
Di fronte allo stato di emergenza in cui è piombata la Pallavolo Taranto dopo la sconfitta di sabato scorso ad Acquaviva delle Fonti, non si è fatto attendere l’intervento della Protezione Civile.
Guido Bertolaso è arrivato nella città dei Due Mari sin da lunedì ed ha sorvolato in elicottero la zona colpita dal disastro e in particolare i quartieri Salinella e Solito Corvisea.
Il capo della Protezione Civile ha assicurato aiuti immediati alla squadra tarantina attraverso procedure più snelle e veloci per l’assegnazione di appalti: in particolare saranno ricostruiti i muri, rafforzate le difese del suolo e si provvederà anche a sviluppare programmi di sostegno psicologico e motivazionale per le vittime di questa emergenza.
Sull’operato della Protezione Civile, tuttavia, sta indagando la Procura di Taranto; il sospetto è che sulla ricostruzione della classifica della formazione jonica vi siano state speculazioni.
Sono trapelate anche delle intercettazioni molto compromettenti tra un imprenditore destinato alla ricostruzione, Francesco Maria Piscicelli, e suo cognato Gagliardi (nulla a che vedere con il coach della Lore Lei Potenza).

Questa è la trascrizione di una telefonata intercetata dalla Procura alle 20.01 di sabato 27 febbraio, proprio mentre terminava Acquaviva-Taranto.
Gagliardi: “Oh, hai visto cosa è successo ad Acquaviva?”
Piscicelli: “Lo so, lo so… Ho parlato con Guido che era là a vedere…”
Gagliardi: “Minchia, 25-8 il quarto set!”
Piscicelli: “Eheheh (ride) E’ una catastrofe. Cioè, non si è mai visto…”
Gagliardi: “Occupati di ‘sta roba perché qui bisogna partire in quarta subito; non è che c’è un 25-8 ogni settimana”.
Piscicelli: “Lo so. Eheh (ride) E’ più divertente del terremoto dell’Aquila”.
Gagliardi: “Parla con Balducci, Anemone. Bisogna che venga dichiarato lo stato di calamità così magari è più facile prendere i soldi della ricostruzione”.
Piscicelli: “Potremmo anche fare la cresta usando il metodo Impregilo”.
Gagliardi: “Impreche?”
Piscicelli: “Impregilo. I delinquenti che hanno costruito l’ospedale dell’Aquila con la sabbia al posto del cemento…”

Successivamente le attenzioni degli imprenditori si sono spostate sugli appalti del G8, che è stato trasferito dalla Maddalena a Taranto. Dopo la pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale, Diego Anemone avrebbe chiamato al cellulare Mauro Della Giovampaola.
Anemone: “Spostano il G8 dalla Maddalena alla palestra Maria Pia di Taranto; me l’ha detto Guido.”
Della Giovampaola: “Sono uno sbonno di soldi, di appalti”.
Anemone: “Sì, perché là è tutto da rifare, a cominciare dal cancello rotto. Verranno Obama, Merkel, Putin, tutti…”
Della Giovampaola: “Al Maria Pia, sì. Lì ci saranno le riunioni dei grandi. Ma poi stanno un sacco di altre cose: c’è da organizzare i trasporti, i servizi, il catering…”
Anemone: “Ma io ho sentito dire che vogliono andare a mangiare al Siddharta, tranne Obama, che ha chiesto espressamente dei panzerotti di Ernesto…”
Della Giovampaola: “Poi dovremmo interessarci dell’appalto degli impianti idraulici e termoidraulici”.
Anemone: “No, a Taranto c’è Termoidraulica Nitti. Con quelli non possiamo competere neanche truccando la gara…”
Della Giovampaola: “Beh, vabbè, poi sentiamo Guido. Sta per andare a Taranto a vedere”.
E proprio l’arrivo a Taranto di Bertolaso ha indotto i magistrati ad aprire un altro filone di indagini. Alcune intercettazioni lasciano supporre che Bertolaso si sia recato in Puglia anche per dei massaggi particolari.

Atterrato all’aeroporto Arlotta di Grottaglie, Bertolaso avrebbe telefonato a Simone Rossetti, il factotum di Diego Anemone:
Bertolaso: “Sono Guido, buongiorno”.
Rossetti: “Buongiorno”.
Bertolaso: “Io sono atterrato in questo istante dall’Aquila. Se oggi pomeriggio una ragazza lì al Maria Pia potesse… Cioè, le ho viste giocare ad Acquaviva e io a queste gliela darei volentieri una…”
Rossetti: “Ho capito, sì, ma non sono mica disponibili”.
Bertolaso: “Ah, no?”
Rossetti: “No. Tu frequenti Berlusconi e ormai ti sei convinto che tutte le donne siano zoccole, ma pare che non sia proprio così”.
Bertolaso: “Ah. Beh, allora cercate da qualche altra parte; basta che sia viva, che respiri e che abbia il bikini stretto. Io sto arrivando; vi richiamo fra venti minuti”.
Rossetti: “Bah, allora vai al Palafiom, non al Maria Pia. Può darsi che lì ci sia una che chiamano Flipper…”
Bertolaso: “Flipper… M’ispira. Organizzatemi qualche situazione”.

Poco dopo, però, Bertolaso avrebbe richiamato. Il Capo della Protezione Civile era piuttosto contrariato.
Bertolaso: “Andate a fan***!”
Rossetti: “Cosa c’è? Non ti è piaciuto il massaggino?”
Bertolaso: “Ma era una cagnetta, ca**o!”
Rossetti: “Ohu, quella abbiamo trovato. Tu avevi detto che bastava che fosse viva e respirasse…”
Bertolaso: “Ma siete proprio dei pezzi di ***!”
Rossetti: “E non sai quanto c’è voluto per infilarle quel bikini stretto…”
Bertolaso: “Vaff***. Torno al Salaria”.
Rossetti: “Facciamo sparire i preservativi…”
Fin qui le intercettazioni.

Le risate nella sera della sconfitta di Acquaviva hanno scatenato la rabbia della tifoseria tarantina: “E’ mostruoso: mentre noi perdevamo la partita, loro ridevano e si fregavano le mani”.
I sostenitori della squadra biancoblu sono scesi in piazza per protestare. Sui loro cartelli la scritta: “Alle 20.01 io non ridevo”.
NOTE:
Le vere intercettazioni relative ai massaggi di Bertolaso si leggono su http://www.repubblica.it/cronaca/2010/02/11/news/intercettazione_festa_bertolaso-2259142/
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/02/15/news/verbali_notte_con_bertolaso-2303052/