Monteiasi 13 febbraio 2010 – ore 18.00
L’avevo promesso alla capitana, mia capitana.
E la capitana m’ha fatt’ ‘u bidòn…
Per capirci: l’indimenticata Silvia Buso gioca quest’anno nella Mira Orchidea Taranto. Non proprio dall’inizio dell’anno, veramente, ma da quando un’atleta della squadra jonica ha scambiato l’arbitro per il ripostiglio dei borsoni.
Una decina di giorni fa, nell’ufficio di Marcello, le promisi che sarei andato a vedere una sua partita in occasione della prima trasferta domenicale della Pallavolo Taranto. Cioè oggi. Sono testimoni lo stesso Marcello e un’amica di Silvia.
Rinuncio così ad una partita che pure sembrava interessante (Tempesta-Corsano), ma a Monteiasi, dove – per motivi che sfuggono alla mia comprensione – gioca l’Orchidea, di Silvia non c’è l’ombra.
E vabbè. Ci sarà un’altra occasione in cui noi giocheremo di domenica. Massafra-Orchidea, per esempio. Vorrà dire che in quell’occasione, per vendetta, farò il tifo per Zaby e Vale.
In realtà, nella palestra dell’Orchidea dovrebbero riprodurre una mia foto ed appenderla alla parete perché con me, un paio di anni fa, hanno battuto il Cisternino 3-0, hanno battuto il Noci 3-1 e oggi conquisteranno un punto d’oro contro la seconda in classifica.
Visto che ormai mi trovo, quindi, vedo come si mette; se mi scoccio, il Maria Pia è a venti minuti.
D’altra parte qualche motivo di interesse c’è: una centrale tarantina già “attenzionata” da squadre di categoria superiore, la cugina omonima di Michela Benefico, una vecchia conoscenza della B2 (l’ex-tugliese Annamaria Isceri) e l’allenatrice in seconda delle salentine, che è proprio carina.
Ogni squadra che si rispetti ha un cane-mascotte; alla scuola Pascoli si tratta di un barboncino bianco chiamato Chicco.
E’ buono l’avvio dell’Orchidea, che passa a condurre per 4-1 e poi distanzia addirittura la vicecapolista di 6 punti (10-4). Ottima difesa e Jole scatenata (le chiamo per nome perché è il nome che tengono scritto sulla maglia).
Sul 14-8 la reazione del Trepuzzi è spietata. Il libero locale è un po’ in difficoltà e le salentine effettuano il sorpasso: da 15-13 a 15-19.
Entra una certa Anto, che ha un fermacapelli piuttosto vistoso, come se ne ne vedono pochi sui parquet.
Nulla, comunque, rispetto a tutto quello a cui ci ha abituati Sonia negli anni…
L’Orchidea supera la fase di stallo grazie alla nuova entrata, alle azioni di Roberta e ad un favoloso salvataggio di piede della palleggiatrice Rossana (18-20); poi, però, commettono qualche errore evitabile (di quelli che fanno diventare isterici gli allenatori) e Trepuzzi si assicura il parziale (18-25).
Oltre al piede reattivo, devo dire che la palleggiatrice ha un tocco particolarmente pulito e anche una faccia simpatica. Io ci farei un pensierino per quando Ale andrà in pensione. Manine fatatine.
Il secondo set sembra la copia del primo: buona partenza dell’Orchidea (10-6), rimonta folgorante del Trepuzzi (14-16), ma questa volta le joniche non ci stanno a farsi scavalcare. E’ di nuovo parità sul 17-17 e addirittura vantaggio sul 22-20. Le salentine sembrano in grado di effettuare un nuovo sorpasso sul filo di lana (23-23), ma gli ultimi due punti sono realizzati dalla squadra di casa (25-23).
Grande Orchidea.
La partita si fa appassionante; decido di restare.
Il Trepuzzi tenta di tutelarsi dalle brutte sorprese imponendo subito il proprio ritmo nel terzo set (4-6). Molto bene Perrone e Bianco, storica bandiera di questa formazione.
Si spegne un neon. Non in senso metaforico; proprio si stuta una lampada della palestra.
L’Orchidea raggiunge il pareggio (11-11) grazie anche agli efficaci servizi di Michela Benefico (il DNA non è acqua fresca…), ma poi il set sembra prendere inesorabilmente la strada di Trepuzzi.
Sul 18-23 va in battuta Anto, che bacia il pallone prima di servire. Il gesto porta bene, ma la ragazza è al corrente di quanti microbi vaghino su quell’oggetto sferico?
Nei momenti delicati viene cercata con particolare frequenza Roberta Pindinello, che non delude le aspettative: due attacchi consecutivi e l’Orchidea resta in corsa. Annullate tre palle-set: 24-24.
Fra l’altro, oltre che brava, Roberta sembra pure una ragazza educata che sa stare al posto suo, soprattutto adesso che il clima intorno si fa incandescente. Punto Isceri e invasione Trepuzzi (25-25).
Si stuta un altro neon. Ogni mezz’ora qua si stuta un neon; se si dovesse arrivare al tie-break, ogni spettatore sarà invitato a reggere una candela accesa.
Una giocatrice ospite manda a fanculo l’arbitro e viene ammonita (26-25). Il Trepuzzi annulla la prima palla set, ma poi sbaglia il servizio e l’Orchidea ne approfitta per conquistare questo rocambolesco set (28-26)!
Le atlete locali esultano come se avessero vinto lo scudetto oltre che la partita, tanto che istintivamente stavo per andarmene. Ma si gioca ancora.
Nell’intervallo, il tecnico ospite dice cose poco gentili all’arbitro; nel frattempo ci sono più giocatrici dell’Orchidea in bagno che sul parquet.
Alla ripresa del gioco, c’è l’ammonizione per il coach salentino. E’ un po’ nervoso, in effetti; io per questa sera abdicherei in favore dell’allenatrice in seconda che in questo momento è più lucida…
Sorprendente Orchidea: continua a giocare in modo favoloso e “rischia” di prendersi l’intera posta in palio (9-5). Il set, però, è lungo e le ospiti recuperano con una Claudia Trovè implacabile dal posto due.
Anche Isceri gioca bene, sostenuta da una claque personale ogni volta che va in battuta.
Efficaci gli attacchi di Michela Benefico junior e le tarantine sono ancora in vantaggio sul 17-15.
E’ qui la svolta della partita: il Trepuzzi ribalta il risultato e va a condurre per 18-21; la reazione è affidata alla solita Pindinello, che mette a terra primi tempi a ripetizione (21-22), ma ancora più travolgente è Trové con i suoi mani-fuori. Il punto finale è di Maria Grazia Borgia (21-25).
Praticamente perfetta la prestazione del libero Zeudi Mazzotta.
Dopo il consueto via vai dal gabinetto (ma quanto pisciano in due ore ‘ste giocatrici?!), può prendere avvio il tie-break.
L’Orchidea regge fino al 5-6, poi è un monologo del Trepuzzi che domina il mini-set di spareggio e vince la partita.
Silvia me la pagherà, ma comunque mi sono divertito.










Pubblicato da skanderblog