MONSIGNOR DI GRAZIO AGGREDITO DA UNA SQUILIBRATA

13 gennaio 2010

Panico nella Chiesa Madre di Montescaglioso. Mentre si apprestava a celebrare la Messa di Natale, monsignor Di Grazio è stato aggredito e trascinato a terra da una donna che aveva scavalcato la transenna. Nel parapiglia è caduto anche Tony Manero, l’assistente del monsignore, ma fortunatamente nessuno ha riportato lesioni significative.

Di Grazio ha potuto regolarmente celebrare la funzione solenne mentre Manero, nonostante una lieve contusione, ha officiato il karaoke.

Già in passato l’autrice del gesto aveva tentato di aggredire l’attuale presidente della Pallavolo Taranto, ma il servizio d’ordine era intervenuto scongiurando il peggio. Non si conoscono ancora le generalità della donna, che è di origine svizzera, ma dalle prime informazioni raccolte risulterebbe trattarsi di una ex-giocatrice del Montescaglioso.

Mentre veniva condotta in Questura, la donna ha spiegato le ragioni dell’attentato; in sostanza, ritiene di essere vittima di un’ingiustizia: al termine di una vittoria in trasferta tutte le giocatrici del Montescaglioso avevano ricevuto tre tranci di pizza capricciosa a testa; lei ne aveva ricevuti soltanto due (uno dei quali, peraltro, di semplice pizza margherita).

Ecco il motivo dell’aggressione al grido di “Voglio adesso il trancio che mi spetta!”

Gli inquirenti, però, non sono convinti della spiegazione fornita dalla donna. Il modo con cui ha superato i cordoni di sicurezza che proteggono monsignor Di Grazio non può essere frutto dell’iniziativa di una singola persona; si sospetta la complicità di altri attori.

In altre parole, adesso si cercano i mandanti.

Il pm John Woodcock ha parlato di menti raffinatissime e di potenti organizzazioni occulte che avrebbero interesse a indebolire la Pallavolo Taranto.

Non si esclude il coinvolgimento di entità straniere. In particolare si indaga sulla formazione terroristica turca dei Lupi Grigi, che avrebbe organizzato l’attentato come ritorsione per la posizione contraria all’ingresso della Turchia nell’UE espressa da alcuni membri dello staff appulo-lucano, e sui servizi segreti bulgari. E proprio la pista bulgara sembra attirare l’interesse degli inquirenti. Poche ore dopo l’aggressione, è stato perquisito l’appartamento montese di Sergei Antonov, un funzionario della compagnia aerea Balkan Air, ed è stata interrogata una giocatrice di Sofia di cui non è stato fornito il nome né una fotografia.

“Non vorremmo che la FIPAV utilizzasse la foto di gruppo con lo Slavia Sofia per danneggiarci un’altra volta…” – spiegano gli inquirenti.

Gesto isolato di una squilibrata o misterioso complotto internazionale?

Il dubbio sarà forse sciolto nelle prossime settimane. Nel frattempo monsignor Di Grazio ha già speso parole di comprensione per l’attentatrice richiamandosi ai sentimenti del perdono cristiano:

“Chess’ se n’ha sciout’ d’ capa… ‘U trancio d’ pizza s’ ‘u facess’ da’ da Tony Manero ca cud’ ve’ cercànne sembr’ occasion’ pe’ scì ret’ all’ femmine.

Ce cazz’ vol’ da me ca mangh m’ ricordo cchiù ‘u fatt’?”

NOTE:

La foto dell’aggressione a Di Grazio e quella dell’attentatrice sono tratte da www.repubblica.it; la foto di Sergej Antonov è tratta da www.big.bg.


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