Domenica 6 febbraio 2011 – ore 18.00
Un passo indietro.
Il miracolo di domenica scorsa (che poi non è un miracolo, ma è il risultato di una prestazione quasi perfetta per tecnica e carattere) non si è ripetuto e l’Oria cede la posta piena all’Accademia Benevento.
La formazione giallorossa aggiunge un’altra vittima nelle battute di caccia fuori porta ottenendo la settima vittoria su sette incontri in trasferta e scalzando il Caserta dal quarto posto in classifica.
Un passo indietro, quindi, ma non una regressione totale: è un Oria comunque migliore rispetto a quello di inizio stagione e il set vinto significherà pure qualcosa.
Insomma, consideriamolo un incidente di percorso; purtroppo, però, siamo entrati nel girone di ritorno e c’è sempre meno tempo per far coincidere i progressi con i risultati. Diciamo pure che il conto alla rovescia è iniziato.
L’indisponibilità di Giulia proprio la domenica successiva ad una delle più brillanti prestazioni della nostra giovane centrale non ci voleva, anche in considerazione delle precarie condizioni fisiche di Simona. Coach Marcello inventa una soluzione creativa spostando Lucrezia nel ruolo di centrale d’attacco.
Formalmente la stella di Oria è centrale; di fatto è come se fosse un “posto quattro accorciato”, ossia a distanza ravvicinata dalla palleggiatrice. Un martello centralizzato. E’ uno stratagemma che darà buoni frutti visto che Lucrezia risulterà anche stasera la miglior realizzatrice della partita.
L’Icost scende in campo con Stefania Guacci in palleggio, Silvia Mastandrea opposto, Ivana Gallo Ingrao e Valentina De Tommaso di banda, Lucrezia Liace e Daniela Lonoce centrali, Priscilla Pisani libero.
Coach Marcello Presta porta in panchina Giulia Basile solo come atto di presenza, Simona Leone con una caviglia e mezza, Annacarla Cozzetto nella sua integrità e due creature che messe insieme hanno 26 anni: Giorgia Mastria (oggi secondo libero) e Angela Carone.
Indossano entrambe due numeri di maglia molto maggiori delle rispettive età.
In settimana il coach ha appuntamento con la direttrice del giardino d’infanzia “Qui Quo Qua”; c’è un’interessante atleta del 2008 che è stata attenzionata dal tecnico tarantino e che potrebbe firmare un contratto con la New Volley Oria. Deve soltanto imparare a scrivere il proprio nome.
Sempre in settimana dovremmo giungere ad un accordo con il pastore del bivio per definire formalmente il protocollo d’intesa di fatto già operativo da qualche settimana: prima di ogni partita ci daremo appuntamento in un luogo stabilito; oggi ci siamo limitati a girare intorno al gregge con la macchina.
Passiamo all’Accademia Ester Benevento.
Coach Vittorio Ruscello schiera Tina Di Matteo in palleggio, Brigida Viscatale opposto, Carmen Imperato e Valeria Ricciardi di banda, Annamaria Ferrone e Rosa Principe centrali, Francesca Caggiula libero.
In panchina: Elena Pennetti, Roberta Basile ed Enrica Varricchio.
Non c’è il fotografo Renato al seguito. Meglio (alla luce del dopo-partita)…
Accademia Ester, dicevo.
In botanica si parlerebbe di innesto perfettamente ruscito: una pianta già solida e sana come l’Accademia è stata rinforzata da mezzo Centro Ester: Di Matteo, Imperato, Viscatale e Caggiula.
Sul piano tecnico c’è poco da dire: la miglior palleggiatrice, il miglior opposto, la migliore schiacciatrice e il miglior libero di tutti i tempi.
Quello a cui non avevo pensato era il risultato dal punto di vista gastronomico-dolciario, con la grande tradizione napoletana delle sfogliatelle e dei babà che sposa l’eccellenza sannita dei dolciumi al liquore. Una meraviglia. Mi sarei venduto per molto meno, ma di fronte a tanto splendore come si fa a non provare simpatia per queste magnifiche ragazze?
Tanta dolcezza è soltanto attenuata dalle modalità, invero simili a quelle usate nel racket delle estorsioni, con cui una di esse pretende di riscuotere i tre punti…
Primo set
Lucrezia sfrutta il primo scambio per dimostrare che l’esperimento del posto quattro accorciato non deluderà le aspettative, ma replica una centrale pura dell’Accademia.
E’ un set che non decolla, uno dei più loffi del campionato: molti errori, gioco frammentato, scambi che non appassionano.
La prima fuga la firmano due attaccanti della squadra giallorossa, Viscatale e Imperato; grazie ai loro colpi il passivo si fa subito pesante (4-10).
Pur senza l’aggressività e la determinazione di una settimana fa, la squadra celeste tenta la rimonta e per poco non ci riesce: ottima Daniela (a muro e in battuta) e servizio vincente di Silvietta dopo un’invasione ospite: 11-13.
In attacco ce la caviamo (c’è anche il primo punto stagionale – mi pare – di Valentina), ma la difesa e la ricezione presentano qualche imperfezione; Ricciardi e Di Matteo (in battuta) ne approfittano e poi si apre una fase inguardabile della partita con 6 servizi sbagliati su 10 scambi. Da questo non onorevole punto di vista, siamo noi in leggero vantaggio.
Sul 17-21 c’è l’ultimo sforzo dell’Accademia, che si prende un set scivolato nell’inerzia: ace di Imperato fra 3 conclusioni efficaci della capitana Principe (19-25).
Ha brillato soltanto la stella di Di Matteo, impeccabile regista della formazione sannita.
Secondo set
Tutto un altro Oria e lo si vede dall’avvio strepitoso: 5-0.
Si vede anche che questo sarà il set del Koala, il nuovo soprannome della palleggiatrice celeste ispirato dalle modalità con cui costei esprime il proprio affetto alle compagne di squadra.
Dopo un attacco di Silvietta, Stefania mura un’azione offensiva ospite e poi ribatte a terra una ricezione lunga. L’azione offensiva murata doveva essere piuttosto potente visto che l’alzatrice brindisina rileva un avvenuto scambio di posto tra l’indice e l’anulare.
Questo fastidioso contrattempo non impedisce a Stefania di murare una seconda volta (insieme a Lucrezia), imitata subito dopo da Daniela (9-4).
Brigida Viscatale dimostra di possedere un’ampia gamma di conclusioni, incluse quella a pallonetto e quella di pugno, ma Lucrezia non ha messo in cantina le pipe e Ivana contribuisce a conservare il vantaggio per le padrone di casa (12-7).
Urlano le brindisine quando reputano che un’azione sia conclusa; urla anche Ricciardi che valorizza il recupero delle ospiti.
Lo scambio di grida non è molto apprezzato dall’arbitro, che invita le atlete in campo a tenere basso il volume.
Piuttosto vivace è anche il dialogo unidirezionale tra il coach e Priscilla. Così a occhio si direbbe che il tecnico reputi la prestazione del nostro libero perfettibile.
Non solo la pipe; anche il colpo di testa è un fondamentale che ormai fa parte a pieno titolo del repertorio di Lucrezia: così la nostra schiacciatrice, pardòn, centrale difende un pallone e nella prosecuzione della scambio riesce anche a schiacciare (di mano, però).
Sul 17-12 il Koala va a servire e sono altri fuochi d’artificio: due ace magnifici intervallati da un mani-fuori di Silvietta (20-12). Stefania sarà la miglior realizzatrice del set. Sento che prima della fine del campionato ci offrirà la soddisfazione di un set vinto con punti tutti suoi. Quando gioca così, yes, she can.
Imperato (muro) e Viscatale (ace) riducono il distacco, ma da buona centrale anche Lucrezia stoppa a cappuccio un attacco ospite prima di piazzare una diagonale da posizione difficile.
Ricciardi annulla una palla-set, ma poi la fortuna (del nastro) aiuta gli audaci e Lucrezia chiude il parziale realizzando il nono punto personale (sino alla fine ne farà altrettanti): 25-21.
Sì, sì, fermeremo anche l’Accademia e proseguiremo la nostra rimonta che ci porterà davanti all’Arzano nell’arco di 12 partite (prima non è matematicamente possibile). Sì!
Anche il Re della curva dà fiato alla trombetta pur senza perdere di vista le sfogliatelle e i babà affidati alla sua vigilanza data l’aria minacciosa che inspiegabilmente ho percepito nella squadra locale. Mi accusano di intelligenza con il nemico. Veramente, nel mio caso, intelligenza è una parola grossa; mi accusano di essere ‘nu skeggiàte quando sarebbe sufficiente un’occhiata al mio abbigliamento raffinato ed elegante per dimostrare il contrario.
Terzo set
Ace di Daniela. Se riprendiamo a servire come domenica scorsa è fatta. Kazinsky ci ha già contattato per prendere ripetizioni da noi (dovrebbe venire al palazzetto di Oria mercoledì).
Un ace, veramente, lo piazza anche Ferrone, ma quello che è appena iniziato sarà ricordato come il festival delle fast e a metterlo in scena purtroppo non siamo noi ma le nostre gentili ospiti. Ne ho contate 6 ma è una stima per difetto. E quando le fast riescono così bene è merito delle centrali ma anche della palleggiatrice, che questa sera detta i tempi come un metronomo e smarca le compagne come la Lo Bianco.
Una fast viene fischiata fuori, ma per le giallorosse era dentro e ne consegue qualche protesta. Per quanto erano buoni i babà, le sfogliatelle e i cioccolatini, posso garantire, con onestà, che era dentro.
L’incazzatura deve far bene alle ospiti visto che ci impongono un break di 7 punti (6-13).
Marcello introduce Simona Leone, generosa come sempre ma stasera la salute non l’accompagna.
Bene Lucrezia, Ivana e Silvietta, ma il volume di fuoco proveniente dall’altra parte della rete (per merito, in particolare, di Imperato e di Viscatale) compromette ogni speranza di avvicinamento.
Con Ivana (insidiosissima) al servizio e Lucrezia in prima linea, in verità, c’è un break di quattro punti (17-22), ma è troppo tardi; l’Accademia Ester chiude con un muro di Ricciardi ed una fast di Principe.
Quarto set
Buona partenza per le giallorosse, un po’ meno per la nostra ricezione (0-3), ma Stefania ritrova l’ispirazione offensiva e recuperiamo in fretta (3-3).
E’ l’ultimo sussulto della squadra celeste. Da questo momento in poi, infatti, le brindisine appariranno sempre più stanche e sempre meno lucide. La ricezione è in difficoltà e gli attacchi scarsamente incisivi.
Carmen Imperato inaugura una striscia da cinque punti in cui brilla un gancio-cielo (direbbe Dan Peterson) di Brigida Viscatale (3-8).
C’è un muro Stefania-Lucrezia, ma anche un muro Di Matteo-Principe, senza contare che la capitana giallorossa ha in serbo altre fast e altri primi tempi.
Il nostro martello centralizzato annulla un salvataggio miracoloso di Francesca Caggiula, libero che unisce riflessi eccezionali all’eleganza dei gesti tecnici.
Anche Silvietta recupera un pallone stendendo la mano sul parquet, ma lo svantaggio aumenta inesorabilmente.
Sul 6-14 coach Marcello reintroduce Valentina al posto di una Leonessa stanca e provata. Ha fatto quello che ha potuto, la cristiana; stasera le condizioni fisiche erano precarie.
Lucrezia va a segno da seconda linea e Ivana mette a terra due palloni; purtroppo, però, Viscatale chiude in bellezza la propria partita coronando l’ultimo set con 5 punti personali.
Ace di Ferrone e primo tempo a pallonetto di Principe (10-22).
Il parziale è virtualmente finito e i due tecnici decidono di dare spazio alle seconde linee. L’Accademia perde due babà in cambio di due goccioloni Strega: fuori Viscatale e Di Matteo, dentro Varricchio e Basile.
Nell’Oria si registra l’esordio di Giorgia Mastria, 13 anni, libero.
La piccina entra nel momento dell’orgoglio celeste, utile a ridurre uno svantaggio fin troppo vistoso: bell’attacco di Valentina e doppietta di Lucrezia, che questa sera trova nel nastro un amico fidato (13-22).
C’è il tempo per apprezzare una fast di Daniela, ma due nostri errori consecutivi consegnano la partita all’Accademia Ester (14-25).
Erano pochi gli spettatori questa sera. Se quei pochi hanno assistito al concerto neomelodico dopo la conclusione della partita, c’è da giurare che al palazzetto non verrà più nessuno fino al termine della stagione.
Eppure la cover-band di Gianni Vezzosi e di Gianni Celeste onora la grande tradizione della canzone d’autore italiana con brani forse troppo ricercati e filosofici per essere apprezzati dalla gente comune, che ormai non ha più buon gusto e si trastulla nella musica più dozzinale. Sono tempi duri per l’arte con la A maiuscola.
Noi ci abbiamo provato.
Si ringrazia la signora Wanda per le foto perfette.
Tabellino: Oria-Accademia Benevento 1-3 (19-25, 25-21, 17-25, 14-25)
Oria: Guacci 8, Cozzetto NE, Gallo Ingrao 8, Basile NE, De Tommaso 4, Lonoce 5, Mastandrea 6, Leone 0, Liace 18, Pisani (L), Mastria (2L), Carone NE – All. Presta.
Muri-punto 8, aces 7, errori in battuta 10.
Punti fatti 49 (65,3%), errori-punto avversarie 26 (34,7 %).
Accademia Benevento: Imperato 16, Pennetti NE, Ricciardi 10, Viscatale 17, Di Matteo 4, Ferrone 10, Principe 11, Basile 0, Varricchio 0, Caggiula (L) – All. Ruscello.
Muri-punto 5, Aces 7, errori in battuta 9.
Punti-fatti: 62 (64,6%), errori-punto avversarie: 34 (35,4%).
“Fette di torta” su 171 scambi: PF Accademia 36,2%, PF Oria 28,7%, EP Oria 19,9%, EP Accademia 15,2%.
Arbitri: Mauro Chiechi e Beatrice Picerno.
Altri risultati: Arzano-ASCI Potenza 3-0, Trepuzzi-San Pietro V. 0-3, Lavello-Stabia 0-3, Gricignano-Spezzano 3-0, Livi Potenza-Caserta 3-2, Battipaglia-Turi 3-0.
Classifica: Arzano 42; San Pietro Vernotico 39; Stabia 32; Accademia BN 29; Gricignano 28; Caserta 27; Livi Potenza 21; ASCI Potenza 16; Spezzano 15; Battipaglia 13; Trepuzzi 12; Turi 11; Oria 5; Lavello 4.
Trofeo Bin Laden (multe in euro): Caserta 150,00; Turi 50,00; ASCI Potenza e Oria 40,00; tutte le altre 0,00.
Tutto fermo.
Prossimo turno: Spezzano-Oria, sabato 12 febbraio, ore 18.30.

























Pubblicato da skanderblog 



























































































































