RITRATTI: SILVIA RENNA

18 novembre 2009

CENTRALE

Nata a Campi Salentina (LE), 29 anni fa; vive a Trepuzzi (LE).

Segno zodiacale:

Leone.

Quando hai iniziato a giocare a pallavolo?

A 13 anni.

Perché proprio la pallavolo?

Non c’è un motivo particolare. Diciamo che si è trattato di un caso.

Perché proprio da centrale?

Inizialmente giocavo in posto quattro; poi, salendo di categoria, gli allenatori mi hanno impiegata praticamente in tutti i ruoli o quasi. Giocare da centrale alla fine non è stata una mia scelta. Anzi, se potessi tornare indietro, non mi dispiacerebbe giocare da opposto.

La tua carriera:

1999-’00 – Pink Volley, serie D

2000-’01 – Pink Volley, serie C

2001-’02 – Maglie, serie C

2002-’03 – Volley Tuglie, serie C

2003-’04 – Volley Tuglie, serie B2

2004-’05 – Volley Tuglie, serie B2

2005-’06 – Pallavolo Ostuni, serie B2

2006-’07 – Pallavolo Ostuni, serie B1

2007-’08 – Autoluna Salerno, serie B2

2008-’09 – Tekla Scafati, serie B2

2009-’10 – Taranto, serie B2

Cos’altro fai nella vita?

Pallavolo a tempo pieno.

I tuoi hobbies?

Nessuno. Il volley mi impegna completamente.

L’ultimo libro che hai letto:

Mille splendidi soli di Khaled Hosseini. Però non lo consiglio; troppo triste.

L’ultimo film che hai visto:

Cinderella man.

Il tuo cantante preferito?

Renato Zero. Anche Liga e Vasco, ma Renato Zero è il numero uno.

Il tuo piatto preferito:

Pasta in bianco.

Che?!

Il sabato di sicuro. Probabilmente è un retaggio scaramantico.

Sapresti elencare i tuoi principali pregi?

Non dovrei farlo io. Posso riferirti quello che sento dire dagli altri: simpatica e altruista.

E i tuoi difetti?

Dicono che sono troppo permalosa. E anche l’altruismo può diventare un difetto.

Il più bel ricordo della tua carriera:

La promozione in serie B1 con l’Ostuni. Al di là del risultato tecnico, mi resta soprattutto il ricordo di un gruppo di atlete magnifico. C’era molta coesione. E poi sono convinta che quella promozione sia stata “aiutata” da qualcuno che era in Cielo.

Il più amaro:

Non esserci salvate dalla retrocessione nel campionato successivo. La matematica ci condannò al penultimo turno, dopo una sconfitta in Sardegna. Quanta amarezza.

Quale difetto tecnico, se ritieni di averne, vorresti correggere?

Stando a quello che dice il mister, sono troppo aggressiva a muro; anticipo troppo.

L’osservazione più ricorrente del coach nei tuoi riguardi:

Non c’è una frase specifica. In questo periodo sta insistendo sulla necessità di migliorare l’intesa con Ale. Devo armonizzare meglio i miei tempi di rincorsa con quelli dei suoi passaggi.

Sei scaramantica? Compi “rituali” particolari prima, durante o dopo le partite?

Adesso non tanto. Quando, però, gli arbitri ci dicono “in bocca al lupo” al termine del riconoscimento, la toccata sopra è automatica…

Il tuo soprannome:

A Ostuni mi chiamavano Terminator. Credo dipendesse dal mio atteggiamento aggressivo in campo e dal mio modo di esultare.

Giocatore o giocatrice che ammiri di più:

Simona Gioli e Gigi Mastrangelo.

Qual è stata la partita più gratificante della tua carriera?

Quella decisiva per la promozione in B1 con l’Ostuni. Ricordo l’entusiasmo e un tifo mai visto. Mi veniva la pelle d’oca ogni volta che toccavo un pallone.

E la partita che vorresti cancellare?

Una delle più recenti: quella contro l’Acquaviva. Può capitare di giocare male, ma è l’atteggiamento ad essere stato troppo superficiale.

Cosa ti piace di più del mondo della pallavolo?

Il rapporto con le compagne quando si riesce a costruire un clima positivo e sincero. Quest’anno credo che siamo già sulla buona strada.

C’è, invece, qualcosa che ti infastidisce?

L’ipocrisia. Ma naturalmente non è un problema che riguarda soltanto la pallavolo.

Perché due anni fa hai deciso di trasferirti in Campania e perché adesso hai deciso di tornare nella tua Puglia?

Decisi di andare a Salerno per assumermi responsabilità diverse; volevo mettermi alla prova e vedere come sarei riuscita a cavarmela lontano da casa. Sul passaggio da Salerno a Scafati, invece, hanno influito altri fattori, come il desiderio di restare vicina al gruppo di ex-compagne conosciute a Salerno e l’offerta interessante che mi era stata proposta dalla società scafatese.

Cosa ti resta dell’esperienza a Salerno e a Scafati?

Il bellissimo gruppo che avevamo costituito a Salerno. Sono stata troppo bene; non ci sono aggettivi. Ma anche a Scafati ho trovato delle ottime compagne di squadra. Sul piano tecnico, credo che gli insegnamenti di coach Castillo mi abbiano aiutata a migliorare.

Trepuzzi ha una squadra di pallavolo femminile; ti piacerebbe un giorno giocare nella squadra della tua città, a prescindere dalla categoria?

Sì, mi piacerebbe. Però… non prescindo dalla categoria e quindi non è il momento.

Qual è la rinuncia più gravosa a cui ti costringe la pallavolo?

In passato mi pesava il poco tempo che potevo dedicare ai miei amici. Adesso mi dispiace non poter stare abbastanza con i miei genitori.

Obiettivi e desideri personali per il tuo futuro:

Non ne ho a lungo termine perché a me piace vivere giorno per giorno ed affrontare le cose con gradualità. Penso a far bene quest’anno, poi si vedrà.


LA FINESTRA SULLA C: OSTUNI-TEMPESTA 3-0

11 novembre 2009

E finalmente vediamo giocare la Tempesta.

Il calendario quest’anno non è stato benevolo: le partite in casa della squadra jonica coincidono con quelle fuori della Palafiom; bisogna dunque approfittare delle trasferte.

Uso “trasferte” al plurale, ma non è detto che ne seguiranno altre per quello che mi riguarda. Coach Monopoli, il Velasco dei Due Mari, non mi vuole. Prima della partita mi ha invitato sarcasticamente a sistemarmi fra i tifosi dell’Ostuni (che poi sarebbero il signore e la signora Marcianò); al termine dell’incontro mi ha detto di non scrivere niente e di non venire più.

Tutto questo soltanto perché alla vigilia avevo espresso simpatia per l’Ostuni, sentimento che esisteva già ai tempi in cui le brindisine erano nostre avversarie dirette; figuriamoci adesso. Lo sport è amicizia, fermo restando il sostegno alla Tempesta (ed ho i testimoni…).

Dicevamo del pubblico. Sono tre anni che veniamo a Ostuni ed è veramente triste notare ogni volta un palazzetto tanto grande quanto vuoto e muto. Queste povere creature giocano sempre “in trasferta” ed oggi la rappresentanza di tifo rossoblu è nutrita e chiassosa. Di solito il più loquace è il signor Alfredo; questa volta sono state le gentili signore al seguito a distinguersi per il tifo caloroso. E per le vibranti contestazioni.

Luigi cerca di adattare la macchina fotografica alle condizioni di luce della struttura; io faccio lo stesso. Il palazzetto di Ostuni, da questo punto di vista, è perfido: è ben illuminato eppure si tratta di una luce che non giova molto alle fotografie; non bisogna esagerare con zoom e tempi di posa.

Una caratteristica positiva è invece la prossimità con le panchine; puoi tentare di ascoltare tutti i time-out.

Durante il riscaldamento il premio di giocatrice più bersagliata dalle pallonate va ad Adriana Cardone. E’ un brutto presagio per la Cubana, che si procurerà un lieve infortunio in partita.

Si comincia.

La Tempesta è ancora priva di Simona Muraglia ed il ruolo di palleggiatrice è nuovamente rivestito da Federica Pantile. L’opposto è Sonia Tinelli, le bande Francesca Cocca ed Eva D’Elia, le centrali Adriana Cardone e Bruna Clemente, il libero Alessandra Turchiarulo.

Nell’Ostuni di coach Solombrino vedo la nostra Paoletta (e questo si sapeva), la capitana Daniela Calò (e anche questo si sapeva), la veneta volante (e questo l’avevo saputo da poco) e Federica Cutaia (questa, invece, è stata una sorpresa). Le altre non le conosco, a parte l’amica di Ivana come libero.

Prima del fischio d’inizio, il libero Turchiarulo entra al posto di Bruna, ma anche la capitana Cocca si avvicina alla centrale per congedarsi. Manco stesse emigrando per dieci anni…

“Mandaci una cartolina dalla panchina, mi raccomando…”

L’avvio è equilibrato e Federica Pantile sembra in buona serata. Così a occhio, mi pare che abbia servito molto bene i posti quattro e le centrali; soltanto con Sonia è risultata un pochino imprecisa.

A metà del parziale Ostuni infila una serie positiva che non sarà più recuperata. Grande Paoletta, molto ispirata.

Speravo che la vicinanza con le panchine potesse permettermi di intercettare qualche utile considerazione tecnica; purtroppo, però, Solombrino è sempre molto pacato e non si sente niente mentre Davide parla a bassa voce quando fornisce indicazioni tattiche e urla quando è incavolato o agitato.

A un certo punto il Velasco dei Due Mari grida un “Oooh!” in direzione di Cofanetto, che in quel momento è in panchina. Federica cerca di interpretare il comando del coach ed elabora mentalmente alcune ipotesi: “Oooh!” potrebbe voler dire:

1) Preparati ché fra poco entri;

2) Finiscila di fare casino con le compagne ché mi stai distraendo;

3) Mi vai a prendere un caffè, per cortesia?

Direi che era buona l’ipotesi numero uno.

L’ingresso di Cofano, però, completa il raduno nazionale di Federiche sul parquet (oltre al libero rossoblu, ci sono Pantile, Litti, Tonon e Cutaia). Ancora una e si potrebbe giocare la partita delle Federiche contro le restanti giocatrici… Fra l’altro, con l’aggiunta di un opposto, sarebbe anche un sestetto ben equilibrato: Pantile in palleggio, Tonon e Cofanetto di banda, Cuti e Litti centrali. Niente male, davvero.

Il set è delle padrone di casa.

Oltre ad aver portato classe, esperienza, bravura, punti e – diciamolo – bellezza, Daniela deve aver portato ad Ostuni anche le maglie del Tuglie di tre anni fa: blu con bordi gialli.

Blu con bordi bianchi e rossi sono, invece, le divise della Tempesta. Entrambe sono molto fini, però sarebbe preferibile se anche nel volley valesse la prassi di altri sport per cui i colori delle due squadre in campo sono sempre diversi. Opinione personale.

Nel secondo set la Tempesta gioca bene solo a sprazzi; sembra non esserci una grande convinzione. Ostuni cresce e controlla il parziale.

Daniela realizza un punto aiutata dal nastro. Girandosi verso le compagne che la festeggiano mostra con un gesto eloquente quale parte del corpo è risultata determinante in questa fortunata conclusione. Viva la sincerità.

E’ il momento dei secondi tocchi di Paoletta. La piccina lo sa fare bene; è giusto che si conceda questa soddisfazione.

Sale un po’ di nervosismo in casa Tempesta per via di un paio di decisioni dei direttori di gara.

Un giovane tifoso tarantino, che sventola pericolosamente una bandiera nei pressi degli attributi di Gianluca, attribuisce al secondo arbitro l’appellativo di Caparezza.

E’ la pettinatura ad aver ispirato il nomignolo.

Il secondo set termina con un punto realizzato dal libero locale. Non me ne voglia la Tempesta, anzi auguro a Turchiarulo e a Cofanetto di mettere a terra almeno dieci palloni a testa, da liberi, nel corso del campionato, ma questa situazione per me assume sempre un certo fascino. La nostra Leo, peraltro, l’anno scorso ci ha abituati  bene.

E’ la prima volta, però, che mi capita di assistere ad un set-point messo a segno da un libero. La cosa non deve risultare molto divertente per coach Davide, ma congratulazioni a Simona Minetti.

Nel terzo set la migliore Tempesta.

Nonostante l’estro di Paoletta, i perentori primi tempi di Cuti, le strepitose diagonali di Daniela e i caratteristici lungolinea di Tonon, le ragazze tarantine lottano con i denti e ribattono colpo su colpo.

Se Sonia non ha molti palloni giocabili a disposizione, a farsi carico di un’esaltante rimonta è Eva D’Elia.

La Cubana è costretta ad uscire, ma Litti si impone con autorevolezza e con i muri, Cocca suona la carica e la Tempesta passa a condurre per 5-10.

Poi la formazione jonica cede terreno, viene scavalcata (13-16), ma ha un nuovo sussulto e si arriva così appaiati al 23-23. E’ un terzo set molto incoraggiante in prospettiva futura; la squadra può fare ottime cose.

Sul più bello, però, prevale l’esperienza e la saldezza di nervi delle brindisine che schiacciano i due palloni determinanti per la vittoria (23-25).

Ricordo che il sito della Tempesta è www.gruppotempesta.com.


LA BUSTA DEL LATTE (3) – FEDERICA TONON

30 ottobre 2009

Due anni fa giocava nell’Ostuni. Resterà nella leggenda la sua prestazione contro il Centro Ester nella sfida che valse la permenenza nella categoria.

Lei è Federica Tonon, campionessa internazionale di beach-volley prestata (con risultati eccellenti, come abbiamo visto) al volley indoor, giocatrice veneta prestata alla Puglia.

Da quella stagione, però, non l’abbiamo più vista su un parquet. In un palazzetto sì, l’abbiamo vista, ma solo in veste di autorevole spettatrice a San Vito dei Normanni,.

Dove sarà adesso Federica Tonon? Magari si sta godendo un tramonto infuocato da una spiaggia delle Hawaii. Non sarebbe la prima volta, beata lei.


LA VALIGIA SUL LETTO E’ QUELLA DI UN LUNGO VIAGGIO

23 settembre 2009

Se mi lasci non vale, dentro quella valigia

tutto il nostro passato non ci può stare

(Julio Iglesias)

Prima di presentare (un po’ in ritardo) la Cosa che ha appena esordito in questo campionato 2009-2010, vediamo dove sono finite le partenti.

Di solito, i saluti alle giocatrici che lasciavano la Palafiom non erano particolarmente lunghi dato che si trattava di poche atlete all’anno; il grosso della squadra abitualmente veniva confermato.

Quest’anno la tradizione non è stata rispettata e si farebbe prima ad elencare i nomi delle poche ragazze rimaste.

La diaspora rossoblu contempla Vittoria Repice (San Vito dei Normanni, A2) Simona Corallo (Soverato, B1), Michela Benefico (Livi Potenza, B2), Simona Mucci (Oria, B2), Marcella Scaglioso (San Pietro Vernotico, B2), Désirée Fiore (Noci, C), Paoletta Marcianò (Ostuni, C), Sonia Tinelli (Tempesta Taranto, C).

La capitana Silvia Buso si dedicherà, invece, al settore giovanile in ragione dell’esperienza maturata in anni di “allevamento” di nuovi talenti.

Ogni occasione è buona, inoltre, per salutare Clara Clemente (Sant’Arcangelo di Potenza, A1).

Contraddicendo la canzone di Julio Iglesias, il cui incipit è stato usato per titolare questo post, i viaggi delle nostre ex non sono poi così lunghi e questo potrebbe offrire la possibilità di ammirarle e di sostenerle dal vivo a condizione che i calendari lo consentano.

Purtroppo farà eccezione la Corallina, che tornerà in Puglia sempre quando noi saremo impegnati in partite coincidenti come tempi.

A tutte va un caloroso abbraccio. In bocca al lupo!

E non prendete troppe iniziative quando giocate contro di noi… State rilassate…


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