali: lungolinea di Ivana ed ace di Stefania, che poi tira fuori il servizio successivo (21-21).

Sbaglia qualcosa anche il Galatina e Ivana imita il Koala andando a segno anche in battuta (21-24)!

Il punto finale è emblematico: generosa difesa di Simona e attacco vincente di Maria da posto due: 21-25 e parità nei set!

Terzo set

Nanna riprende da dove aveva interrotto, Annacarla realizza un ace e poi serve un assist teso e spettacolare per l’ex-collega di ruolo: 1-4!

La foga agonistica induce le brindisine a qualche imprecisione, ma siamo ancora avanti quando Ivana va a servire (6-7): ace con battuta lunga ed ace con battuta corta; uno dei giochini preferiti dalla nostra schiacciatrice (6-9).

Il Galatina reagisce con Diana Bruno e con un muro di Palumbo, ma il vantaggio delle ospiti continua ad aumentare: attacco e muro di Nanna, primo tempo di Daniela e bolide di Ivana (10-15).

Sbagliamo la terza battuta del set e Marcello non gradisce questo genere di sprechi. Quando ci si assumono rischi, certi errori sono fisiologici; a fine partita, però, il saldo sarà negativo: 10 ace e 12 errori.

L’Oria è in piena trance agonistica. Le conseguenze di tanto furore sono una strepitosa aggressività in difesa, attacchi che piegano i muri avversari e altri che finiscono fuori, un’Annacarla che osa qualunque soluzione ed una certa reattività verbale quando qualcosa va storto.

Ivana, in particolare.

Peccato che la partita finirà tardi e non avremo modo di portare la nostra schiacciatrice nella chiesa di San Paolo per sottoporla all’esorcismo della pizzica.

L’eccesso di reattività non risulta particolarmente gradito all’arbitra. La giovane direttrice di gara giapponese chiama a sé Ivana, ricorda che la plastica va gettata negli appositi contenitori di raccolta differenziata e prescrive al nostro coach dei farmaci per la prevenzione dell’infarto. Il richiamo si conclude con una stretta di mano.

Bisogna dare atto che l’arbitraggio di oggi è stato praticamente perfetto. A parte le decisioni sulle singole azioni (tutte corrette, a mio modesto avviso), i direttori di gara hanno saldamente mantenuto il controllo emotivo della gara applicando una sana e sorridente moral suasion che ha reso superfluo il ricorso ai cartellini.

La grande correttezza delle ragazze del Galatina ha contribuito parimenti a tenere l’agonismo nei limiti consentiti.

Oria conduce per 12-17 ma subisce il ritorno del Galatina: Diana da posto quattro, Benedetta direttamente in battuta (16-17).

Punto di Ivana dopo l’ennesimo miracolo difensivo di Simona e poi arriva il momento di una grande protagonista di questa partita: Maria Nannavecchia.

Prima fa punto piazzando un bagher nell’angolino incustodito del posto cinque salentino (16-19).

Dopo il primo tempo di Serra, azzecca un millimetrico lungolinea, poi si fa murare da Diana e tira fuori (dopo che la stessa Diana era riuscita ad attaccare da seduta…). In pratica, sta facendo tutto Nanna. Il suo braccio è caldo; Annacarla l’ha capito e da adesso fino alla fine del set il longilineo martello oritano diventerà il terminale esclusivo dei suoi passaggi.

Dal 19-20 è uno show. Se sonno porta sonno, Nanna porta Nanna: diagonali, lungolinea e ciliegina finale di un muro (19-24). Tutto quello che tocca Maria in questo set viene trasformato in punto.

Abbiamo cinque-palle set, ma l’esperienza del tie-break con il Nardò consiglia una grattatina scaramantica, soprattutto dopo che una positiva Palumbo annulla la prima.

Ad Annacarla non manca il coraggio per risolvere autonomamente l’ultimo scambio, coronando così un eccellente esordio da titolare (20-25).

Quarto set

Il Galatina che rientra sul parquet dopo l’intervallo appare trasformato. Le salentine giocano con il sangue agli occhi e trasformano la delusione per il punto perso in furore agonistico. Adesso sono loro a fare la partita e a sfoggiare un repertorio di colpi particolarmente efficaci.

Il giro in prima linea di Nanna, comunque, è in continuità con il set precedente: la brindisina regala alle furie rosse tre cambi-palla consecutivi e il punteggio resta in parità (9-9).

Il reparto liberi del Galatina, nel frattempo, tende a somigliare al gruppo parlamentare dei responsabili di Scilipoti con gente che entra ed esce dalla maggioranza come dal parquet.

Le padrone di casa allungano con le sorelle Bruno (13-9), ma sono tutti punti sudati che maturano a conclusione di scambi lunghissimi.

Sì, stiamo calando, ma lo stiamo facendo con dignità perdendo un po’ di continuità in attacco ma conservando determinazione in difesa. Alcuni scambi non riscuoterebbero l’apprezzamento dei puristi del volley (palloni rimandati dall’altra parte con ogni mezzo lecito: di pugno, d’istinto, di culo…), ma la spettacolarità dell’incontro è garantita.

Doppio muro di Serra e replica di Giulia (primo tempo) e di Ivana (palletta).

Delizioso pallonetto di Benedetta Bruno, ma Nanna consolida il proprio primato personale di punti andando a segno da sinistra e da destra (19-17).

Mister Cocola effettua periodicamente un doppio cambio per assicurarsi il vantaggio nella guerra aerea, ma il grande cuore oritano resiste in qualche modo alla determinazione e ai centimetri in più delle salentine.

Doppietta di Benedetta Bruno e attacco vincente di Ivana. Poi l’ennesimo scambio tanto sconclusionato quanto spettacolare si conclude con una specie di “contromuro” di Potì su Giulia, che a sua volta aveva bloccato un attacco locale (24-20).

Il parziale lo chiude Benedetta Bruno, che a fine gara raggiungerà la soglia dei 20 punti (uno in meno della nostra Nanna).

Tie-break

C’è un po’ di comprensibile stanchezza: ben 11 errori-punto caratterizzano i primi 16 scambi del mini-set di spareggio. Noi, purtroppo, ne facciamo di più e non riusciamo a colmare il gap con gli attacchi di Stefania ed i risoluti primi tempi di Giulia.

Avevamo iniziato con un incoraggiante 3-5, poi abbiamo subìto un break da 4 e abbiamo tentato l’aggancio sul 9-8.

Il servizio di Clementi continua a crearci qualche grattacapo, ma Annacarla risponde con le stessi armi (11-10).

L’ace della palleggiatrice resterà, però, l’ultimo punto realizzato dalle furie rosse. Nanna, infatti, ha perso l’infallibilità e viene stoppata da Diana e da Palumbo, Benedetta trova un varco da posto due e un malinteso abortisce il primo tempo in fase di gestazione nella nostra metà campo (15-10).

Galatina vince e vince meritatamente, ma l’Oria esce dal PalaPanico a testa alta, con un punticino e soprattutto con la consapevolezza di aver compiuto grandi progressi a livello tattico e a livello mentale.

Il bicchiere è mezzo pieno. Decisamente.

Tabellino: Galatina-Oria 3-2 (25-15,  21-25,  20-25,  25-20,  15-10)

Pavarredo Galatina: Potì 7, Palumbo G. 8, De Paolis 0, Bruno D. 10, Palumbo I. NE, Carachino NE, Bruno B. 20, Guido 6, Clementi 3, Serra 12, De Vito NE, Maggiore (L), De Pasquale G. (2L) – All. Cocola.

Muri-punto 11, Aces 6, errori in battuta 7.

Punti-fatti: 66 (media set: 13,2), errori-punto 30 (media-set: 6).

New Volley Oria: Carone NE, Votano NE, Cozzetto 5, Gallo Ingrao 17, Guacci 8, Basile 8, Nannavecchia 21, Bianco NE, Lonoce 6, Mastria NE, Minetti (L) – All. Presta.

Muri-punto 5, aces 10, errori in battuta 12.

Punti fatti 65 (media-set: 13) errori-punto 40 (media-set: 8).

 “Fette di torta” su 201 scambi: PF Galatina 32,8%, PF Oria 32,4%, EP Oria 19,9%, EP Galatina 14,9%.

Arbitri: Federica Cataldo e Davide Tolomeo.

Altri risultati: San Giorgio-Nardò 3-0, Presicce-Ugento 1-3, Mesagne-Brindisi 3-0, Spongano-Collepasso 3-1, Tempesta-Casarano 3-0, Trepuzzi-Cutrofiano 2-3.

Classifica: Mesagne 13; Cutrofiano 12; San Giorgio 11; Ugento e Galatina 10; Presicce 9; Nardò e Collepasso 7; Tempesta TA e Spongano 6; Casarano 5; Trepuzzi 4; Brindisi 3; Oria 2.

Trofeo Memorial Bin Laden (multe in euro): Nardò 246,00; Brindisi 35,00; tutte le altre 0,00.

Tutti buoni.

Prossimo turno: Oria-Cutrofiano, domenica 20 novembre, ore 18.00.


ORIA-SAN GIORGIO IONICO 0-3

7 novembre 2011

Domenica 6 novembre 2011 – ore 18.00

La partita che non vorresti mai commentare.

E tuttavia non saprei cosa scrivere al posto della consueta cronaca. Potrei decantare i panzerotti di Annacarla, a cui rinnoviamo gli auguri per il compleanno. Oppure potrei scrivere la biografia di Simona Mucci arricchendola con le immagini della schiacciatrice lizzanese.

Sì, farò così.

Simona Mucci è nata il 30 settembre del 1986 sotto il segno della Bilancia.

Durante la gestazione l’ecografia aveva già rilevato la presenza di piercing e pertanto in sala parto venne installato un metal-detector.

La mamma dovette imparare a memoria le canzoni degli Iron Maiden perché la neonata rifiutava altri tipi di ninna-nanna.

Cresciuta nel San Giorgio, ha maturato esperienze in serie B2 prima nella Palafiom Taranto, poi proprio nella New Volley Oria.

Lo scorso anno è tornata alla Volleyball Players segnalandosi come miglior schiacciatrice di tutti i campionati regionali con una media di 6,22 punti a set.

E’ stata anche finalista di Miss Motors Grand Prix 2005. Non sappiamo se poi abbia vinto, ma, così, a occhio e croce, reputiamo di sì.

E’ alta 182 centimetri, uno meglio dell’altro.

Il 6 novembre 2011 Simona-di-metallo ritorna ad Oria, questa volta da avversaria.

Invero, come tutte le star che si rispettino, si fa un po’ attendere e giunge al palazzetto quando le due formazioni hanno da tempo iniziato il riscaldamento.

Durante l’attesa non so se essere contento o triste. Da un lato la sua assenza penalizzerebbe il San Giorgio (la qual cosa mi rende contento); dall’altro lato sarebbe un grave danno estetico per la partita (la qual cosa mi rende triste). Alla fine penso che sia meglio che non venga; tanto per allietare la vista ci saranno altre occasioni e si potrà sempre andare al tensostatico di San Giorgio.

Ma lei arriva. E con lei, purtroppo, arriva anche il momento di parlare di questa partita.

Formazioni.

New Volley Oria: Stefania Guacci in palleggio, Simona Minetti opposto, Ivana Gallo Ingrao e Maria Nannavecchia laterali, Daniela Lonoce e Giulia Basile centrali, Giorgia Mastria libero.

In panchina con mister Marcello Presta: Angela Carone, Noemi Votano, Annacarla Cozzetto, Federica Peluso e Simona Bianco.

Volleyball Players San Giorgio: Tiziana Della Queva palleggiatrice, Elisa Imperiale opposto, Simona Mucci e Maria Teresa Baldaro laterali, Amy Leone e Valeria Giannuzzo centrali, Francesca Bruno libero.

A disposizione di coach Mimmo Spinosa: Alessandra Loria, Valentina Carmignano, Giovanna D’Amicis e Claudia Giacobino.

Normalmente ammiro le squadre che restano fedeli negli anni agli stessi colori e da questo punto di vista apprezzavo il San Giorgio per il continuo ricorso alle divise giallo-nere, peraltro già indossate nell’esordio contro il Cutrofiano. Anche la squadra tarantina, però, mi delude passando ad un’inedita maglia bianca.

Sono, però, confermati i nomi “informali” presenti sui numeri: Titti, Sissi, Amy, Ciccia…

Sembrano le maglie della squadra di una ludoteca per l’infanzia… Mi aspetto da un momento all’altro di veder scendere sul parquet Titti il canarino, la Pantera Rosa, Pippi Calzelunghe…

Una nostra giocatrice va in “Paste!” durante il riscaldamento; prendiamo la cosa a ridere, ma sarà un brutto presagio.

Primo set

E’ un brutto presagio anche l’ace realizzato da Baldaro in avvio di partita, a cui seguiranno due tiri fuori ed un’invasione del nostro attacco (0-4).

Otteniamo il cambio palla soltanto grazie ad un errore della riccioluta banda sangiorgese e poi ci rimettiamo in carreggiata con una fucilata del Koala, che, come Superman, ogni tanto si spoglia degli abiti di alzatrice e indossa quelli di opposto (3-4).

Simona Mucci vanifica un miracolo difensivo di Giorgia, osserva due errori in attacco delle nostre e poi piazza altri due colpi (3-9).

Dopo il primo tempo di Giannuzzo, l’Oria sprofonda nell’abisso.

Si apre una fase sconcertante in cui prima Simona-di-metallo e poi, soprattutto, Giannuzzo fanno scempio della nostra ricezione. Per 4 volte l’ace è diretto, ma anche negli altri casi abbiamo serie difficoltà a costruire un contrattacco decente. Gli unici nostri punti sono 3 errori ospiti, inclusa una doppia e un’invasione.

Coach Marcello chiama un timeout e inizia con le parole che hanno reso celebre un noto personaggio di Avetrana: “Prima cosa…” (sorvoliamo sul seguito).

In pratica, l’Oria è scomparso.

Per certi versi compare poco anche il San Giorgio, che si limita a servire bene e a schiacciare quei palloni vaganti e mollicci che per avventura riescono a superare la rete. La povera Loria, entrata al posto di Della Queva per fare un po’ di esperienza, non rientrerà in panchina con la maglia molto sudata.

Nanna spezza l’assedio sul 7-22, ma Imperiale incrementa il proprio bottino personale e l’ace di Baldaro è la degna chiusura di un parziale cominciato nello stesso modo (9-25).

Secondo set

Speriamo di esserci messi alle spalle un incubo.

L’attacco di Nanna e il pallonetto di Pocahontas lasciano ben sperare (3-1), ma due bolidi di Mucci e un ace di Della Queva soffocano i prematuri entusiasmi.

Pallonetto della palleggiatrice-opposta Stefania ed è l’ultima volta in cui siamo in vantaggio (5-4), perché le centrali ospiti, Giannuzzo e Leone, danno al set un orientamento definito (6-8).

In questo parziale le bocche di fuoco sbagliano poco; Ivana e Simona, in particolare, riescono a mettere tre palloni a terra ciascuna. Ma in ricezione continuiamo a ballare e la formazione tarantina tiene saldamente in pugno la partita.

La prima accelerata la danno Baldaro (ace), Leone (muro) e Mucci (mani-fuori): 8-13.

Simona Minetti trova l’ace (11-14), ma un attacco di Mucci ed una bordata di Imperiale spengono ogni velleità residua (11-17).

Quando il giovane opposto sangiorgese va a servire sono altri dolori, con Leone, Baldaro e Della Queva in evidenza (15-24).

La palleggiatrice ospite è davvero come il vino: più passa il tempo, più migliora.

Il set termina con una nostra battuta sulla rete (17-25).

Anche il servizio sarà oggetto di statistiche poco edificanti a fine partita: 2 ace e 10 errori.

Terzo set

Dopo un agitato intervallo in cui la squadra sembra il PD al congresso provinciale di Taranto, scende sul parquet Annacarla.

Scambio di colpi tra le centrali Leone e Daniela, ma il San Giorgio prende subito il largo con una Simona-di-metallo che questa sera deve vantare percentuali estremamente positive (3-6). I suoi punti, a fine partita, saranno 14, mentre nessuna oritana raggiungerà la doppia cifra.

Ivana, comunque, riesce a mettere palloni a terra e il punteggio, per ora, rimane nei limiti della decenza (9-12).

Il San Giorgio si limita a controllare l’incontro senza infierire ed incassando i numerosi errori delle padrone di casa (30 errori-punto nell’intera partita a fronte di 23 punti realizzati).

Sull’11-21 c’è lo scatto d’orgoglio delle furie rosse: pallonetto di Nanna e muro di Giulia.

Imperiosa Imperiale ed è 13-22.

Daniela spinge a terra una ricezione lunga delle avversarie, ma poi sbagliamo il servizio (15-23).

Attacco e pallonetto di Ivana con doppia delle ospiti nel mezzo; stiamo salvando il decoro (18-23).

Il decoro va a farsi benedire con un altro servizio sbagliato nel momento meno indicato e poi tiriamo fuori campo anche il primo tentativo di annullare i numerosi match-point a disposizione delle ragazze di coach Spinosa (18-25).

Finisce così una partita disastrosa.

Beh, ogni anno c’è sempre una prestazione indecente anche per le squadre più forti (tranne l’Arzano dell’anno scorso). Diciamo che ci siamo tolti il pensiero. Ci siamo giocati il jolly.

I giornalisti sportivi che danno i voti ai calciatori sono soliti non attribuire valutazioni ai portieri che sono rimasti inoperosi per tutta la partita. “Senza voto” scrivono: non è stato impegnato da alcun tiro in porta; impossibile esprimere un giudizio.

Allo stesso modo, non mi sento in grado di dare una valutazione al San Giorgio, che questa sera sembra aver disputato più che altro una sessione di allenamento. Giudichiamo il San Giorgio per quello che gli abbiamo visto fare al Maria Pia nelle scorse settimane: una squadra che a me sembra molto equilibrata, duttile tatticamente, determinata caratterialmente, completa in tutti i reparti, diligente in tutti i fondamentali.

Mucci, Della Queva e Leone sono di categoria superiore. Imperiale mi sembra una ragazza molto molto interessante (la ripetizione del “molto” non è un refuso), una brillante speranza della pallavolo tarantina.

Speriamo per le gialloblu, le ex-gialloblu, che sia l’anno buono per puntare ad obiettivi elevati.

Tornando all’Oria, c’è un problema aggiuntivo. Un giallo.

Potremo mangiare lo stesso i panzerotti fatti in casa Cozzetto? Trascorro attimi di angoscia. Minuti che sembrano non finire mai.

I panzerotti arrivano e subito si diffonde un odore paradisiaco nei corridoi del palazzetto, ma la porta dello spogliatoio brindisino ancora non si apre.

“La riunione sta durando più di quanto è durata la partita…” – commentano parenti e amici.

I minuti scorrono ancora e a me sorge un dubbio maligno: non è che cu’ ‘a scusa d’ ‘a riunione i panzerotti se li stonn’ a màngiane tutt’ loro?!

Ma mi sbaglio: le porte del paradiso si aprono e i panzerotti vengono condivisi. E sono l’unica consolazione di una serata da dimenticare.

Mamma Cozzetto, la migliore in campo.

Tabellino: Oria-San Giorgio Ionico 0-3 (9-25,  17-25,  18-25)

New Volley Oria: Carone NE, Votano NE, Cozzetto 0, Gallo Ingrao 8, Peluso NE, Guacci 2, Basile 3, Minetti 4, Nannavecchia 4, Bianco NE, Lonoce 2, Mastria (L) – All. Presta.

Muri-punto 3, aces 2, errori in battuta 10.

Punti fatti 23 (media-set: 7,6) errori-punto 30 (media-set: 10).

Volleyball Players San Giorgio: Loria 0, Carmignano NE, Della Queva 2, Baldaro 7, Imperiale 7, Giannuzzo 7, Mucci 14, D’Amicis NE, Leone 8, Giacobino NE, Bruno (L) – All. Spinosa.

Muri-punto 5, Aces 10, errori in battuta 7.

Punti-fatti: 45 (media set: 15), errori-punto 21 (media-set: 7).

“Fette di torta” su 119 scambi: PF San Giorgio 37,8%, EP Oria 25,2%, PF Oria 19,3%, EP San Giorgio 17,7%.

Arbitri: Francesca Morleo e Dario Murra.

Altri risultati: Nardò-Galatina 3-2, Brindisi-Presicce 2-3, Ugento-Spongano 3-1, Collepasso-Mesagne 2-3, Casarano-Trepuzzi 3-1, Cutrofiano-Tempesta TA 3-0.

Classifica: Mesagne e Cutrofiano 10; Presicce 9; San Giorgio e Galatina 8; Collepasso, Nardò e Ugento 7; Casarano 5; Tempesta TA, Brindisi, Spongano e Trepuzzi 3; Oria 1.

Trofeo Memorial Bin Laden (multe in euro): Nardò 246,00; Brindisi 35,00; tutte le altre 0,00.

Molti provvedimenti individuali, ma nessuna sanzione economica per le società.

Prossimo turno: Galatina-Oria, domenica 13 novembre, ore 18.00.


ORIA-NARDO’ 2-3

30 ottobre 2011

Sabato 29 ottobre 2011 – ore 18.30

Che rabbia! Che peccato!

Partita dai due volti quella in cui si sono affrontate Oria e Nardò per la terza giornata di campionato. Nei primi due set un Oria travolgente, determinato, efficiente. Poi è venuto fuori il Nardò, che ha vinto nettamente il terzo set e si è imposto nel quarto con un convincente allungo finale. E infine il tie-break, che è andato avanti per scatti: prima Nardò con un mini-break, poi Oria con un maxi-break che sembrava “tombale” e poi l’incredibile finale con le ospiti che hanno ribaltato il 14-9.

Due rimonte, dunque, non una soltanto per la squadra di Gianni Dell’Anna: rimonta dei set (da 2-0 a 2-3) e rimonta al tie-break (da 14-9 a 14-16).

Eppure tutto era iniziato sotto i migliori auspici, almeno sul piano scaramantico: “fattore G” al proprio posto, acqua frizzante, una penna adeguata.

Dove abbiamo sbagliato? Forse dovremmo rimettere il cd di Vasco Rossi uscendo dalla Taranto-Grottaglie. A me sta sulle palle, ma per la causa si può fare questo ed altro.

Stefania, dal canto suo, ha riproposto la treccia dopo che la coda sciolta e il tuppetto non avevano dato gli esiti sperati.

Il Nardò sfoggia maglie, tute e borsoni amaranto, un colore (inedito per la pallavolo) che fa la sua figura. Per chissà quale ragione, i borsoni vengono collocati in tribuna e non nello spogliatoio. Non si fidano? Avranno avuto qualche brutta esperienza? E’ scaramanzia anche questa?

Formazioni.

New Volley Oria classica: Stefania Guacci in palleggio, Simona Minetti opposto, Ivana Gallo Ingrao e Maria Nannavecchia laterali, Daniela Lonoce e Giulia Basile centrali, Giorgia Mastria libero.

In panchina con coach Marcello Presta: Angela Carone, Noemi Votano, Annacarla Cozzetto, Federica Peluso e Simona Bianco, che in settimana ha portato i pasticcini dell’esordio.

Dream Volley Nardo: Annalisa Palma in palleggio, Giorgia Rollo opposto (credo…), Tiziana De Monte e Sonia Spano laterali, Ilenia Muci e Celeste Giannaccari centrali, Enrica Muci libero.

A disposizione di coach Gianni Dell’Anna: Alessandra Dell’Anna, Annalisa Bieri, Serena Calabrese, Veronica Chirivì, Valeria Stapane e Federica Buccarella.

Primo set

Il primo punto è di De Monte, ma sul 2-2 c’è un piccolo allungo dell’Oria grazie a due servizi vincenti di Stefania (4-2).

Ivana si impone a muro, ma Nardò effettua il sorprasso grazie a un parziale di 0-4 avviato da Palma con tocco di seconda e concluso da Rollo direttamente in battuta. In mezzo, i primi errori in attacco delle furie rosse.

Ace della capitana ed è nuovamente parità (8-8).

L’Oria sta giocando in modo soddisfacente: grande determinazione in difesa, molto bene a muro e attacco che punge con Maria. In questo modo passiamo nuovamente a condurre per 12-9.

Ma la grande protagonista del set è Stefania Guacci, particolarmente creativa. A un certo punto, poi, sembra aver cambiato ruolo e attacca da opposto. Giulia palleggia e Stefania schiaccia; è un nuovo schema. Si materializza il mio sogno della “squadra totale” in cui tutte sanno fare tutto.

Risulterà la miglior realizzatrice del set con ben 7 punti personali.

Le ospiti tentano di restare in partita con Spano, ma sul 14-13 l’Oria impone un break di 10-1 esprimendo volley-champagne.

Dopo un attacco vincente di Ivana va in battuta il Koala ed arriva il suo terzo ace.

“Fallo di nuovo!” – grida Annacarla da bordocampo.

E Stefania l’accontenta!

Il set lo chiude Ivana: 25-16 ed è l’Oria più bello della stagione.

Secondo set

Il momento di grazia non è finito: dopo l’intervallo le furie rosse sembrano ancora più scatenate e partono con 5 punti consecutivi (4 dei quali di Ivana, a segno di forza e d’astuzia con un bel pallonetto).

Il Nardò replica con un muro di Buccarella (subentrata a Spano), ma adesso è il momento della capitana coraggiosa, Daniela Lonoce: un muro e due primi tempi (11-4)!

Stiamo godendo.

Immagino che abbia apprezzato anche il mitico coach Scanferlato, presente in tribuna.

Quest’Oria da favola è sospinto da un pubblico mai visto prima: numeroso e chiassoso.

Mettono palloni a terra Simona e Giulia, mentre Nanna spreca qualche opportunità offensiva e si abbandona ad un moderato gesto di stizza. La nostra longilinea schiacciatrice, però, risulterà alla fine la top-scorer dell’incontro con 16 punti personali.

E che difesa! In questa fase non sta cadendo a terra neanche la polvere, tanto è vero che 7 dei primi 10 punti ospiti sono errori-punto nostri. La qual cosa può essere una nota di merito per una difesa quasi impenetrabile, ma, per altri versi, è la conferma di un vizio congenito in questo avvio di stagione: troppi sprechi in attacco. Se lo vengono a sapere Sarkozy e la Merkel, ci fanno un culo così…

Il Nardò si avvicina grazie ai colpi della Rollo (17-14), ma le brindisine sanno amministrare e si portano addirittura sul 23-15 in virtù dei palloni messi a terra da Nanna, Simona e Daniela.

Coach Dell’Anna reintroduce Spano, una mossa ininfluente sull’esito del set, ma assai influente per l’andamento dei parziali successivi. E’ De Monte, però, a rendere meno pesante il passivo neretino prima che il set si spenga per inerzia (25-19).

Terzo set

Non è il vero Nardò quello che abbiamo di fronte ed è un Oria maturato fin troppo velocemente quello che ha dominato la partita sino a questo momento. Meglio sarebbe chiudere l’incontro velocemente prima che le ospiti si riprendano e le furie rosse paghino lo sforzo straordinario profuso sino a questo momento.

L’avvio lascia ben sperare.

Si comincia, infatti, con un murazzo del Koala, un punto anomalo di Pocahontas (di pugno) ed un ulteriore blocco di Stefania, letteralmente strepitosa questa sera (5-2).

Il Nardò recupera grazie a 3 errori-punto consecutivi nostri (5-5) e poi ci riportiamo avanti con Nanna e Simona mentre la difesa centrata su Ivana e Giorgia continua a fare un buon lavoro. Validissimo anche il contributo delle centrali in fase difensiva, bisogna dire.

La sensazione è che stiamo continuando a fare tutto noi: punti per l’Oria e punti per un Nardò che non sembra in grado di rientrare in partita (10-8).

Col cavolo.

La svolta arriva adesso: le atlete amaranto cominciano col piazzare quattro colpi consecutivi (due attacchi di Rollo, un ace di De Monte e un tocco di seconda di Palma) e si portano così in vantaggio (11-12).

Le brindisine reagiscono con un primo tempo di Giulia ed un lungolinea di Maria, ma il Nardò non si lascia riprendere (12-14).

Qualcosa si inceppa nell’Oria: non difendiamo più tanto bene, il servizio è diventato un fondamentale in passivo (zero ace e 5 errori nel terzo set a fronte di 6 ace e un errore nel primo) e l’attacco è imballato. Aggiungiamo un errore di posizione e qualche malinteso in fase di costruzione e la frittata è fatta.

Il pallonetto di De Monte mette in archivio il terzo set (18-25).

Siamo ancora in vantaggio nel conto dei set, ma chi conosce la pallavolo (non io; io ci credevo ancora…) ha intuito che il vento è cambiato.

Quarto set

La partita è sempre godibile, molti scambi sono spettacolari. A spezzettare il gioco sono soltanto le continue richieste di verifica della rotazione. Quando diventerò presidente mondiale della FIVB, la prima cosa che farò sarà l’abolizione della segretezza della rotazione: o la facciamo scrivere su un tabellone oppure diamo una copia dei fogliettini alla capitane così possono controllare quando vogliono senza interruzioni e senza rotture di palle…

A proposito di capitane, continua il buon momento di Daniela: primo tempo e ribattuta su una difesa lunga (6-7).

Le nostre centrali chiuderanno entrambe in doppia cifra: 11 Daniela e addirittura 13 Giulia.

Molto bene anche Ilenia Muci sul fronte opposto: già 3 punti in questa frazione.

A metà set, nonostante l’ottima difesa delle ospiti, Nanna riesce ad andare a segno ripetutamente, ma i suoi sforzi sono vanificati da una serie di evitabilissimi errori in battuta: dal 10-9 al 15-15, in pratica, sbaglia chiunque si presenti in zona di servizio.

Giulia è in ritardo su un primo tempo, ma colpisce ugualmente la palla e ottiene un punto esteticamente discutibile. Più culo che sentimento – si usa dire a Taranto in questi casi, ma secondo la madre il ritardo era una finta per beffare le avversarie. Fatto sta che tutto quello che tocca Pocahontas questa sera diventa oro. Avremmo dovuto passarle una copia del bilancio dello Stato.

Pallonetto di Daniela ed ace di Stefania (15-15), ma il set dell’Oria finisce qui. Nardò difende meravigliosamente e in attacco non sbaglia più nulla.

In particolare, si mette in evidenza Sonia Spano, che firma 3 degli 8 punti consecutivi delle ospiti. Molto brava questa ragazza: grande elevazione, perfetta scelta dei tempi e ampio repertorio di colpi.

Nei time-out (chiesti evidentemente da Marcello) c’è un’insolita rilassatezza sul fronte neretino: le atlete sorridono, spesso ridono addirittura. Sembrerebbe quasi che Spano, oltre ad imporsi come protagonista della rimonta, racconti anche barzellette negli intervalli…

Sul 15-23, comunque, l’Oria non molla: tiro fuori di De Monte, due attacchi vincenti di Nanna dopo tre buone difese di Giorgia in un unico scambio, invasione ospite ed ace di Ivana (20-23). Non tutto è perduto!

Primo tempo di Muci ed ace di Spano. Tutto è (quasi) perduto: si va al tie-break.

Tie-break

Per noi è il primo; il Nardò ha l’abbonamento.

Prima che inizi, butto un occhio sugli spalti. I tifosi neretini hanno abbandonato i borsoni delle atlete al loro destino: se manca qualche collanina d’oro noi non ne vogliamo sapere niente…

Ma la cosa più grave è che gli appassionati tifosi dell’Oria si sono improvvisamente squagliati come gli amici latitanti di Berlusconi. Ma come?! Proprio adesso che si decide l’incontro…! Che razza di modi sono…?! Se si sono allontanati per andare a vedere Inter-Juventus, spero che retrocedano tutte e due le squadre (l’Inter per la classifica, la Juve per qualche altro scandalo) così imparano…

C’è un problema ancora più serio nell’Oria: Stefania zoppica e deve abbandonare il parquet.

Annacarla è già in campo, ma il protocollo vuole che la sostituzione venga formalizzata con l’uscita di Stefi prima dell’ingresso di Annacarla. Armato di santa pazienza, il povero Koala si alza dalla panchina, si trascina in campo, sempre zoppicando, e poi si porta nella zona della sostituzione dove riceve il cambio da Annacarla. Tutta ‘st’ammuina sulla pelle degli ammalati…

Quando sarò presidente internazionale della FIVB cambierò anche questo.

Duplice attacco di Spano, mani-fuori di Pocahontas, primo tempo ai limiti del campo di Muci, ace di Ivana e muro di Simona (5-4).

Poi c’è uno scatto del Nardò con doppietta di Muci ed ace di Spano favorito da un errore di valutazione della nostra ricezione (5-7).

Al cambio di campo, però, ci andiamo in vantaggio perché Annacarla è entrata subito in partita, Simona va a segno da posto due, Nanna da posto quattro e Daniela direttamente in battuta (8-7)!

E poi c’è anche un muro di Giulia (9-7).

Sul 10-9 la giovane centrale vive i cinque minuti pallavolistici più spettacolari ed intensi da quando è nata: primo tempo efficace e ben 3 (tre) muri-punto consecutivi!!! Un break da quattro tutto suo. Per due volte ha fermato un attacco di banda, poi si è dedicata al settore centrale. Che determinazione, che intuito, che capacità di lettura!

In settimana arriveranno per lei i contratti pubblicitari dell’Adidas e della Coca Cola; intanto concentriamoci sulla partita: siamo 14-9 e abbiamo 5 palle-match a disposizione.

Dunque, tra noi e la prima vittoria stagionale c’è solo un pallone da mettere a terra.

Il cambio-palla lo ottiene Rollo (14-10). Poco male; adesso loro servono e noi contrattacchiamo. Basta una palla a terra.

Va fuori il primo attacco; va sulla rete il secondo (14-12).

Se questa palla, questa dannata e fottutissima palla, non vuole essere messa a terra da una nostra attaccante, può andar bene anche una battuta sbagliata. Non ci offendiamo.

Ma Rollo non sbaglia e Spano azzecca il lungolinea (14-13).

Il copione, lo stesso, identico copione – ahimé – si ripete per altre tre volte: Rollo ha la mano ferma, noi – se non altro – non facciamo cacate in ricezione, ma non riusciamo comunque ad andare a segno dalla banda presidiata da Ivana, Nardò rigioca e Spano lancia saette con grande sangue freddo e grande precisione. Nardò annulla l’ultima palla-set (14-14), sorpassa (14-15) e vince (14-16).

La migliore rotazione loro contro la peggiore nostra. La colpa è pure di Annacarla: invece di insistere su Ivana avrebbe dovuto passare la palla a Silvietta o a Lucrezia in tribuna…

La rotazione sfortunata, comunque, serve a spiegare soltanto l’ultimo atto, non la totalità dell’incontro.

L’ultima volta che avevo visto giocare il Nardò era stato cinque anni fa. Era una squadra molto aggressiva e coriacea allora; lo è ancora adesso. Merita solo applausi per aver creduto e per aver costruito questa splendida rimonta (che, come abbiamo visto, è una rimonta fatta di più rimonte).

L’Oria conquista il primo punto, esprime per due set una pallavolo di ottimo livello, ma si mangia le mani per la grande occasione sciupata. Ed è in fondo alla classifica.

Tabellino: Oria-Nardò 2-3 (25-16,  25-19,  18-25,  20-25,  14-16)

New Volley Oria: Carone NE, Votano NE, Cozzetto 0, Gallo Ingrao 14, Peluso NE, Guacci 11, Basile 13, Minetti 6, Nannavecchia 16, Bianco NE, Lonoce 11, Mastria (L) – All. Presta.

Muri-punto 10, aces 10, errori in battuta 12.

Punti fatti 73 (media-set: 14,6) errori-punto 43 (media-set: 8,6).

Dream Volley Nardò: Dell’Anna NE, Bieri NE, Muci I. 10, Calabrese 0, Chirivì NE, Rollo 12, Buccarella 2, De Monte 11, Palma 4, Spano 15, Giannaccari 4, Muci E. (L) – All. Dell’Anna.

Muri-punto 2, Aces 9, errori in battuta 6.

Punti-fatti: 58 (media set: 11,6), errori-punto 29 (media-set: 5,8).

“Fette di torta” su 203 scambi: PF Oria 35,9%, PF Nardò 28,6%, EP Oria 21,2%, EP Nardò 14,3%.

Arbitri: Cesare Mazzotta e Dario Murra.

Altri risultati: Tempesta TA-Trepuzzi 1-3, Presicce-Collepasso 2-3, Mesagne-Cutrofiano 3-2, Spongano-Casarano 3-0, San Giorgio-Brindisi 3-1, Galatina-Ugento 3-1.

Classifica: Mesagne 8; Cutrofiano, Galatina e Presicce 7; Collepasso 6; Nardò e San Giorgio 5; Ugento 4; Tempesta TA, Trepuzzi e Spongano 3; Casarano e Bribndisi 2; Oria 1.

Trofeo Memorial Bin Laden (multe in euro): Nardò 246,00; Brindisi 35,00; tutte le altre 0,00.

Brindisi raccoglie la sfida lanciata dal Nardò e conquista, …cioè perde, i primi 35 euro del campionato: un isolato tifoso ha minacciato e insultato l’arbitro.

Prossimo turno: Oria-San Giorgio, domenica 6 novembre 2011, ore 18.00.


UGENTO-ORIA 3-0

24 ottobre 2011

Domenica 23 ottobre 2011 – ore 18.00

E’ la prima delle 9 trasferte in provincia di Lecce che ci attendono quest’anno ed è anche il primo incontro domenicale. Se ho fatto bene i calcoli, il sabato quest’anno sarà l’eccezione (6 partite su 26).

Il punto di incontro tra la componente oritana e quella tarantina è il rinnovato bar di fronte al Municipio, dove qualcuno ha provveduto a fare scorta di cioccolata. Qualcuno della componente oritana.

Il mondo è preoccupato dall’esaurimento dei giacimenti di petrolio e dalle sue conseguenze economiche, energetiche e geopolitiche; nella New Volley le priorità sono altre: finché c’è cacao c’è vita.

Soltanto il coach è teso: ha subodorato quella che è solito definire un’atmosfera da gita di Pasquetta.

Prima di partire c’è un riepilogo degli incontri disputati in settimana. L’Oria, come è noto, è una squadra molto giovane: Giulia, a 17 anni, fa già parte del gruppo delle esperte e in totale le minorenni sono 8 su 13. Ma, con l’eccezione di Giulia e Maria, si tratta di minorenni “molto minorenni” al punto che alcune di loro devono dividersi tra serie C, Under 18 e finanche Under 16. La loro agenda è fitta come quella dei processi di Berlusconi e non c’è legittimo impedimento che tenga.

Non ero mai stato a Ugento. Il palazzetto, grigio ed anonimo all’esterno, è un vero gioiellino all’interno. E’ un palazzetto da serie A e bisogna dire che anche l’organizzazione della società meriterebbe ben altre categorie.

In tanti anni di trasferte trovo, inoltre, l’unico bagno in cui l’erogatore di sapone liquido non è vuoto dagli anni Settanta.

Su una curva c’è uno striscione gigantesco degli ultras locali. E’ la stessa curva – mi viene spiegato – da cui cinque anni fa venne lanciata un’attestazione di affetto a Truciolina.

Formazioni.

Le padrone di casa faranno esordire l’ultimo acquisto, la brasiliana Buccini. Proprio cu’ nuje… No’ potèvan’ aspettà ‘n’atra sett’mane…?

Coach Fabrizio Gloria schiera Ancora in palleggio, Zappa opposto, Vantaggiato e Buccini laterali, Piscopo e Frasca centrali, Sanasi libero.

Ricordo quest’ultima come libero del Nardò cinque anni fa; Demelza è uno dei miei liberi preferiti di tutte le catogorie regionali, nazionali e internazionali.

In panchina: Fingi, Congedi & Congedi, Leopizzi, Milano e Barba.

L’Oria risponde con Guacci in palleggio, Minetti opposto, Gallo Ingrao e Nannavecchia laterali, Lonoce e Basile centrali, Mastria libero.

Fanno compagnia a mister Presta: Carone, Votano, Cozzetto e Bianco.

Primo set

Otto errori-punto nei primi dieci scambi sono un indicatore di scarsa qualità tecnica dell’incontro, che effettivamente fatica a decollare nonostante la buona prova di Valentina Zappa, l’unica che sta mettendo palloni a terra con una certa determinazione (5-5).

Dopo un ace di Ivana, sono proprio due errori consecutivi in attacco delle nostre a permettere all’Ugento la prima fuga. Una fuga poi legittimata dai colpi di Vantaggiato e Zappa (10-6).

Il time-out di Marcello è utile a dare una scossa: pipe di Ivana, ace di Daniela e attacco vincente di Nanna dopo un primo tempo di Frasca (11-9).

Ugento, però, beneficia di un altro break, avviato e concluso da una prolifica Zappa (15-9).

Si sbloccano Buccini e Piscopo; il parziale appare compromesso (17-10) dato che l’Oria è generoso in difesa, ma in attacco presenta percentuali non lusinghiere.

Nei primi 27 scambi abbiamo fatto 10 punti, ma soltanto 2 su azione; il resto sono 2 ace e 6 gentili omaggi delle padrone di casa.

Stefania punta allora sulle centrali (bel pallonetto di Giulia) e sul proprio mitico servizio. Aggiungendo un ace di Pocahontas e un muro di Ivana abbiamo ridotto lo svantaggio (18-15).

L’Ugento sembra in grado di controllare il set e si riporta a +5 (diagonale di Zappa per il 20-15), ma qui entra in gioco il grande cuore delle furie rosse: attacco Simona, attacco Maria, palla appoggiata astutamente dal Koala e doppio ace di Ivana. Pareggio (20-20)!

Il secondo servizio vincente è un po’ contestato, ma mentre il nostro coach aveva già iniziato uno sproloquio sul tema “L’importanza di non sbagliare servizi nei momenti topici dei set”, l’arbitro vede il pallone dentro i limiti del campo.

Va fuori, invece, il primo tempo delle salentine e Oria si ritrova in vantaggio: 20-21!

Non stiamo giocando bene – bisogna essere onesti – ma stiamo valorizzando al massimo alcune risorse, in particolare la battuta (già 6 ace fino a questo momento).

Purtroppo, però, sul più bello viene fuori un difetto che già ci era costato un set (e un punto) contro il Collepasso: la mancanza di cattiveria nelle fasi decisive. La difesa è aggressiva e permette ad alcuni scambi di sopravvivere a lungo, ma gli attacchi rovinano tutto: uno finisce sulla rete e due fuori dal campo. La doppia del Koala offre all’Ugento 3 set-point (24-21).

Il primo va fuori e il secondo è annullato dalla replica della magia di Stefania, che beffa nuovamente la difesa leccese con un pallone appoggiato ai limiti del campo (24-23).

E’ una fast di Frasca a risolvere il parziale e a fermare le palpitazioni (25-23).

Secondo set

Molti errori su entrambi i fronti anche in avvio del secondo set, che pure era iniziato con un gustoso pallonetto di Ivana.

L’opposto ugentino continua a martellare, anzi a… zappare (ahahah) la nostra difesa e Vantaggiato sta venendo fuori prepotentemente, dimostrando di provenire da una categoria superiore.

La formazione di casa è ancora piuttosto fallosa e imprecisa, ma dalla metà del secondo parziale in poi correggerà la mira e l’incontro prenderà una direzione molto più definita.

Nonostante le vuvuzele dei giovani tifosi locali, l’Oria attraversa un buon momento: ricezione sveglia, muro-difesa impeccabile, grande generosità. Giorgia si conferma un libero affidabile nonostante le 15 partite che gioca ogni settimana.

Anche l’attacco risulta più efficace: Simona azzecca diversi mani-fuori e Nanna mette giù un bel lungolinea ed una diagonale perentoria.

Grazie a un muro di Giulia e ad un attacco di Ivana (la realizzatrice più costante dell’Oria) siamo ancora in parità (15-15).

La sensazione, però, è che siamo aggrappati alla partita, che ci stiamo facendo trascinare senza gestirla come vorremmo. Come direbbe l’allenatore di basket, Phil Jackson, stiamo permettendo alla partita di giocare con noi senza essere noi a giocare la partita (1).

A un certo punto la partita ci scarica e l’Ugento procede all’asfaltatura. Break di 8-2 diviso in due fasi: nella prima è brava Vantaggiato ad andare a segno (19-15), nella seconda siamo noi ad essere autolesionisti con due battute e due attacchi sbagliati (23-17).

Simona riesce a tenerci a galla (23-19), ma Vantaggiato ci sorprende con un bel lungolinea e poi sembra che Frasca abbia l’esclusiva del punto finale mediante fast (25-20).

Terzo set

Nel terzo set l’Oria evapora. C’è davvero poco da raccontare per quello che ci riguarda.

Dovremmo elencare i punti dell’Ugento, ormai costante in attacco, reattivo con una difesa centrata su Demelza e particolarmente insidioso anche in battuta (3 ace) e a muro (Congedi, Ancora e Barba).

Si segnala, in particolare, un giro in attacco della Congedi, condito da ben 4 punti.

Partiamo da 5-0, reagiamo con Ivana (6-3), ma il successivo break di 8-1 chiude sostanzialmente la partita (14-4). La deriva sarà scandita da un punto brindisino ogni 2/3 delle atlete di mister Gloria, così da arrivare al 25-10 finale.

Due note positive, a mio avviso: la prestazione di Stefania, che palleggia, realizza un ace, schiaccia da opposto sul 19-6 e rischia di scrafagnarsi su un tabellone per correggere una ricezione imprecisa sul 23-9.

La seconda nota positiva è l’esordio di Simona Bianco, classe ‘97, che entra sul 19-7, è costretta ad attaccare in bagher il primo pallone, non sbaglia il servizio e sostanzialmente regge bene l’impatto con un incontro ormai segnato.

A fine partita notiamo strani movimenti di denaro nell’ambito della nostra squadra. Data la minore età non possiamo menzionare chi ha dato; possiamo però rivelare il nome di chi ha ricevuto: Mino, l’unico presidente che viene pagato dalle giocatrici. Approfondiremo lo scoop nelle prossime settimane…

In conclusione, l’Ugento si riscatta dalla sconfitta di Nardò mentre l’Oria resta ancora a zero punti in classifica, in attesa di incontrare proprio il Nardò.

L’incontro di oggi può essere considerato un difetto di crescita per una squadra tanto giovane, un’esposizione spietata dei problemi tecnici e caratteriali delle furie rosse. O magari, un’utile lezione di cui fare tesoro.

Dimenticavo una nota positiva che non va sottaciuta: non abbiamo fatto figure di cacca in occasione del minuto di silenzio. Sembra scontato, ma alla luce dell’esperienza della Palafiom Taranto (libero che si avventa sul pallone urlando) non lo è.

Tabellino: Ugento-Oria 3-0 (25-23,  25-20,  25-10)

Alpak Ugento: Vantaggiato 12, Zappa 10, Buccini 6, Fingi NE, Congedi C. 5, Leopizzi NE, Piscopo 2, Frasca 6, Ancora 2, Milano 0, Barba 1, Congedi A. NE, Sanasi (L) – All. Fabrizio Gloria.

Muri-punto 4, Aces 4, errori in battuta 4.

Punti-fatti: 45 (media set: 15), errori-punto 19 (media-set: 6,3).

New Volley Oria: Carone NE, Votano NE, Cozzetto NE, Gallo Ingrao 11, Guacci 5, Basile 4, Minetti 5, Nannavecchia 7, Bianco 0, Lonoce 2, Mastria (L) – All. Presta.

Muri-punto 2, aces 9, errori in battuta 9.

Punti fatti 34 (media-set: 11,3) errori-punto 30 (media-set: 10).

 “Fette di torta” su 128 scambi: PF Ugento 35,2%, PF Oria 26,6%, EP Oria 23,4%, EP Ugento 14,8%.

Arbitri: Rocco Bolognino e Andrea Scarnera.

Altri risultati: Trepuzzi-Presicce 0-3, Tempesta TA-Mesagne 1-3, Brindisi-Nardò 3-2, Casarano-Galatina 3-2, Collepasso-San Giorgio 2-3, Cutrofiano-Spongano 3-0.

Classifica: Cutrofiano, Presicce e Mesagne 6; Ugento, Galatina e Collepasso 4; Tempesta TA e Nardò 3; Casarano, Brindisi e San Giorgio 2; Oria, Trepuzzi e Spongano 0.

Trofeo Memorial Bin Laden (multe in euro): Nardò 246,00; tutte le altre 0,00.

La prima fuga è del Nardò: 246 euri per aver utilizzato un segnapunti non tesserato. In risposta all’ammenda, la società neretina ha minacciato di delocalizzare il servizio in Romania (un segnapunti si collegherà in teleconferenza con il tensostatico).

Prossimo turno: Oria-Nardò, sabato 29 ottobre, ore 18.30.

 

NOTE:

(1) Cfr. JACKSON, P., Basket & Zen, Libreria dello sport, Milano, 2005, pag. 199.


ORIA-COLLEPASSO 1-3

16 ottobre 2011

Sabato 15 ottobre 2011 – ore 18.30

La prima partita di un campionato ha sempre un fascino particolare. Dopo le scelte di mercato, gli allenamenti estivi, le analisi del potenziale delle avversarie, arriva un momento della verità. Non “il” momento, ma “un” momento.

La prima di campionato, infatti, può anche essere fuorviante: magari vinciamo 3-0, ci montiamo la testa e poi, con lo scorrere delle settimane, scopriamo di aver battuto l’unica squadra più cessa di noi; magari perdiamo 3-0, ci deprimiamo e poi scopriamo di aver perso contro una formazione destinata a filare dritta in B2 senza perdere neanche un set.

A parte questi piccoli dettagli, però, è innegabile che l’esordio sia sempre un momento emozionante. Si sciolgono molti dubbi. Quanto siamo forti? Abbiamo fatto bene a puntare su certe giocatrici piuttosto che su altre? Siamo degni di questa categoria? Dove possiamo arrivare? Chi siamo veramente? La vita ha un senso? La nostra immaginazione è riuscita a cogliere l’ordinamento del tutto o è stata una mera interpretazione soggettiva dell’universo? Berlusconi spende di più per le mignotte o per i deputati? Perché la Commissione di Garanzia del PD ha sospeso Filippo Penati un mese dopo lo scandalo di Sesto San Giovanni e ha fatto finta di ignorare Alberto Tedesco, che è indagato da quando è nato?

Più semplicemente: Stefania servirà ancora come Kazyiski? Giulia ha imparato a fare le fast? Riusciremo quest’anno a mangiare i panzerotti della mamma di Annacarla? Vedremo “la finta di Travica”?

L’Oria – a mio avviso – ha una risorsa, un disagio e un raccolto da coltivare.

La risorsa è la splendida alchimia che si è creata nel girone di ritorno dell’anno scorso: è una squadra che ha trovato un assetto e che è riuscita ad elevare il potenziale individuale delle singole giocatrici. E’ una squadra che ha trovato una sua personalità ben definita e che ha imparato a piacersi senza cadere nel narcisismo.

Il disagio sono le pesantissime assenze di Silvietta e di Lucrezia.

L’opposto ci lascia all’apice di una crescita tecnica straordinaria: a 18 anni era già una certezza in B2, aveva acquisito continuità ed era perfettamente integra, al punto da non aver saltato neanche un set. Gli studi la portano lontano da noi.

Studia, studia, tanto la pensione, se l’avrai, l’avrai a 95 anni…

Lucrezia era (beh, magari sarà ancora…) la bandiera della squadra: una forza della natura in campo, con medie-punti straordinarie, ed una figura di riferimento nel cosiddetto spogliatoio. Era un esempio cristallino ed è davvero un peccato che la nuova “covata” di giovani atlete non possa beneficiare di un simile modello di umanità, di professionalità e di bravura. Per ora.

Colgo l’occasione per salutarle e naturalmente per salutare anche Simona, Priscilla e Valentina.

Al loro posto – come appena accennato – c’è una “covata” di piccine. Il futuro da coltivare.

Giorgia Mastria, promossa libero titolare, e Angela Carone, opposto, si erano già presentate al gentile pubblico oritano l’anno scorso.

A loro si aggiungono Noemi Votano, ex-Manduria, e Federica Peluso, ex-vivaio Palafiom, ma non è detto che siano le uniche; per adesso mi attengo al referto.

Il roster è completato da Maria Nannavecchia, che pure è giovane ma a vederla non sembra visto che sfiora il soffitto e visto che ha fatto già un po’ di esperienza in serie C nel Ceglie, e Simona Minetti, già da tempo ben integrata nell’ambiente oritano. Ha giocato anche in B2 nell’Ostuni di coach Solombrino, sia pure con un altro ruolo.

Dovendo affrontare in questo esordio la Luna Blu Collepasso si è pensato bene di adottare le stesse tute bianche degli equipaggi Apollo, nonché – nel caso di Ivana – le scarpe da moon-walker.

Il plenilunio è stato tre giorni fa; adesso il nostro meraviglioso satellite dovrebbe essere in fase calante. Chissà se anche lo stato di forma della Luna Blu salentina sia condizionato dall’astronomia. A giudicare da quello che vedremo fra poco, non direi.

Formazioni.

La New Volley Oria schiera Stefania Guacci in palleggio, Maria Nannavecchia opposto, Ivana Gallo Ingrao e Simona Minetti laterali, Daniela Lonoce e Giulia Basile centrali, Giorgia Mastria libero.

In panchina con coach Marcello Presta: Angela Carone, Noemi Votano, Annacarla Cozzetto e Federica Peluso.

Sestetto della Luna Blu Collepasso: Loredana De Matteis palleggiatrice, Francesca Pica opposto, Katia Bonatesta e Francesca Leucci laterali, Pamela Antonino e Natalie De Benedettis centrali, e poi c’è il libero Morgana Greco.

A disposizione di mister Vincenzo Barone e di mistress Antonella Zugari Mazzeo: Sara Fachechi, Elisa Ciccardi, Roberta Pisanello e Tricarico (ca no’ saccie ‘u nome d’ battesimo piccé sus’ a ‘u site non ‘ngi stè scritt’).

Novità nei colori di maglia della New Volley (si passa dal celeste al rosso) e nella pettinatura della segnapunti Francesca. Chissà perché, nella vita di ogni ragazza con i capelli ricci, c’è sempre un momento in cui si sperimenta il liscio.

Primo set

Come vuole la tradizione, il primo servizio del campionato finisce sulla rete; per fortuna tocca alle nostre avversarie dare il via ufficialmente alla stagione. Nello specifico a Francesca Leucci (che saprà ben rifarsi, risultando la top-scorer dell’incontro).

Adesso serve Daniela.

Ace!

E poi ancora un ace!

Ecco, è questa la tattica dell’anno: colpire le avversarie a terra prima che si alzino in volo. Come l’aviazione egiziana nella guerra dei Sei Giorni. Credevo, però, che l’incombenza del set vinto con 25 ace consecutivi toccasse a Stefania, non a Daniela. Meh, va bene lo stesso.

Sul 3-0 il sogno dell’ace perpetuo viene bruscamente spento da Bonatesta e Pica, che riportano subito il match in parità.

Bene Ivana, con due attacchi, e vantaggio brindisino incrementato da Simona dopo un bolide di Leucci.

Sull’8-6 il gioco non viene fermato dal time-out tecnico. Sigh… E’ dura abituarsi…

Nanna fatica un po’ ad entrare in partita mentre Pica, smarcata splendidamente da De Matteis, firma il sorpasso (8-9).

Il ritmo è elevato e la partita godibile.

Sul 14-14 va in battuta Ivana: due servizi vincenti consecutivi e torniamo in vantaggio (16-14)!

Bene anche Giulia con un primo tempo, ma la giocatrice più prestigiosa del Collepasso, Pamela Antonino, inizia ad affondare i suoi colpi e la partita ritorna in equilibrio (18-18).

Le ospiti continuano ad essere fallose in battuta, ma, dopo una strepitosa pipe della scatenata Ivana, siamo noi a commettere qualche errore di troppo in attacco (20-23).

Il Koala prova a rimediare sfruttando la buona serata di Giulia e di Daniela; le centrali non deludono, ma Pica è efficace da posto due e Bonatesta completa l’opera con un attacco difeso male dalle padrone di casa (22-25).

Secondo set

Primo tempo di Pocahontas e macigno scagliato dalla mancina Leucci.

Bene Minetti dalla banda, poi Giulia inaugura un turno in battuta particolarmente efficace (e coronato da un ace). In questa fase c’è anche il primo muro dell’incontro: Maria Nannavecchia.

Siamo 5-1 e possiamo ben dire che la reazione dell’Oria c’è stata.

Collepasso incassa, ma non si abbatte mai. In questo parziale si segnalano le giocate della palleggiatrice Loredana De Matteis, che per ben quattro volte appoggia il pallone nel cuore della nostra difesa. Beffandoci sistematicamente.

Il servizio, comunque, continua ad essere un’arma ben sfruttata dall’Oria (Ivana, Giulia e Stefania); i muri continuano (Giulia e Daniela) e Simona è in piena trance agonistica (sei attacchi vincenti in questo parziale).

Ottimo il muro-difesa brindisino e bella prova di Giorgina in ricezione. Le leccesi la puntano servendo lungo, ma la nostra creatura non sbaglia valutazioni e decide opportunamente di prenderle tutte.

Con il citato ace del Koala, che grazie al nuovo numero 8 torna ad essere anche Cangur-otto, andiamo sul 17-11.

Coach Barone effettua dei cambi (Pisanello e Tricarico), ma l’ispirata De Matteis preferisce continuare a fare tutto da sola ed è proprio l’alzatrice ad agguantare il pareggio (19-19).

Un secondo tocco lo piazza anche Stefania, aiutata dal nastro (21-20), ma Pisanello ed una palla appoggiata lunga ribaltano pericolosamente la situazione (21-22).

Due errori in attacco delle avversarie, con contorno di proteste, e un po’ di culo (ace di Pocahontas con palla nuovamente smorzata dal nastro) consentono all’Oria di giocarsi un set-point (24-22).

E’ uno scambio infinito e palpitante. Dura più il set-point del set stesso… Alla fine, comunque, è Simona a scaricare sul parquet avversario il pallone che vale il pareggio: 25-22 ed equilibrio nei set (1-1).

Bella partita; brave tutte.

Terzo set

Muro di Giulia in avvio ed errori ospiti in continuità con la conclusione del parziale precedente; si parte dal 4-2, ma poi c’è il primo muro-punto di Antonino (4-4).

Strano che si fosse fatto attendere così tanto. Sono sette anni che seguo la pallavolo e sono sette anni che questa centrale mette i bastoni fra le ruote alla mia squadra del cuore (prima la Palafiom, adesso l’Oria). Ricordo, in particolare, le sfide epiche contro il Tuglie.

Grande tecnica, grande carattere; in serie C è la centrale perfetta. Un lusso per la categoria.

Dopo il muro, scocca l’ora delle fast, poi degli attacchi di Leucci e poi degli errori offensivi oritani: il break è pesante (0-6).

Qualche regalino, però, lo riceviamo anche noi e Giulia e Nanna fanno il resto. Parità riconquistata prima del previsto: 11-11.

Stefania trova l’angolino incustodito del posto cinque (13-13) e Simona la imiterà più tardi (16-18), ma l’Oria è troppo discontinuo mentre le bocche di fuoco del Collepasso si alternano senza pause: Pica, Bonatesta e Leucci incrementano il bottino leccese; Pisanello si guadagna la conferma sul parquet con un primo tempo ed un bel pallonetto.

Quattro errori-punto oritani negli ultimi 10 scambi pesano sul risultato finale e a poco serve l’amicizia instaurata questa sera con il nastro (ace di Daniela). E che comunque ci auguriamo possa essere duratura…

Vince Collepasso 19-25.

Quarto set

Anche nel quarto parziale l’avvio delle ragazze di coach Presta è frizzante: Simona, Maria e Daniela ci portano sul 4-0.

Antonino conclude con un primo tempo l’ennesimo, spettacolare scambio-maratona, ma il vantaggio viene puntellato da un neutrino scagliato da Ivana e da un blocco di Daniela su una ricezione lunga (9-6).

Leucci ci lascia un ricordino per ogni scorrimento di posizione in prima linea, ma per noi questo è il set di Maria Nannavecchia (6 punti per lei): l’opposta brindisina replica ai colpi leccesi, si pone come valida alternativa d’attacco a Ivana e Simona (che comunque stanno ancora mettendo palloni a terra) e chiude un break da quattro punti che ci innalza sul 22-17.

Il set sembra essere nelle nostre mani e la partita è riaperta, ma il Collepasso non sembra essere d’accordo.

Coach Barone, nel frattempo, ha reintrodotto De Benedettis.

Mentre rincorre un pallone ai limiti della tribuna, Bonatesta esclama “Mamma mia!” e appoggia in bagher all’indietro.

E’ la seconda volta in vita mia che in questo tipo di situazione non sento espressioni da scaricatori di porto aventi solitamente ad oggetto parti genitali maschili o antichi mestieri femminili preceduti da aggettivi non lusinghieri. Segnaleremo la schiacciatrice collepassese per il premio fair-play.

Nel frattempo le ospiti hanno recuperato tutto lo svantaggio e questa volta senza l’aiutino degli errori-punto oritani: Pica in pallonetto, De Matteis in battuta, De Benedettis dal centro, Bonatesta da posto quattro.

Il primo match-point (23-24) è annullato da Nanna.

Subito dopo Stefania compie un salvataggio miracoloso e Giulia mura da sola il primo tempo delle leccesi (25-24)!

Adesso è set-point per l’Oria.

Mani-fuori di Bonatesta (25-25), che poi però attacca sulla rete: secondo match-point per le furie rosse (26-25).

Lo sprechiamo tirando fuori (26-26).

Ace di Pica e seconda palla-match per il Collepasso (26-27). La match-winner è Pamela Antonino, che piazza a terra una fast vincente (26-28).

PalaLiace violato dopo quattro vittorie interne consecutive, in B2. L’ultima sconfitta interna risaliva al 27 febbraio scorso (Oria-Lavello 2-3).

E’ un vero dispiacere restare senza neanche un punto dopo un incontro così combattuto e sostanzialmente equilibrato (e dopo aver sprecato 5 punti di vantaggio sul 22-17), ma onore al merito del Collepasso. E’ stata una bella partita, giocata a ritmi elevati e caratterizzata da tante emozioni.

Mi è piaciuta molto la prestazione delle centrali. Pocahontas, in particolare, ha chiuso in doppia cifra e si è data molto da fare anche in difesa.

Giorgia ha brillantemente superato il battesimo del fuoco: bene in ricezione, spesso anche molto precisa; qualche disattenzione in difesa, ma non si può avere tutto e subito dalla vita. A 13 anni, poi. E’ un ottimo punto di partenza.

Stefania è sempre lei: ottima regia, grande generosità. Beh, non sempre si possono fare 9 ace in una sola partita…

Grande Ivana nel primo set, grande Simona nel secondo, grande Nanna nel quarto. E’ mancata la continuità, ma anche sulle attaccanti possiamo contare.

Insomma, tendo a vedere più luci che ombre e sono certo che questa squadra si farà voler bene.

Tabellino: Oria-Collepasso 1-3 (22-25,  25-22,  19-25,  26-28)

Volley Oria: Carone NE, Votano NE, Cozzetto NE, Gallo Ingrao 12, Peluso NE, Guacci 3, Basile 11, Minetti 13,  Nannavecchia 11, Lonoce 10, Mastria (L) – All. Presta.

Muri-punto 6, aces 11, errori in battuta 8.

Punti fatti 60 (media-set: 15) errori-punto 32 (media-set: 8).

Luna Blu Collepasso: Fachechi NE, Ciccardi NE, Pisanello 4, De Benedettis 2, Bonatesta 15, Tricarico 0, Leucci 16, De Matteis 6, Antonino 11, Montinari NE, Pica 14, Greco (L) – All. Barone.

Muri-punto 4, Aces 4, errori in battuta 13.

Punti-fatti: 68 (media set: 17), errori-punto 32 (media-set: 8).

“Fette di torta” su 192 scambi: PF Collepasso 35,4%, PF Oria 31,2%, EP Collepasso 16,7%, EP Oria 16,7%.

Arbitri: Francesca Morleo e Francesco Di Maria.

Altri risultati: Nardò-Ugento 3-2, Presicce-Casarano 3-1, San Giorgio-Cutrofiano 0-3, Galatina-Brindisi 3-0, Spongano-Tempesta TA 0-3, Mesagne-Trepuzzi 3-0.

Classifica: Tempesta TA, Cutrofiano, Galatina, Mesagne, Collepasso e Presicce 3; Nardò 2; Ugento 1; Oria, San Giorgio, Casarano, Trepuzzi, Brindisi e Spongano 0.

Trofeo Memorial Bin Laden (multe in euro): In bocca al lupo e vinca il peggiore!

Prossimo turno: Ugento-Oria, domenica 23 ottobre, ore 18.00.


TERRA PROMESSA (1^ PUNTATA)

11 luglio 2011

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